Lunedì, 28 novembre 2022 - ore 16.24

Siamo una democrazia con il terrore del voto

REFERENDUM EUTANASIA

| Scritto da Redazione
Siamo una democrazia con il terrore del voto

La decisione della Corte Costituzionale di non ammettere il referendum

sull'eutanasia condanna potenzialmente tutti noi ad una morte straziante

e prolungata. In Italia, la mia vita non è un diritto, ma un vero e

proprio dovere, anche quando è divenuta insopportabile. 

Ricordiamo che l'articolo 75 della Costituzione prevede solo tre casi

di inammissibilità per i referendum: per le leggi tributarie e di

bilancio, di amnistia e di indulto, e di autorizzazione a ratificare

trattati internazionali. 

E' chiaro a tutti, in primis ai membri della Consulta, che il quesito

sull'eutanasia non riguarda nessuna delle materie su cui la Costituzione

vieta il voto dei cittadini.

Nei decenni, la Corte Costituzionale ha costruito una giurisprudenza

improvvisata e pasticciata per allargare il suo potere di veto

sostanzialmente a tutte le materie dello scibile umano. Da tempo non

vige più l'art. 75, ma la sensibilità politica della maggioranza dei

membri della Consulta. 

Anche questo è il sintomo di una crisi profonda della nostra

democrazia, afflitta dal terrore del voto. Dai referendum bocciati, alle

elezioni quasi sempre precedute da una nuova legge elettorale con cui si

cerca di controllarne l'esito, fino all'elezione del presidente della

Repubblica: ogni voto, popolare e non, viene vissuto come pericoloso,

destabilizzante, foriero di inimmaginabili disastri.

Intendiamoci, anche chi scrive ha un certo timore del voto popolare,

specialmente alla luce dei vistosi sbandamenti dell'elettorato negli

ultimi anni a favore di forze populiste e spiccatamente illiberali. Ma

reprimere il voto non fa altro che aumentare la sfiducia e la distanza

tra cittadini e Istituzioni. E un giorno, ciò su cui non ci è stato

consentito di votare diventerà un'altra freccia nell'arco di chi quelle

Istituzioni vuole distruggerle. Noi non siamo tra questi. Ma a forza di

reprimere…

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