Sabato, 20 giugno 2026 - ore 18.36

ADUC Un occhio al posto di un ago: uno studio apre strada a esami sangue non invasivi

Potrebbe bastare uno sguardo — letteralmente — per sapere quanta emoglobina abbiamo nel sangue, o se stiamo sviluppando un’anemia.

| Scritto da Redazione
ADUC Un occhio al posto di un ago: uno studio apre strada a esami sangue non invasivi

Un occhio al posto di un ago: uno studio apre la strada a esami del sangue non invasivi

Potrebbe bastare uno sguardo — letteralmente — per sapere quanta emoglobina abbiamo nel sangue, o se stiamo sviluppando un’anemia.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tel Aviv e dello Sheba Medical Center ha sviluppato una tecnologia che promette di cambiare il modo in cui monitoriamo la salute: un sistema di intelligenza artificiale capace di analizzare i vasi sanguigni dell’occhio e ricavarne informazioni tipicamente ottenute con un prelievo.

Dall’ago alla videocamera: cosa hanno scoperto gli scienziati israeliani

Il principio è semplice, l’esecuzione molto meno.

I vasi sanguigni della retina sono tra i pochi del corpo umano osservabili direttamente, senza incisioni né strumenti invasivi.

I ricercatori hanno sfruttato questa caratteristica per creare un modello di IA che:

* analizza video ad alta risoluzione dei capillari oculari;

* interpreta il flusso sanguigno e le variazioni cromatiche;

* stima livelli di emoglobina, conteggio dei globuli rossi e altri parametri ematologici.

Il risultato è sorprendente: secondo i primi dati, il sistema riesce a prevedere i valori ematici con un’accuratezza vicina a quella dei test di laboratorio.

Perché funziona: l’occhio come finestra sul sangue

La retina è un’estensione diretta del sistema nervoso centrale e ospita una rete di microvasi che riflette in tempo reale lo stato del sangue.

L’IA impara a riconoscere:

* la velocità del flusso

* la saturazione di ossigeno

* le variazioni di colore legate alla concentrazione di emoglobina

* la densità dei globuli rossi

In pratica, trasforma un video oculare in un “prelievo virtuale”.

Le applicazioni: diagnosi rapide, screening di massa, monitoraggio continuo

Se confermata da studi più ampi, questa tecnologia potrebbe rivoluzionare la medicina:

* Pronto soccorso: valutare rapidamente anemia o emorragie interne senza prelievi.

* Pediatria: ridurre drasticamente gli esami invasivi nei bambini.

* Paesi a risorse limitate: screening ematologici senza laboratori.

* Telemedicina: controlli a distanza tramite videocamere portatili.

* Malattie croniche: monitoraggio frequente senza aghi.

È un cambio di paradigma: dal laboratorio al punto di cura, dal prelievo al video.

I limiti: non è ancora un sostituto del laboratorio

Gli stessi ricercatori sottolineano che si tratta di una tecnologia emergente, non di un rimpiazzo immediato degli esami del sangue.

Servono:

* studi clinici più ampi;

* validazione su popolazioni diverse;

* standardizzazione delle videocamere;

* protocolli di sicurezza e privacy.

Ma la direzione è chiara: la diagnostica sta diventando sempre più non invasiva, portatile e guidata dall’IA.

Una rivoluzione silenziosa (che passa dagli occhi)

L’idea che un semplice video dell’occhio possa sostituire un ago sembrava fantascienza fino a pochi anni fa.

Oggi è una possibilità concreta, e potrebbe aprire la strada a un futuro in cui molti esami di routine saranno eseguiti senza dolore, senza attese e senza laboratori.

Un futuro in cui basterà guardare dentro un occhio per capire cosa succede nel sangue.

 
Primo Mastrantoni

presidente comitato tecnico-scientifico di Aduc
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