Lunedì, 06 aprile 2020 - ore 16.56

Ricordati i giovani resistenti Alfredo e Antonio di Dio al Civico Cimitero di Cremona

Una ancora tiepida giornata autunnale di sole sulla città di Cremona ha salutato l’iniziativa dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di commemorare, Lunedì 12 ottobre presso la Cappella di famiglia Di Dio nel cimitero cittadino, le figure di due giovani ardimentosi cattolici, Antonio e Alfredo Di Dio, valorosamente caduti nella lotta di liberazione, colà sepolti ed insigniti di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

| Scritto da Redazione
Ricordati i giovani resistenti Alfredo e Antonio di Dio al Civico Cimitero di Cremona

Presenti le Associazioni Resistenziali cittadine, il Presidente della Commissione cultura del Comune di Cremona Luca Burgazzi, oltre a comuni cittadini. Ha introdotto la commemorazione Giorgio Carnevali ringraziando i numerosi presenti e dando lettura delle Motivazioni delle Medaglie d’oro al Valor Militare. Particolarmente significativi sono poi risultati gli interventi di Angelo Rescaglio presidente della Anpc, di Pierantonio Bonetti in rappresentanza dell’ANPI, del consigliere Luca Burgazzi per l’Amministrazione comunale di Cremona che ha gentilmente aderito all’iniziativa, e di mons Vincenzo Rini, assistente ecclesiale della ANPC, il quale ha poi suggerito un momento di raccoglimento e di preghiera seguito dalla benedizione. Corale l’auspicio da parte degli intervenuti nel ribadire quanto sia importante la testimonianza tra i nostri giovani di un non più procrastinabile  “fare memoria” di quelle tristi e dolorose vicende che videro tanti giovani pagare con la loro stessa vita un duro prezzo per la libertà della nostra Patria. Ai nostri giovani è ora affidato un compito non più rinunciabile,  vigilare affinchè ciò che è accaduto non accada mai più, dunque bene operare a salvaguardia della democrazia nel  rispetto della libertà così duramente conseguita, sentendosi essi stessi severi custodi di tanto sacrificio e di immortali valori. Non solo regole, non solo procedure, ma sostanza nella promozione del Bene Comune. Sono stati poi deposti omaggi floreali sulla tomba di famiglia, ove giacciono le spoglie dei due fratelli decorati della maggiore ricompensa. Il rispetto inviolabile della vita e della persona, l’umile fierezza di una dignitosa povertà, costituiscono il fondamento sul quale si costruirono le rivolte contro le tirannidi, fino al sacrifico estremo col sangue, di tantissimi Resistenti. “C’è una incompatibilità tra la dottrina cristiana e tutte le dottrine che accettano il metodo della violenza, indipendentemente dal loro colore politico; che mettono l’avere al di sopra dell’essere, che si inginocchiano davanti agli idoli terrestri, come se il cristiano non avesse nell’Uomo-Dio , Gesù Cristo, l’unico Liberatore e Salvatore, Signore del cielo e della terra” (dall’Omelia del 25 aprile 1975 di mons. Assi vescovo in Lecco, successivamente vescovo in Cremona).

Giorgio Carnevali (Cremona)

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