Sabato, 14 dicembre 2019 - ore 06.57

Viaggi della speranza e disperati.

| Scritto da Redazione
Viaggi della speranza e disperati.

Viaggi della speranza e disperati. Caro Direttore, vengono chiamati “viaggi della speranza”: persone armate e corazzate da una
fede invincibile che cercano una rassicurazione, una guarigione, in un’unica
parola un miracolo. Sono invidiabili, sono ammirevoli, credono in qualcosa e
cercano la salvezza.
Altri compiono “viaggi disperati”, la loro unica fede è trovare la “roba”,
il motto della loro esistenza è all’insegna dello sballo, della
trasgressione, del vivere senza limiti e senza confini, non sapendo neanche
cosa troveranno.
Due lati della medaglia nettamente in contrapposizione; da un lato la
sopravvivenza ricercata a qualunque costo, dall’altro l’annientamento
totale.
E’ una tristezza che si trasforma in uno squallore indescrivibile. Non
esiste differenza sociale. La droga accomuna, rendendoci uguali. Poveri
uomini così socialmente evoluti, ma talmente ignari su certi argomenti da
essere veramente bravi nell’auto distruggersi.
La droga è il “pass” per una ingannevole vita felice, la droga è il veleno
che uccide le nostre aspettative, è la falsa risoluzione ai nostri problemi:
questa è la droga.
Noi (www.narcononsudeuropa.org ) la conosciamo, l’abbiamo vissuta, possiamo
testimoniarla. E’ proprio attraverso questo percorso che abbiamo appreso la
capacità di esternare, negli incontri che abbiamo con i giovani, che esiste
un triangolo di vitale importanza per parlare di droga: con la conoscenza si
può acquisire responsabilità ed avere controllo sulla propria vita. Senza
conoscenza, non ci può essere resposabilità né tantomeno controllo.

Non è indispensabile spaventare, mostrare immagini cruente o usare “tattiche
da paura” per intimidire qualcuno: l’azione fondamentale e primaria è
educarli alla conoscenza.
Auguri Direttore.

Pinuccia Cambieri
Milano

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