Giovedì, 15 aprile 2021 - ore 03.54

Unità per il rilancio Cremona Fiere. Recuperare rapporto con Anafij

Le parti sociali cremonesi, Associazioni di categoria e sindacati, uniti a favore del rilancio di CremonaFiere

| Scritto da Redazione
Unità per il rilancio Cremona Fiere. Recuperare rapporto con Anafij

Unità per il rilancio Cremona Fiere. Recuperare rapporto con Anafij

Le parti sociali cremonesi, Associazioni di categoria e sindacati, uniti a favore del rilancio di CremonaFiere

Il Commissario straordinario, Gian Domenico Auricchio, ha convocato in una riunione via web le parti sociali, le Associazioni di Categoria e i Sindacati, per esaminare la situazione di Cremona Fiere all’indomani della conferenza stampa in cui Anafij ha comunicato di aver deciso di tenere la 69 ^ edizione della Mostra Nazionale Frisona e Jersey Italiana presso il Centro Fiera del Garda di Montichiari (BS) nell’ambito della FAZI – Fiera Agricola Zootecnica Italiana. La Mostra in tutte le altre edizioni, infatti, si era tenuta presso la Fiera di Cremona, in occasione delle Fiera Internazionale del bovino da latte.

Presenti all’incontro, oltre al Commissario straordinario Gian Domenico Auricchio e il Segretario Generale Maria Grazia Cappelli, Roberto Biloni con Massimo De Bellis, rispettivamente, Presidente e Direttore di CremonaFiere, Riccardo Crotti, Presidente della Libera Associazione Agricoltori, Paolo Voltini, Presidente Coldiretti regionale e provinciale, Andrea Belloli, Direttore Confagricoltura Cremona, Massimo Rivoltini, Presidente Confartigianato, Alberto Griffini, Presidente Apindustria Cremona,  Roberto Maffezzoni, Segretario Confartigianato Cremona, Andrea Badioni, Presidente Confcommercio, Alberto Bardelli di Confcommercio, Giorgio Bonoli, Direttore Confesercenti sede di Cremona, Massimiliano Falanga, Direttore dell’Associazione Industriali di Cremona, Marco Cavalli, Direttore CNA, Giulio Baroni, Segretario Confartigianato Crema, Marco Pedretti, Segretario Generale CGIL, Paola Daina, Direttore Apindustria Cremona,  Paola Bono, Segretario Coldiretti Cremona, Andrea Tolomini, Confcooperative Cremona e Maria Laura Secchi, Direttore ANCE Cremona.

In apertura, il dott Auricchio ha sottolineato come lo spostamento della Mostra nazionale, che da sempre si è tenuta a Cremona preoccupi la Camera, il Comune e la Provincia per l’effetto moltiplicatore che le manifestazioni fieristiche hanno sull’economia dei rispettivi territori.

Al di là di ogni considerazione di tipo Associativo, il tema forte che deve essere posto all’attenzione di tutti è il rilancio della Fiera. Il Piano di sviluppo recentemente approvato rappresenta sicuramente una opportunità, così come si deve cercare di recuperare con Anafij: la Mostra nazionale si è sempre tenuta a Cremona e la stessa Regione Lombardia, finanziando il quartiere fieristico in anni passati ha confermato il primato di Cremona in ambito zootecnico. Ogni manifestazione che viene fatta in fiera ha un ritorno sulla città e sul territorio cremonese di circa dieci volte il fatturato. La Fiera Internazionale del bovino continuerà ad essere fatta a Cremona, ma sarebbe un peccato staccarla dalla grande kermesse di Anafij.

Non bisogna inoltre dimenticare che una dialettica troppo accesa fra territori, con la inevitabile duplicazione di attività, finisce per avvantaggiare i competitor internazionali, in particolare la Fiera di Hannover, con evidente danno non solo per Cremona, ma per l’intera Lombardia e per l’Italia.

“Il Piano di sviluppo– ha sostenuto Roberto Biloni – ha come principio ispiratore il fatto che la Fiera di Cremona sia intimamente unita al territorio, ai cittadini di Cremona, della Lombardia e riferimento del sistema zootecnico italiano. La Fiera del Bovino è presente e attiva da 75 anni, è la vetrina che ci rappresenta a livello internazionale. Il piano di sviluppo ha come asse portante lo sviluppo dell’economia della conoscenza, la collaborazione con le Università e i Centri di ricerca del territorio, il coinvolgimento dei cittadini e dei consumatori. Mi riferisco in particolare alle collaborazioni instaurate con il Centro di eccellenza dell’Università Cattolica, che anche grazie all’apporto di Regione Lombardia, si sta strutturando in Santa Monica, e ai legami con il Politecnico. Non vogliamo perciò piangerci addosso: la Fiera Internazionale in dicembre 2021 si farà. Come territorio, con l’aiuto e la condivisione di tutti, sapremo rilanciare il nostro progetto. Ricordo anche che CremonaFiere ha messo a disposizione di tutti le proprie strutture per realizzare  l’hub vaccinale. E’ un valore aggiunto della nostra comunità e delle sue tradizioni”

Dopo un’ampia e articolata discussione, tutte le Associazioni di categoria e i Sindacati presenti hanno convenuto sulla necessità di tutelare la Fiera, autentico volano di sviluppo territoriale. Tutti i presenti hanno preso l’impegno di approfondire ed eventualmente integrare il piano di sviluppo di Cremona Fiere e di impegnarsi nei confronti del sistema politico locale, nazionale e regionale a favore per il suo finanziamento.

Si chiederà con forza a Regione Lombardia e al Ministero delle politiche agricole di finanziare interventi a favore della Fiera non perché Cremona si senta in credito per un torto subito, ma perché il rilancio della Fiera è fondamentale, sulla base di una progettualità concreta, partecipata, aperta alla collaborazione fra territori, per lo sviluppo di settori essenziali per la nostra economia nazionale, a partire dall’agro zootecnia e dall’artigianato artistico.

Importante anche cercare di recuperare il rapporto con Anafij.

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