Venerdì, 14 maggio 2021 - ore 12.14

Superti Mario. La ricchezza:riflessioni popolari.

| Scritto da Redazione
Superti Mario. La ricchezza:riflessioni popolari.

La ricchezza ha diversi aspetti a seconda dei soggetti cui si riferisce.
C’è la ricchezza di un popolo, di un ente, di una società ,di una famiglia, di una persona   ecc..
Può assumere diverse collocazioni a seconda se è arrivata in eredità o se la si è guadagnata  strada facendo.
Può essere  di provenienza lecita o illecita, legale o illegale,criminale o legittima.
Come si vede gli aspetti sono tanti  ma ad unico effetto:
determina il tenore di vita dei soggetti che abbiamo sopra elencato.
In questi tempi si parla molto di ricchezza derivante dal PIL o prodotto interno lordo, e questo si riferisce alla ricchezza( si presume diffusa in modo equo) di un popolo o di una nazione.
Poco si parla come la stessa viene distribuita allorquando risulta che un popolo ha contribuito alla ripartizione degli effetti benefici derivanti dalla produzione.
Ma c’è anche  la ricchezza derivante da manovre finanziarie connesse al mondo della speculazione conseguente incursioni più o meno lecite nel mondo del capitale e della finanza.
Ma c’è un ma : questo tipo di ricchezza non è una vera ricchezza, è solo arricchimento individuale che nulla ha prodotto ,con effetti positivi sulla società ,o addirittura ha prodotto effetti negativi  sulla vita di un paese che lavora.
Infatti i primi effetti negativi li subiscono i lavoratori che pian piano si vedono ridurre il potere di acquisto, posto che lo stipendio o salario non cambia( infatti i prezzi salgono e   le merci diventano meno accessibili ).
In pratica è un trasferimento  forse “illecito” di ricchezza a senso unico.
E’ ciò che succede quando in un paese  il lavoro non ha sufficienti tutele , mentre la speculazione cattiva non viene contrastata a dovere con l’imposizione di tasse e balzelli atti a scoraggiare  manovre a volte spericolate.
Le manovre possono essere fatte da persone , da amministratori di società che non si limitano a perseguire il guadagno derivante dalla produzione ma mettono in atto meccanismi  a volte  poco chiari di ricorso al finanziamento.
E’ qui che uno stato degno di tale nome dovrebbe mettere in atto sistemi di controllo  adeguati e di sicuro effetto.
Ma  a volte la politica con la “p” minuscola non si cura più di tanto e lascia correre , non si sa  se per ignoranza o malafede : o tutte e due.
Il risultato è che chi manovra la finanza di sicuro fa i suoi interessi ma non gli interessi dei lavoratori o dei risparmiatori.
La ricchezza può essere conseguita anche con l’evasione sistematica  delle tasse imposte da uno stato degno di tale nome.
Ma lo stesso non è più degno di tale nome se non va  a colpire l’evasore : l’effetto immediato è che la società  non può vivere bene se tutti non pagano tributi adeguati ai guadagni individuali o societari.
La conseguenza è che  non si possono assegnare adeguate assistenze alla comunità :  l’evasore non ha questi disagi in quanto si procura i mezzi per farsi una  assistenza e magari una scuola privata.
In altre parole la società risulta più povera e disgregata, alla mercé di pochi  che noi  forse possiamo definire  “ladri”.
Il concetto di “ladri” può avere anche le varianti di ladri di ricchezza  o ladri di legalità : gli effetti più devastanti sono insiti nel furto di legalità anche perché la sua mancanza è progressiva e produce effetti a cascata anche per imitazione.
Chi si è procurato ricchezza ,nei modi poco chiari  che abbiamo visto , non è certo  di buon esempio  ma viene spesso definito “furbo” e magari non passibile di  alcuna denuncia , in forza della mancanza , a volte,di leggi adeguate.
La civiltà di un popolo è strettamente commisurata alla osservanza  di leggi giuste ed adeguate : se mancano queste, un popolo può definirsi  tranquillamente “incivile”.
Chissà se il futuro ci riserverà qualche personaggio , di grande coraggio, che potrà rifare i giochi, alla luce del sole.
Noi uomini della strada stiamo ancora aspettando.
Ma i giovani ci fanno sapere  ormai che i tempi stanno per scadere.
I ridicoli appelli  a disertare “pacifiche e legittime dimostrazioni di piazza”, stanno solo a significare impotenza ed incapacità di governo e danno origine  a preoccupazioni persino nel mondo dei tutori dell’ordine.
Anche questi subiscono le conseguenze del malgoverno.
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI
CREMONA   


 

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