Sabato, 03 dicembre 2022 - ore 07.13

Carnevali G. Titta Magnoli,l'uomo dei "fattoidi"

| Scritto da Redazione
Carnevali G. Titta Magnoli,l'uomo dei

Direttore…e basta, senza tanto “caro” né tanto meno ”egregio”,
intanto sembra che lui “facci” sul serio; staremo a vedere! Cognome: Magnoli, nome: Giovanni (il) Battista (e si fa per scherzare), che se avesse mantenuto davvero quella “il”…beh sarebbe stato venerato “santo”. E non “fu” poco per uno che battezzò niente meno che Gesù il Cristo nel fiume Giordano (l’ho veduto quel luogo!). Oppure, chissà, Giovanni dalle Bande Nere, capitano di ventura, condottiero. Ecco, magari condottiero più che santo, mi garba assai! Tuttavia non so cosa c’azzecchi il Titta con le Bande Nere, di certo so che non ho proferito “a caso” il termine Bande! Nel partito starnazzano, isolate, certe “galine vece” (da galline vecchie) che ormai non riescono manco più a fare quel buon brodo. Fanno ancora le uova, quello si, ma una qua….una là, insomma dove capita. Ma guai a saziarsi con quelle uova. Allora ci si affida ai FATTOIDI (volutamente evito la declinazione del termine, paziente Direttore. “Seppoi” volete documentarvi….beh allora andatevi a leggere attentamente la  “fresca di giornata” prorompente Relazione del segretario provinciale). Avrei finito (o quasi), tuttavia vi voglio (per pura magnanimità) rendere edotto di un mio stato d’animo, di molti stati d’animo, della maggior parte degli stati d’animo di coloro i quali “sputano” costantemente e quotidianamente nel piatto dove mangiano, hanno mangiato…e sempre mangeranno. Sono (siamo) quelli ai quali i partiti “procurano  vomito” (è lapalissiano, inequivocabile l’accostamento, o no?), quelli che vorrebbero che i partiti fossero aboliti e che, in loro sostituzione, venissero prodotte Liste Civiche, Agglomerati celebrali di persone che se la “cantano e se la suonano”…da soli, di “Mezzibusto” dalla faccia di bronzo, di Rappezzati verginelli buoni a tutto, anzi, buoni a niente, di Accozzaglia (ogni riferimento è puramente casuale!) di fantasmi ai quali “oggi va bene così, domani…chissà, vediamo!). Insomma, la fò breve, ma non semplice, sembra che oggi giorno non si possa fare a meno di escogitare col proprio ingegno LISTONI, LISTETTI E…LISTERELLE. Siamo seri, direttore (io, voi….e tutti gli altri, forse); un’idea, miseria di quella porca, di “POLIS” caratterizza dalla partecipazione di tutti i cittadini al governo della città, ce la dobbiamo avere, per forza…o no?  L’omonimo mio, Il Giorgio Gaber, recitava (cantando): “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, la libertà è PARTECIPAZIONE”. Altri tempi? “Enno”, caro mio!

Magari ci fossimo sempre comportati rispettando certi saggi avvertimenti di quel don Primo (Mazzolari, nomato per i tantissimi estimatori), il quale era uso affermare: “Perché non a Destra, non a Sinistra, non al Centro ma… in ALTO?
Direte che non c’è un ALTO in politica e che, se mai, vale quanto la destra, la sinistra, il centro. Fa comodo ai neghittosi credersi arrivati per il solo fatto di muoversi da destra invece che da sinistra: saper la strada o aver imboccato la strada giusta non vuol dire camminarla bene o aver raggiunto la meta…….la giustizia è a sinistra, la libertà al centro, la ragione a destra. E nessuno chiede più niente a se stesso e incolpa gli altri di tutto ciò che manca, attribuendosi la paternità di ogni cosa buona. Non dico che siano sbagliate le strade che partono da destra, da sinistra o dal centro: dico solo che non conducono, perché sono state cancellate come strade e scambiate per punti di arrivo e di possesso. La sinistra è la giustizia, la destra è la ragione, il centro libertà. E siamo così sicuri delle nostre equazioni, che nessuno s’accorge che c’è gente che SCRIVE CON LA SINISTRA e MANGIA CON LA DESTRA. Che in piazza fa il SINISTRO e in affari si comporta come un DESTRO: che l’egoismo di sinistra è altrettanto lurido di quello di centro, per cui, destra, sinistra e centro possono divenire TRE  maniere di “FREGARE” allo stesso modo il Paese, la Giustizia, la Libertà, la Pace. L’ALTO COSA SAREBBE ALLORA? Una destra pulita, una sinistra pulita, un centro pulito, in virtù di uno sforzo in elevazione e di purificazione personale che non ha nulla a vedere con la tessera. Come ieri per la salvezza non contava il circonciso né l’incirconciso, così oggi non conta l’uomo di destra né l’uomo di sinistra, ma solo LA NUOVA CREATURA, la quale lentamente e faticosamente sale una strada segnata dalle impronte di Colui che, arrivato in ALTO, si è lasciato inchiodare sulla Croce a braccia spalancate per “dare la sua mano forata a tutti gli uomini”  e costruire il vero arco della Pace.”
Piacciami, al fine, esclamare: “Dio mio, Dio mio, perché ci hai abbandonato!” Vò al finire, va la, con poco entusiasmo, ma  non senza privare il Titta di un passaggio significativo di una lettura tratta dalla domenicale preghiera ai fedeli: “Per i nostri governanti, perché illuminati dallo Spirito Santo vincano le tentazioni del potere per cercare invece il bene dell’umanità, preghiamo”. Mi viene spontaneo chiedere: “Quando, Titta, quando  riusciremo ad udire ‘Ascoltaci o Signore’?”.
giorgino carnevali

 

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