Lunedì, 06 aprile 2020 - ore 16.51

Coldiretti A Pessina Cremonese Oggi domenica 25 , ‘giornata del grano’ in agriturismo e nei mercati di Campagna Amica

Weekend alla scoperta di un prezioso alimento base della dieta mediterranea Tanti, in varie piazze d’Italia, gli eventi pensati dagli agricoltori di Campagna Amica per far scoprire le mille tradizioni legate al grano e alla pasta, preziosi alimenti base della dieta mediterranea.

| Scritto da Redazione
Coldiretti A Pessina Cremonese Oggi  domenica 25 ,  ‘giornata del grano’ in agriturismo e nei mercati di Campagna Amica

La “festa del grano” è in tavola, domani, domenica 25 giugno, all’agriturismo Il Campagnino di Pessina Cremonese, in un fine settimana che, a livello nazionale, vede Campagna Amica  proporre  iniziative, degustazioni, cooking show, menu, vendite a km zero tesi a celebrare una delle ricorrenze più antiche e conosciute del mondo agricolo, quella della mietitura.

 “Da anni siamo impegnati nel recupero delle varietà antiche. A queste, in particolare, vogliamo dedicare la giornata di domenica, proponendo un menu che, dall’antipasto al dolce, nascerà dai nostri grani antichi, il monococco e il senatore Cappelli” sottolinea Emanuela Dilda, titolare dell’agriturismo Il Campagnino.  I buongustai troveranno quindi una proposta che, dalle focaccine d’antipasto, passando per i primi (la pasta fatta in casa oppure il ‘farrotto di monococco’) e i piatti estivi (le insalate di chicchi di grano), dal pane alla pizza per i più piccoli, per approdare al dolce (con crostate e biscotti), racconterà e celebrerà le varietà di grano storicamente presenti nelle nostre campagne, riscoperte dall’azienda di Pessina Cremonese. Gli stessi ‘tesori del gusto’  saranno protagonisti – dacché la giornata di festa prosegue sui Mercati di Campagna Amica – anche presso i mercati della domenica mattina, domani da Crema a Rivolta d’Adda.

“Con un balzo record di 250 volte in 20 anni tornano in tavola pasta, pane e anche pizze prodotte con gli antichi grani della tradizione italiana – sottolinea Coldiretti Cremona –. Recupero e salvaguardia dei semi antichi rappresentano un grande valore, non certo per una questione di archeologia genetica, ma in primo luogo per l’interesse e l’apprezzamento che il prodotto trova nei cittadini-consumatori. Gli stessi consumatori che, al contrario, rifiutano con convinzione le produzioni che derivano da semi di organismi geneticamente modificati, che rischiano di fare perdere la grande ricchezza della biodiversità, con gravi perdite del patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy”.

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