Lunedì, 20 novembre 2017 - ore 23.59

Varsavia: in 60 mila fascisti, antisemiti, razzisti e xenofobi da tutta Europa contro i 'negri' e gli ebrei

Purtroppo tanti, una vergogna che dovrebbe far riflettere molti, mentre i fascisti 'in camicia bianca' sia in Europa che in Italia fanno finta di nulla e lasciano fare, convinti di poterne ricavare qualcosa in termini di consenso elettorale: oltre 60 mila persone hanno partecipato a Varsavia a una marcia indetta dall'estrema destra in occasione del giorno dell'Indipendenza della Polonia.

| Scritto da Redazione
Varsavia: in 60 mila fascisti, antisemiti, razzisti e xenofobi da tutta Europa contro i 'negri' e gli ebrei

Varsavia: in 60 mila Fascisti, antisemiti, razzisti e xenofobi. da tutta Europa contro i 'negri' e gli ebrei

Purtroppo tanti, una vergogna che dovrebbe far riflettere molti, mentre i fascisti 'in camicia bianca' sia in Europa che in Italia fanno finta di nulla e lasciano fare, convinti di poterne ricavare qualcosa in termini di consenso elettorale: oltre 60 mila persone hanno partecipato a Varsavia a una marcia indetta dall'estrema destra in occasione del giorno dell'Indipendenza della Polonia.

La manifestazione ha richiamato attivisti fascisti e razzisti da tutta Europa, compresi Tommy Robison, ex leader della England Defence League (sotto nella foto) e Roberto Fiore di Forza Nuova che ha postato sul Facebook dell'organizzazione la foto della piazza con un commento trionfante: " Più buia la notte, più luminosi i fuochi!

Roberto Fiore, a capo di una delegazione di forzanovisti, ha parlato davanti ad un oceano di patrioti alla Marsz Niepodległości di #Varsavia.

È l'ora della riscossa dei popoli europei!

L'iniziativa nella quale non sono mancati slogan xenofobi, antisemiti e inneggianti alla supremazia bianca, quindi contro i neri e gli arabi, ha 'oscurato' le celebrazioni ufficiali della giornata, ossia l'anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, che ridiede sovranità alla Polonia cancellata per più di un secolo (123 anni) dalle carte geografiche.

Fonte: http://www.globalist.it

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