Mercoledì, 24 aprile 2024 - ore 12.15

USB Prosus di Vescovado: il blitz della polizia non disarma la lotta!

Tocca uno tocca tutti, il 28 febbraio manifestazione a Cremona

| Scritto da Redazione
USB Prosus di Vescovado: il blitz della polizia non disarma la lotta!

Prosus di Vescovado: il blitz della polizia non disarma la lotta!

 Tocca uno tocca tutti, il 28 febbraio manifestazione a Cremona

Oggi alle 3.30 del mattino con il favore del buio i reparti speciali della polizia di Stato si sono introdotti nello stabilimento Prosus di Vescovado, identificato i lavoratori che erano sulle gabbie in occupazione dal 17 ottobre e fatto entrare elementi della polizia privata chiamati dall’azienda che hanno preso possesso dello stabilimento.

I  lavoratori  sono in lotta da quattro mesi, nel mese di ottobre infatti l’azienda decideva di procedere ad una ristrutturazione rivolta alla vendita dei suoi siti, compreso quello di Vescovado.

A gestire l’operazione  per conto di un pool di banche, una manager specializzata e che si era già fatta conoscere nella ristrutturazione di Tele Cinco.

La prima mossa dei padroni è stata la chiusura dei contratti con le ditte di appalto, licenziamenti mascherati che hanno colpito lavoratori impegnati da oltre 10 anni in Prosus.

Il business della Prosus azienda storica e leader nel settore alimentare, vale diverse decine di milioni che fanno gola agli speculatori di turno, un affare che però non tiene conto del futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.

La lotta dei lavoratori della Prosus va raccontata e vissuta per la fratellanza e la solidarietà di cui è capace oggi la moderna classe operaia .

I primi ad essere licenziati e oggi sgomberati  dalla Polizia sono i lavoratori diretti e a tempo indeterminato che si sono fatti avanti per difendere i loro compagni delle ditte in appalto chiusi dalla Prosus lo scorso dicembre.

Quattro mesi di lotta e occupazione, con il Presidio solidale fuori dai cancelli con il sostegno della comunità indiana e dell’USB.  Quattro mesi in cui l’azienda ha sistematicamente ignorato il confronto con l’USB.

Lo sgombero di oggi è stato preceduto dalla convocazione in tribunale dei lavoratori Prosus, colpevoli di lottare per la difesa del proprio posto di lavoro. Mentre le rivendicazioni dei lavoratori  ingiustamente vengono trattate come un problema di ordine pubblico nei settori industriali e della logistica crescono di pari passo lo sfruttamento, la speculazione e l’infiltrazione mafiosa.

Lo sgombero di oggi non ferma la lotta dei lavoratori Prosus,  da Vescovado i lavoratori rilanciano la mobilitazione contro il sistema degli appalti e per la difesa dei posti di lavoro.

La solidarietà e la lotta sono le nostre armi, schiavi mai!

Mercoledì 28 febbraio appuntamento a Cremona

Luogo e orario saranno comunicati nei prossimi giorni hanno aderito gli operai della logistica, dei porti, dell’industria, sarà con noi anche Zero Calcare.

UNIONE SINDACALE DI BASE Cremona

 

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