L’importante tema della qualità dell’aria è all’attenzione della Giunta, che sta predisponendo l’ordinanza in coerenza con il percorso avviato nei mesi scorsi con i sindaci, considerati gli alti valori di PM10 che sono in aumento dal 20 gennaio (oggi è il settimo giorno consecutivo di superamento), rispondendo in concreto anche ai suggerimenti contenuti in una lettera aperta che Legambiente ha inviato ieri ai Sindaci dei capoluoghi lombardi invitandoli a intervenire con misure atte a contrastare da subito queste fase di emergenza. Nel frattempo il Comune di Cremona si prepara inoltre a partecipare al Tavolo Aria, convocato dalla Regione per lunedì 1° febbraio, alle ore 10:00, a Palazzo Lombardia.
Venerdì 29 gennaio è in programma la sottoscrizione di un nuovo protocollo di azioni condivise per contrastare l’inquinamento dell’aria, maturato in questi mesi dal confronto tra il Comune di Cremona e i Comuni confinanti (Bonemerse, Castelverde, Gadesco Pieve Delmona, Gerre de’ Caprioli, Malagnino, Persico Dosimo, Sesto ed Uniti e Spinadesco) nel quale sono previste misure aggiuntive rispetto a quelle stabilite dal Piano regionale di risanamento dell’aria in vigore fino 15 aprile.
Il Protocollo prevede che, in caso di superamento della soglia giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di PM10 (risultante dalla media matematica dei valori delle quattro centraline Arpa di riferimento) per la durata di 10 giorni consecutivi, venga esteso il fermo della circolazione anche al sabato e giorni festivi, sempre dalle ore 07:30 alle 19:30 includendo i veicoli privati euro 3 diesel, non dotati di sistemi di riduzione della massa di particolato allo scarico. Grazie a una collaborazione proficua con l’Ufficio territoriale ACI di Cremona è stato appurato che di queste vetture ne sono ancora in circolazione 3782 (al 31 dicembre 2014). Dal rapporto ISTAT 2014 si ricava che il tasso di motorizzazione a Cremona è in aumento, in controtendenza rispetto agli altri capoluoghi di provincia: infatti è passato da 584 a 589 automobili ogni mille abitanti.
Le altre azioni preventive o integrative previste nell’accordo sono: limitare il riscaldamento nelle scuole pubbliche durante i periodi di chiusura; ridurre la fascia oraria giornaliera di riscaldamento degli edifici privati di almeno un’ora, salvo casi particolari, sancendo il divieto di superamento della temperatura di 20° C; ridurre negli edifici pubblici l’uso del riscaldamento imponendo il limite massimo di temperatura in 20° C; invito agli esercizi commerciali a non fare uso di dispositivi che, per favorire l’ingresso del pubblico, consentono di mantenere aperti gli accessi verso i locali.
Inoltre, per favorire un progressivo miglioramento generale della qualità dell’aria, gli enti sottoscrittori del Protocollo si impegnano ad adottare, sui rispettivi territori, in via preventiva, ulteriori misure tra le quali l’implementazione delle campagne di controllo delle caldaie, prevedendo per ogni anno termico un numero di controlli superiore al 5% del parco impianti registrati nel catasto unico regionale impianti termici per il territorio comunale, percentuale minima imposta dalla normativa vigente; l’organizzazione di future campagne di controllo dedicate agli impianti a biomassa legnosa; l’applicazione di sistemi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati; l’adozione di programmi di mobilità sostenibile; l’attuazione di azioni mirate all’efficienza e alla sostenibilità ambientale del trasporto pubblico locale; l’attuazione di idonee politiche in materia di parcheggio dei veicoli, volte a promuovere l’uso del mezzo pubblico; l’implementazione dei controlli per verificare l’attuazione della vigente normativa in materia di emissioni dei veicoli, nonché del rispetto dell’obbligo di spegnere il motore in caso di sosta prolungata; la promozione dei mezzi alternativi alla macchina.
Tra le misure da adottare vi è anche la promozione e attivazione del progetto Ecopatente a Cremona, in collaborazione con le autoscuole, per trasmettere alle nuove generazioni non solo la capacità di una guida sicura, ma anche la consapevolezza dell’importanza del rispetto dell’ambiente. Ad oggi il progetto nazionale, ideato e gestito da CSE Italia, ha portato alla formazione di circa 50 mila giovani, mentre sono oltre 2 mila i formatori delle autoscuole su tutto il territorio nazionale. Questa è stato possibile grazie alla partecipazione attiva delle autoscuole aderenti a Confarca (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici) e a Unasca (Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica).
Alti livelli di inquinamento a Cremona, verso il blocco degli euro 3 diesel
Venerdì la firma del nuovo Protocollo di azioni condivise con i Comuni del circondario

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