Lunedì, 04 maggio 2026 - ore 11.32

ADUC Energia nucleare. La grande corsa mondiale è giustificata?

Dopo quaranta anni dall'incidente di Chernobyl e 15 anni da quello di Fukushima in Giappone oggi... tutti entusiasti?

| Scritto da Redazione
ADUC Energia nucleare. La grande corsa mondiale è giustificata?

ADUC Energia nucleare. La grande corsa mondiale è giustificata?

Dopo quaranta anni dall'incidente di Chernobyl e 15 anni da quello di Fukushima in Giappone, che hanno frenato per anni l'entusiasmo per l'energia nucleare, oggi... tutti entusiasti? E' necessario e giustificato?

Una sola cosa è al momento certa: sono sempre attuali tutte le problematiche legate alla sicurezza delle centrali atomiche e ai loro rifiuti.

In Italia, per esempio, è permanente la disputa per i luoghi in cui stoccare gli eterni quanto radioattivi rifiuti delle centrali dismesse dal 1987 (dl 31/2010), disputa incentrata, anche da parte dei sostenitori del nucleare, sull’assioma del NIMBY (“Not In My Back Yard”, "non nel mio giardino"). Nel frattempo in Italia, dove la metà del fabbisogno energetico è soddisfatto da fonti rinnovabili, invece di facilitare queste ultime, il governo ha deciso (dl bollette) di procrastinare di 13 anni rispetto ad oggi la dismissione delle centrali fossili… sì da facilitare la cosiddetta transizione al nucleare, molto sponsorizzata dallo stesso governo e diverse opposizioni.

L'impressione è che con la scelta nucleare ci si stia infilando in un tunnel come quello del petrolio.

Quest’ultimo basato sull’enorme potere di controllo delle nostre energie concesso a Paesi (del Golfo e non solo) con cui non spartiremmo neanche l'ultima delle nostre libertà, e con fragilità geopolitiche che rendono questi Paesi ostaggio di despoti di varia estrazione. 

Il nucleare, irrisolti i problemi dei rifiuti, anche affidandosi a centrali facili obiettivi dei soliti despoti che minerebbero l’intera nazione e continente. Despoti che, come le problematiche delle tlc insegnano, controllano anche le tecnologie per realizzazione, manutenzione e aggiornamenti. Proprio il contrario di quanto sarebbe possibile con le energie rinnovabili. Caratterizzate per assenza di rifiuti eternamente dannosi, piccole centrali che con qualunque “inconveniente” (tecnico o politico) non minerebbero la fornitura totale di elettricità, e conseguente autonomia da qualunque forma di dipendenza esterna. Il Paese da meglio capire e studiare, è la Germania, che rimane ferma sulla sua scelta non nucleare e di rinnovabili.

Per comprendere giustificazioni, precarietà e disomogeneità della scelta nucleare, facciamo una panoramica (parziale) dell’attuale situazione.

Ci sono le certezze del direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), Fatih Birol: “Sono al 100% sicuro che il nucleare sta tornando”. Qual è il limite tra business e governance?

Gli Usa sono il maggiore produttore, 94 reattori attivi che rappresentano il 30% di tutto il mondo).

La Cina segue con 61 reattori operativi e 40 in costruzione e, ovviamente, con l’obiettivo di scalzare il primato Usa.

In Ue, col 15% di energia atomica, ci sono le ammissioni di errore strategico da parte della presidente della Commissione Ursula von der Leyen per la scelta del Green Deal, e si valuta un maggiore impegno con piccole centrali.

La Francia è il Paese con maggiori centrali in Europa, 57 reattori in 19 centrali, che soddisfano il 70% del proprio fabbisogno di elettricità. Altre in costruzione.

In Germania, come abbiamo detto, spenti tutti i reattori nel 2023, l’attuale governo dichiara irreversibile la scelta.

Svezia e Finlandia procedono col nucleare.

Belgio ha riaperto la possibilità, ma ancora non c’è nulla.

Spagna si avvia allo spegnimento dei pochi reattori ancora in vita entro il 2035.

In Austria e Italia (pur molte voci discordanti), il nucleare è vietato per legge.

L’Ucraina, dove (allora territorio russo) nel 1986 ci fu l’incidente di Chernobyl, dipende al 50% da questa energia. Sono fatti di cronaca le minacce continue a queste centrali da  parte dell’invasore russo.

Russia, ammesso che i dati siano reali, ha 34 reattori, otto dei quali - modernizzati - come quello di Chernobyl. Diversi reattori in costruzione. Il Paese di Putin ha costruito vari reattori in Europa, Africa, Asia e Medio Oriente, e altri sono in costruzione, tipo in Egitto.

In Giappone, nonostante l’incidente di Fukushima nel 2011, ci sono 15 reattori e 10 in costruzione.

Il Sudafrica ha l’unica centrale nucleare dell’Africa.

 
Vincenzo Donvito Maxia

Presidente ADUC

 

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