Domenica, 19 maggio 2024 - ore 13.27

Arcigay CIG Milano: ‘Parisi dimentica di essere candidato in una città europea’

Il Presidente di Arcigay CIG Milano Pellegatta: «Parisi rifletta e ci ripensi»

| Scritto da Redazione
Arcigay CIG Milano: ‘Parisi dimentica di essere candidato in una città europea’

«Evidentemente Parisi si è dimenticato di essere candidato a Sindaco di una città europea, libera e democratica come Milano. A pochi giorni dalle dichiarazioni a favore del patrocinio al Pride, Parisi ritorna sui temi legati al mondo LGBT sostenendo che se dovesse diventare Sindaco revocherà il registro delle unioni civili in quanto “azione dimostrativa” al pari della scritta sul Pirellone. Questo suo atteggiamento di equidistanza non rappresenta una forma di tutela dei diritti e delle persone ma anzi un modo subdolo per permettere che le discriminazioni continuino a esistere. Parisi, pur non utilizzando le argomentazioni grevi e intrise di odio dei Giovanardi, degli Adinolfi e dei Gasparri, di fatto ne condivide appieno la visione e gli scopi»: così Fabio Pellegatta, Presidente di Arcigay CIG Milano, commenta le dichiarazioni del candidato Sindaco Stefano Parisi sulla cancellazione del registro delle unioni civili di Milano.

«Il registro delle unioni civili, oltre a un valore simbolico, certifica l’inizio della convivenza e ha valore concreto», prosegue Pellegatta. «Derubricare i registri come inutili, anche nel promuovere l’accettazione della minoranza omosessuale, è miope. Definire Le unioni civili “azioni dimostrative” vuol dire non avere nessuna conoscenza dei fatti e nessun rispetto per migliaia cittadine che si candida a voler amministrare: in assenza di una legislazione nazionale, il registro delle unioni civili ha di fatto – limitatamente alle prerogative comunali – garantito la parità dei diritti fra coppie eterosessuali e omosessuali, agevolando la vita di molte persone nelle piccole incombenze quotidiane e nei rapporti con la macchina comunale. E il registro di Milano e Roma hanno sostenuto l’affermazione della legge sulle unioni civili in discussione alla Camera. Ci chiediamo che cosa intenderà fare un candidato che si presenta per cancellare simboli di uguaglianza nel caso fosse chiesto al Comune un patrocinio simbolico a un’iniziativa LGBT, il sostegno alla comunità gay, la promozione del turismo same sex, iniziative di promozione delle cultura dell’uguaglianza. Il passo dalla chiusura dei registri alla discriminazione amministrativa è breve. A questo punto risulta chiaro che l’aver scelto una personalità da profilo “moderato” come candidato del centrodestra ha forse mutato il tono con cui certe polemiche vengono affrontate ma non certo la sostanza delle posizioni politiche, che rimangono fortemente discriminatorie e piene di pregiudizi. Parisi rifletta e ci ripensi», conclude Pellegatta.

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