Martedì, 04 agosto 2026 - ore 12.09

CHROMAVIS-ARGOS, LA VERTENZA ARRIVA IN PARLAMENTO: INTERROGAZIONI ALLA CAMERA E AL SENATO

«La cosmetica è un’eccellenza del Made in Italy, ma non può fondare la propria competitività su salari più bassi, precarietà e disparità di trattamento.

| Scritto da Redazione
CHROMAVIS-ARGOS, LA VERTENZA ARRIVA IN PARLAMENTO: INTERROGAZIONI ALLA CAMERA E AL SENATO CHROMAVIS-ARGOS, LA VERTENZA ARRIVA IN PARLAMENTO: INTERROGAZIONI ALLA CAMERA E AL SENATO
La nota stampa relativa alla presentazione di due interrogazioni parlamentari (Camera e Senato) a prima firma AVS e sottoscritte da PD e M5S, riguardo la vertenza Chromavis-Argos con dichiarazioni dei presentanti (On. Grimaldi e Sen. Magni)
 
Alleanza Verdi e Sinistra Cremona
 

CHROMAVIS-ARGOS, LA VERTENZA ARRIVA IN PARLAMENTO: INTERROGAZIONI ALLA CAMERA E AL SENATO



La vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori di Chromavis e Argos approda in Parlamento. Alla Camera l’interrogazione a prima firma Marco Grimaldi (AVS) è sottoscritta anche da Mari (AVS), Scotto (PD) e Carotenuto (M5S). Al Senato quella a prima firma Tino Magni (AVS) porta anche le firme di Susanna Camusso (PD) e Orfeo Mazzella (M5S). Al Governo si chiede di intervenire sul caso di Offanengo e contrastare il dumping contrattuale prodotto da appalti, esternalizzazioni e somministrazione.



Nello stabilimento Chromavis di Offanengo, appartenente al gruppo Fareva, il personale della controllata Argos opera nella stessa filiera. Eppure ai dipendenti Chromavis è applicato il CCNL Chimico-Farmaceutico, a quelli Argos il CCNL Multiservizi, con salari, diritti e tutele differenti. Una disparità denunciata da Filcams, Filctem e Nidil CGIL, che colpisce soprattutto le donne e ha portato allo sciopero del 28 luglio.



«Siamo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di Chromavis e di Argos in sciopero», dichiara Marco Grimaldi, vicecapogruppo AVS alla Camera. «Per l’ennesima volta, ci troviamo di fronte a un caso di dumping contrattuale e sociale all’interno del medesimo ciclo produttivo, fra lavoratori che svolgono le stesse mansioni. Nessuno di quei 160 dipendenti, peraltro in gran parte donne, fa le pulizie. Le aziende non devono poter scegliere i contratti à la carte per comprimere il costo del lavoro: serve una legge che lo vieti».



L’atto della Camera chiede chiarimenti sull’ipotesi di trasferire attività e lavoratori da Offanengo a Madignano, sui sostegni pubblici ricevuti dalle società e sull’apertura di un tavolo con azienda e sindacati. Quello del Senato insiste sulla tutela dei somministrati e chiede un monitoraggio straordinario nel comparto cosmetico.



«La cosmetica è un’eccellenza del Made in Italy, ma non può fondare la propria competitività su salari più bassi, precarietà e disparità di trattamento. Il Governo convochi le parti: nello stesso ciclo produttivo devono essere riconosciuti lo stesso contratto, gli stessi diritti e la stessa dignità», dichiara il senatore Tino Magni.



«L’iniziativa parlamentare dà forza alla mobilitazione e chiama il Governo alle proprie responsabilità», afferma Paolo Losco, segretario provinciale di Sinistra Italiana e co-portavoce AVS Cremona. «Questa vertenza riguarda Offanengo, ma parla a tutto il Paese: la frammentazione societaria non può servire a pagare meno chi svolge un lavoro essenziale alla stessa produzione. Ora Chromavis e il gruppo Fareva aprano un confronto vero. Non è abbassando il costo del lavoro sulle spalle dei lavoratori che si fa impresa. Non servono ricatti, ma responsabilità. Stesso ciclo produttivo, stessi diritti».

In allegato trovate, per informazione, il testo completo delle due interrogazioni.

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