Venerdì, 28 gennaio 2022 - ore 09.01

Scelta servizi sanitari a Casalmaggiore Nessuna pressione , solo libera scelta (Direzione ASL)

Anche in questa vicenda, è emerso che i pazienti scelgono liberamente di farsi assistere dagli operatori sanitari nei quali ripongono la loro fiducia, a prescindere da quale sia l'ente per il quale lavorano

| Scritto da Redazione
Scelta servizi sanitari a Casalmaggiore Nessuna pressione , solo libera scelta (Direzione ASL)

Gentile direttore, con riferimento alla lettera pubblicata (….) la direzione dell'ASL  (.....) precisa che per quanto concerne l'attività di vigilanza che l'Asl effettua sugli enti erogatori, per norma essa consiste sia nel verificare il mantenimento dei requisiti di esercizio e di accreditamento che nell'analisi dell'appropriatezza dei percorsi assistenziali erogati ai cittadini. Inoltre compito della vigilanza è rilevare la soddisfazione annuale degli utenti in assistenza domiciliare mediante questionari inviati a domicilio. L'istruttoria di verifica interna operata immediatamente dai nostri uffici ci consente di affermare in tutta tranquillità che, verso la metà di giugno quando si è inserita la nuova cooperativa, alcuni operatori sanitari (infermieri e fisioterapisti) che lavoravano con il precedente soggetto erogatore (per altro tuttora attivo nel territorio) si siano spostati verso la nuova cooperativa. In concomitanza, e molto probabilmente in conseguenza, di tale spostamento di operatori sanitari, un certo numero di pazienti ha scelto di revocare la precedente opzione e ha espressamente scelto la nuova cooperativa: il cambiamento è stato attuato nel rispetto delle regole applicate dall'Asl, ovvero i familiari si sono recati all'Ufficio Cure Sociosanitarie dell'Asl, hanno compilato e firmato la ‘Scheda Revoca ente erogatore’ indicando come motivazione della revoca l'esigenza di continuità assistenziale da parte dei medesimi operatori sanitari che avevano cambiato ente, hanno quindi firmato la ‘Scheda di scelta dell'erogatore’ optando per la nuova cooperativa. In tale fase nessun familiare ha mai manifestato (né direttamente né indirettamente) agli operatori dell'Asl di aver subito pressioni da parte del proprio medico per la scelta della nuova cooperativa; tutti hanno affermato che desideravano che il loro familiare continuasse ad essere assistito dallo stesso operatore sanitario. Come di consueto e secondo le procedure in uso, per tutti i nuovi casi di pazienti ai quali si apre un Piano sssistenziale di assistenza domiciliare, sono gli operatori dell'Ufficio Cure Sociosanitarie del Distretto Asl che, nella visita a domicilio entro 2 giorni dall'attivazione, si premurano di chiedere espressamente se sia stata effettivamente garantita la libertà di scelta fra tutti i soggetti erogatori accreditati, acquisendo la firma del paziente o del familiare sul modulo di scelta con l'elenco di tutti gli erogatori disponibili. In conclusione, anche in questa vicenda, è emerso che i pazienti scelgono liberamente di farsi assistere dagli operatori sanitari nei quali ripongono la loro fiducia, a prescindere da quale sia l'ente per il quale lavorano, e ciò è indubbiamente un segno caratteristico e positivo sia del naturale rapporto fiduciario tra assistito e curante, sia della qualità dell'assistenza erogata nell'ambito delle cure domiciliari. L'Ufficio cure sociosanitarie del distretto di Casalmaggiore è a completa disposizione del familiare ‘anonimo’ autore della lettera per ogni ulteriore informazione.

Direzione Generale Asl (Cremona)

 

La lettera del cittadino di Casalmaggiore che pone il problema:

Signor direttore, sono il figlio di un cittadino che usufruisce delle cure sociosanitarie a domicilio. Questo servizio prevede la libera scelta da parte nostra di una delle varie società che mandano infermieri e fisioterapisti a domicilio: nulla di più falso. Tutto viene gestito dai medici con il tacito consenso della vigilanza Asl, in barba ai controlli e alla trasparenza. Quello che vi sto dicendo è verificabile con documenti, basta andare a vedere cosa è accaduto negli ultimi mesi in zona Casalmaggiore dove, guarda caso, ‘liberamente’, tutti i cittadini che erano con una cooperativa sono passati ad u n’altra. Per quanto riguarda mio padre mi hanno detto che la cooperativa Arché era fallita, cosa invece non vera perché io stesso ho telefonato e sono sempre operativi in altri distretti di Cremona e loro stessi, imbarazzati, al telefono mi hanno riferito che tutti si erano spostati con un’altra cooperativa. Anche mio padre ha ricevuto pressione dal suo medico per cambiare alla faccia della libertà di scelta. In tutto questo dove sta la vigilanza sanitaria? Cosa sta succedendo, cosa si nasconde dietro questi spostamenti? Quali accordi e vantaggi economici sottendono? Quando venivano gli operatori ci dicevano che dovevamo firmare, che ogni singola virgola veniva verificata d al l’Asl. E ora? A fronte di un movimento economico simile nessuno vede? Alla fine anche noi, come tutti gli altri, ce ne staremo buoni prendendo ciò che ci danno ma il sistema fa veramente schifo e non posso non pensare a quante belle parole vengono spese dai nostri politici a fronte di situazioni in cui chi deve gestire fa i proprio comodi e interessi e chi deve controllare gira la testa dall’altra parte. Non c’è bisogno di andare al Sud per scoprire che la malasanità continua a imperversare e che alla fine i malati sono un business per tutti. Scusatemi se non firmo, ma non vorrei mai che poi a farne le spese sia mio padre che già vive i suoi problemi.

Lettera firmata (Casalmaggiore)

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