Dietro un violino si nascondono mille storie. Storie incise nella materia, sedimentate sulle superfici. Storie di artefici, di musicisti, di luoghi, di idee, di persone. Entrando nello Scrigno dei Tesori, la galleria principale del Museo del Violino, si viene investiti dalla bellezza.
Si scosta una tenda rossa e ci si ritrova circondati dai capolavori della liuteria cremonese, in piedi, testimoni silenziosi di bellezza e sapere artigiano. Ma se interrogati, iniziano a parlare, a vibrare, a raccontare.
All’interno del Museo, questo racconto è affidato agli strumenti tipici dell’esposizione museale: pannelli, didascalie, visite guidate, ma anche all’esperienza diretta, come quella dell’ascolto dal vivo degli strumenti storici in Auditorium Giovanni Arvedi.
D'altronde, il museo può essere un luogo di bellezza e piacere, ma non fine a sé stesso, come sottolinea la definizione di museo promossa da ICOM.
Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società, che compie ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio culturale, materiale e immateriale.
Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità.
Operano e comunicano in modo etico e professionale e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze.
Oltre le mura dello Scrigno dei Tesori, oltre i confini di Cremona, EXTRADIVARI vuole essere uno spazio in cui il Museo del Violino porta avanti questa missione. Più di una newsletter, un universo editoriale in cui discutere di liuteria, dei suoi capolavori, dei suoi protagonisti di ieri e di oggi, ma anche di musica, scienza, cultura e società. Uno spazio dove condividere racconti e pensieri arricchiti da video, immagini e consigli di lettura.
La parola sarà affidata a chi vive il museo da dentro o da fuori: dai professionisti che gestiscono i vari aspetti della vita dell’istituzione, ai ricercatori, agli artisti, agli educatori, fino ad arrivare al visitatore.
In questo primo numero non potevamo che partire dal raccontare il capolavoro assoluto delle collezioni: lo Stradivari 1715 Cremonese, il violino simbolo di una città intera, di cui ascolteremo il suono grazie all’archetto di Edoardo Zosi. Roberto Codazzi, Direttore Artistico di STRADIVARIfestival, che presenta l’artista residente della rassegna, l’istrionico Sergej Krylov, e il suo rapporto con la città del violino. Partendo dall’interpretazione di Zosi sul Cremonese, Silvia Borghese presenta la sua rassegna da Capo a Coda, e ci porta a scoprire l’estetica e il linguaggio di Eugène Ysaÿe. Marco Fornasari ci traghetta invece nella dimensione sociale del Museo, presentando uno spazio dedicato ai servizi educativi e alle relazioni che prende il nome dall’antico quartiere dei liutai cremonesi: l’Isola.