Venerdì, 20 settembre 2019 - ore 12.24

Siamo liberi…Anche se qui non è permesso dissentire di Paolo Voltini, Presidente Coldiretti Cremona

I corsivi a firma del Presidente di Coldiretti Cremona Paolo Voltini, che aprono il numero di ottobre del Coltivatore Cremonese, periodico di Coldiretti Cremona.

| Scritto da Redazione
Siamo liberi…Anche se qui non è permesso dissentire di Paolo Voltini, Presidente Coldiretti Cremona

Siamo liberi…Anche se qui non è permesso dissentire  “La libertà, caro Sancho, è uno dei doni più preziosi che i cieli dettero agli uomini … quindi per la libertà come per l’onore si può e si deve rischiare la vita”. Lo diceva Don Chisciotte al suo compagno di avventure Sancho Panza. Qualcuno mi ha ricordato questa frase a proposito di come a Cremona e dintorni la possibilità di dissentire da chi detiene il potere per ordine costituito sia praticamente vietata.

Qualcuno ci suggerisce di smetterla, di rientrare nei ranghi, che non possiamo essere sempre soli, che la pagheremo prima o poi.

Ma la libertà di pensare, di dire quel che si pensa, di dissentire quando necessario, di prendere decisioni “non politicamente corrette”, di votare ad esempio il bilancio della Fiera non come fanno tutti gli altri, di decidere se partecipare o meno agli eventi, non ce la toglierà nessuno. Neppure chi pensa di intimorirci, di farcela pagare per qualche no che abbiamo detto, di attaccarci all’unisono, di incolparci delle difficoltà altrui. Che qualcuno ci dica che a Cremona la qualifica di socio in un Ente obbliga a rispondere sempre sì al padrone! E se non lo fai sei condannato, sei un traditore che vuole male al territorio!

Cremona è così e probabilmente noi siamo la prima imprevista anomalia accaduta nella recente storia di questo territorio che amiamo. Un’anomalia grave perché si permette di dissentire dal potere. Qui non è concesso!

Ma come dice qualcuno, “se ne dovranno fare una ragione” perché il dissenso è possibile e addirittura dovrebbe essere auspicabile da chi vuole bene alla libertà, e noi continueremo ad essere liberi, a scegliere indipendentemente da cosa dice il potere precostituito.

CORAGGIO: NON ACCETTIAMO I RICATTI Il breve corsivo con cui apriamo questo Coltivatore, con il titolo “Siamo liberi”, vale anche per le vicende più economiche che stiamo vivendo. Anche qui ci vuole coraggio e non è possibile abbassare lo sguardo quando abbiamo a che fare con quella parte del potere economico che considera gli agricoltori “soggetti” da spremere, “soggetti” a cui dire “il tuo latte te lo pago così, punto e basta”.

Quella parte del mondo economico è fatta da gente che non ha avuto timori a lasciare sulla strada gli allevatori lo scorso anno. Gente che non ha avuto scrupoli a pagare agli agricoltori prezzi sotto i costi di produzione, gente che vende con marchi italiani latte, formaggio, carne suina, salami che non hanno nulla dei nostri territori.

Gente così. E chi li rappresenta che dice, oltre a condannare il comportamento di chi, come noi, dissente a Cremona su bilanci e partecipazioni alle Fiere? I comportamenti di questi industriali (grazie a Dio non tutti) fanno bene al nostro territorio? Eppure nessuno su queste cose dice niente! Per dimostrare di voler bene al territorio, basta annunciare feste e festival (cose buone, per carità)  come quelle del salame prevista l’anno prossimo, senza interrogarsi e dire pubblicamente con quali maiali si fanno i salami che portano il nome della nostra città?

Un po’ di coerenza non guasterebbe.

Veniamo a noi. E’ già tempo di trattativa sul prezzo del latte. I motori si sono messi in moto con largo anticipo. Le condizioni sono cambiate e non sono cambiate perché le stelle si sono messe a girare dalla parte opposta. Sono cambiate per molte cose che abbiamo messo in campo solo noi. Sì, solo noi della Coldiretti, anche se parte della stampa locale non lo racconta, alla faccia del bene del territorio e della verità. Cito la più importante. Mi riferisco all’approvazione dell’obbligo della indicazione in etichetta dell’origine del latte e dei formaggi. Ricordiamocelo che questo è un successo di Coldiretti che oltre dieci anni fa raccolse oltre un milione di firme, che presentò al Parlamento, che approvò la legge. Da lì bisogna partire per arrivare al maggio scorso quando il Premier Renzi presentò in anteprima a diecimila agricoltori della Coldiretti lombarda, riuniti in assemblea a Milano, il decreto sulla etichettatura. Ora è anche arrivato il via libera di Bruxelles e tra qualche mese chi comprerà la mozzarella potrà sapere se c’è dentro il latte dei nostri allevatori o le cagliate del nord Europa.  Solo noi (mi riferisco al mondo cremonese, perché altrove anche altre rappresentanze hanno appoggiato queste battaglia), sì solo noi, abbiamo voluto ardentemente questa cosa. Fra quelli che a Cremona ci criticano, non abbiamo visto nessuno, al Brennero al nostro fianco, a denunciare l’arrivo in Italia di tanto latte trasformato poi in formaggio finto italiano.

Le condizioni sono cambiate, il prezzo del latte è cambiato, nonostante la nota multinazionale francese detentrice di tanti famosi marchi italiani continui a pagare prezzi infimi.

Noi, e qui mi rivolgo ai nostri allevatori, non dobbiamo buttare via questa opportunità. Non accettate ricatti  (in particolare dalla famosa multinazionale). Lo sappiamo che stanno venendo da voi con la minaccia di farvi pagare la “sanzione” per il latte che avete prodotto in più rispetto a quello che loro hanno stabilito (!) se non accettate di firmare un contratto che vi impegna a consegnare loro il latte anche per l’anno prossimo, sulla base della media del prezzo che si paga nell’Europa a 28 (oggi fermo a 26,5 centesimi).

Non accettate questo ricatto. Ricordatevi il valore della libertà. E poi ricordatevi che non siete soli. Date a Coldiretti la delega a rappresentarvi, a sottoscrivere accordi collettivi, così aumenta finalmente il potere contrattuale agricolo.

Oggi ciò è possibile in virtù di una norma che abbiamo scritto e che – grazie alla nostra reputazione, alla faccia di quel che dicono quelli del “vecchio potere cremonese” – abbiamo fatto approvare in Parlamento. Dice sostanzialmente che le Organizzazioni come Coldiretti sono autorizzate a sottoscrivere accordi quadro sul prezzo del latte.

E allora non cediamo ai ricatti e firmiamo la delega. Così si cambia. E se non ora che abbiamo queste opportunità, quando?

Siccome a Cremona qualcuno oscura quel che facciamo e diciamo  (che segno di debolezza!) ricordo che il 29 settembre il Premier Renzi è venuto per la terza volta in un anno ad una grande assemblea di Coldiretti con diecimila persone presenti a Firenze (c’eravamo anche noi) e ha detto che dal 2017 gli agricoltori non pagheranno più l’Irpef. Dimenticavo: lo stesso capo del Governo proprio un anno prima, in un’altra grande assemblea di Coldiretti in Expo con trentamila persone, annunciò l’abolizione di Imu e Irap per gli agricoltori!

Ci sarà un motivo perché queste cose Renzi viene a dirle solo alle assemblee di Coldiretti? Certo che c’è ed è semplice: va a dirle a chi queste cose le ha chieste!

Ritorno sull’Irpef agricola che scompare nel 2017 per ricordare quel che il Capo del Governo ha detto per giustificare questa decisione. In sostanza il motivo è questo: “aboliamo l’Irpef perché riconosciamo il ruolo che nel Paese voi svolgete e voi della Coldiretti ce lo avete dimostrato”. Ci sarebbe da dire tanto, ma questo basta, per stabilire chi vuole bene al Paese.

Paolo Voltini, Presidente Coldiretti Cremona

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