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Copernicus: l’inverno 2019-2020 è stato il più caldo mai registrato in Europa

Febbraio 2020 è stato il secondo mese di febbraio più caldo mai registrato nel mondo

| Scritto da Redazione
Copernicus: l’inverno 2019-2020 è stato il più caldo mai registrato in Europa

Secondo il Climate change service attuato dal Copernicus Programme per conto dell’Ecmwf, il febbraio 2020 è stato il secondo mese di febbraio più caldo mai registrato sia a livello globale che europeo, con temperature al di sopra della media in una vastissima area che andava da gran parte dell’Europa fino alla Siberia e all’Asia centrale. Temperature record anche in Antartide, mentre l’Alaska ha registrato temperature al di sotto della media.  Mentre l’inverno appena passato (da dicembre 2019 a febbraio 2020) è stato di gran lunga il più caldo mai registrato in Europa, con un clima mite persistente in particolare a nord e ad est e con una temperatura media di quasi 1,4° C superiore a quella del precedente inverno più caldo del 2015 – 2016.

In quasi tutta Europa, a febbraio le temperature sono state superiori alla media del periodo 1981 – 2010 ed estremamente alte per questo periodo dell’anno nell’Europa orientale. Copernicus dice che temperature record sono state registrate in una vasta regione che andava dalla Finlandia meridionale fino all’Ucraina settentrionale e che si estendeva ad est in gran parte della Russia europea. Per il secondo mese consecutivo, la temperatura media riportata nella capitale finlandese Helsinki e stata di oltre 5° C superiore alla media dl mese di febbraio nel periodo 1981 – 2010 del mese. In Germania le temperature miti che si sono protratte per tutto l’inverno hanno portato per la prima volta al fallimenti della tradizionale “vendemmia glaciale”, visto che le basse temperature necessarie non si sono mai verificate.

Copernicus Programme evidenzia che «Piuttosto insolitamente negli ultimi anni, ma come nel gennaio 2020, le temperature erano al di sotto del normale nell’arcipelago delle Svalbard, dove l’estensione del ghiaccio marino era vicina alla media del 1981 -2010» e ricorda che «Le temperature insolitamente calde ad est della metà meridionale della Groenlandia coincidono con una copertura di ghiaccio marino al di sotto della media».

Le temperature notevolmente superiori alla media non si sono limitate all’Europa, ma si sono estese anche su gran parte della Russia asiatica e le temperature di oltre 18° C nell’Antartide Occidentale e che hanno superato i 20° C in un’isola antartica sono riuscite ad arrivare alle prime pagine dei giornali nonostante il Coronavirus.

Temperature superiori alla media sono state registrate anche in Africa nord-occidentale, Iran, ‘Afghanistan e Asia centrale e gran parte della Cina, con sacche più piccole di temperature elevate nel Nord e Sud America, Africa centrale e meridionale e Australia occidentale.

Invece, e temperature sono state molto al di sotto della media nella parte più orientale della Russia, in Alaska, nel Canada settentrionale e in Groenlandia. Febbraio 2020 è stato anche più freddo della media, ma in misura minore, in altre aree terrestri abbastanza estese, tra le quali l’Australia sud-orientale, in netto contrasto con il caldo record sperimentato da novembre a gennaio che ha contribuito ai mega-incendi in Australia.

A Caopenicus evidenziano che «Sebbene le regioni con temperature inferiori alla media si siano verificate su tutti i principali oceani, in particolare nell’emisfero meridionale, le temperature dell’aria sul mare erano prevalentemente più elevate della media del 1981 – 2010».

A Febbraio 2020 le temperature globali sono state sostanzialmente superiori alla media: il mese scorso è stato 0,8° C più caldo rispetto alla media di febbraio 1981 – 2010, facendone il secondo febbraio più caldo registrato; più fresco di poco meno di 0,1° C rispetto a febbraio 2016, il febbraio più caldo mai registrato; 0.1° C più caldo di febbraio 2017, che è ora il terzo febbraio più caldo; superato per caldo anomalo solo da febbraio e marzo 2016.

Il rapporto di Copernixcus avverte che

Tra dicembre a febbraio in molte regioni del mondo si sono prolungati estesi periodi di temperature molto anomale e Copernicus dice che «La mappa delle anomalie delle temperature per l’inverno boreale del 2019/20 è abbastanza simile a quella già mostrata e discussa per febbraio 2020. Le eccezioni includono Stati Uniti, che sono generalmente più caldi nella media invernale rispetto alla media del solo febbraio e l’Australia sud-orientale».

La persistenza di queste temperature superiori alla media in Europa ha portato a una temperatura media di dicembre-febbraio di 3,4° C al di sopra della norma del periodo 1981 – 2010 e Copernicus Pogramme conclude che «Questo rende di gran lunga quello 2019/2020 l’inverno europeo più caldo registrato finora». La temperatura 2019/20 ha superato di quasi 1,4° C quella del precedente inverno più caldo del 2015/16».

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