Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 04.19

Sentenza Grande Chambre Corte EU CREDERE NELLA RIEDUCAZIONE ?

La Grande Chambre della Corte Europa ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’Italia per ‘tutelare’ l’ergastolo ostativo: un po' come dire che è pacifico, che non occorre ‘rimettere la testa’, sulla legittimità della pena a vita.

| Scritto da Redazione
Sentenza Grande Chambre Corte EU CREDERE NELLA RIEDUCAZIONE ?

Sentenza Grande Chambre Corte EU CREDERE NELLA RIEDUCAZIONE ?

La Grande Chambre della Corte Europa ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’Italia per ‘tutelare’ l’ergastolo ostativo: un po' come dire che è pacifico, che non occorre ‘rimettere la testa’, sulla legittimità della pena a vita.

Un articolo de “Il Fatto Quotidiano” ha riportato le parole di Niccola Gratteri, secondo il quale “ i mafiosi tireranno un bel sospiro di sollievo. É passata l’idea che puoi commettere qualunque crimine, anche il più abietto, poi alla fine esci di galera. Un principio devastante che non possiamo permetterci di accettare: cancellerebbe 150 anni di legislazione antimafia. Per motivi culturali, ma anche pratici, viste le conseguenze che avrebbe non solo in Italia. Ma in tutta Europa”. Una pronuncia, insomma, che piace “ a chi si spaccia per progressista e garantista per interessi inconfessabili o anche soltanto per seguire la moda. A chi racconta che un sistema legislativo come quello antimafia italiano che rende non conveniente delinquere, non è progressista”.

Leggere queste parole induce innumerevoli riflessioni in chi scrive ri(con)ducibili, purtuttavia, a poche parole. Ci si chiede: È veramente progressista il pensiero di chi invoca una pena ossequiosa – non solo formalmente – del principio rieducativo di tutte le pene, enunciato in una ‘carta’ entrata in vigore nel 1948?

Se è vero, come pare, che le pene possano – molto modestamente – ambire unicamente ad una “tensione rieducativa” (frutto di non poche diatribe in assemblea costituente) “ cui prodest” una punizione ontologicamente non-rieducativa?

Forse abbiamo sbagliato tutto…forse non capiamo certe dinamiche dell’antimafia e della criminalità organizzata. Concedeteci, però, una piccola chiosa. Se la rieducazione non può orientare la nostra “scala dei valori giuridica” ditelo apertamente: proponete una modifica dell’art. 27 della Cost.: diversamente, a mio modestissimo ed insignificante parere, la questione è assodata. “ Ça va sans dire”. Mi chiedo, però, e qui mi taccio: chi è il vero progressista?

Chi vede nel ristretto un moderno Miché, condannato a suonare una tragica ballata “ l’avevan perciò condannato vent’anni in prigione a marcir…però adesso che lui s’è impiccato la porta gli devon aprir…” o chi chiede che le pene, tutte le pene, debbano tendere alla rieducazione del condannato?

DANIEL MONNI PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE LIBERARSI ODV

 

 

 

 

 

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