Sabato, 27 giugno 2026 - ore 02.43

Circolazione sottopasso di Via Brescia Cremona Lega Ambiente risponde a Fasani

Questo sottopasso è stato fatto con queste caratteristiche perché è nato da un progetto sbagliato.Il doppio senso di marcia delle auto non regge.

| Scritto da Redazione
Circolazione sottopasso di Via Brescia Cremona Lega Ambiente risponde a Fasani

Breve commento all’intervento del consigliere Fasani riguardo il sottopasso di via Brescia pubblicato da Cremona Oggi il 28/09/15 Il rombo del motore affascina sempre: l’auto prima di tutto e tutti. Perché sperimentare il doppio senso di circolazione delle auto nel sottopasso di via Brescia? In un sottopasso di altezza ridotta, dove un’autoambulanza non potrà mai passare, già stretto per un solo senso di circolazione automobilistico in comune con quello pedonale e ciclabile. Questo sottopasso è stato fatto con queste caratteristiche perché è nato da un progetto sbagliato. Salviamo almeno il salvabile: chiuso alle auto e aperto a pedoni e biciclette. Noi continuiamo a avere un’idea di città dove la salute e le questioni ambientali sono la strada da seguire, strada che è condivisa anche da tanti cittadini cremonesi.

Il Direttivo del Circolo Vedo Verde Legambiente Cremona

In una sua nota Federico Fasani  aveva dichiarato fra l’altro :’ L’Amministrazione dichiara di volere intraprendere una fase sperimentale. Bene! Perché non si prova a sperimentare anche la soluzione per la quale è stato progettato il manufatto? Inoltre- continua Fasani- chiede che il Comune proceda anche ad un conteggio degli autoveicoli nella nuova infrastruttura, e non solo delle biciclette, in modo da poter confrontare i dati. Ricorda che il presidente del Comitato di quartiere 5), ha  amentato pubblicamente l’assenza di dialogo con l’amministrazione sul tema. “Il Comune riapra al più presto il transito a doppio senso di marcia veicolare e pedonale e chieda al presidente del comitato di quartiere di indire un’assemblea entro 30 giorni dalla riapertura, in modo da presentare e discutere i dati relativi sia ai passaggi delle biciclette che quelli degli autoveicoli. E che si assumano decisioni solo dopo il confronto pubblico rispettando principio dell’ascolto, tanto sbandierato ma poco praticato”.

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