Sabato, 28 novembre 2020 - ore 20.07

COVID-19 Cgil, utili chiarimenti Inail su responsabilità imprese per contagio su lavoro

“Riteniamo utili i chiarimenti contenuti nella nota dell’Inail sulla responsabilità delle imprese per contagio Covid – 19 su lavoro, molte questioni rimangono però ancora aperte”. Così la segretaria nazionale della Cgil, Rossana Dettori.

| Scritto da Redazione
COVID-19 Cgil, utili chiarimenti Inail su responsabilità imprese per contagio su lavoro

COVID-19 Cgil, utili chiarimenti Inail su responsabilità imprese per contagio su lavoro

“Riteniamo utili i chiarimenti contenuti nella nota dell’Inail sulla responsabilità delle imprese per contagio Covid – 19 su lavoro, molte questioni rimangono però ancora aperte”. Così la segretaria nazionale della Cgil, Rossana Dettori.

“Il comunicato stampa dell’Istituto – sottolinea la dirigente sindacale – riprende e riafferma i corretti profili di responsabilità nel contesto dell’epidemia da Covid-19, che erano, però, già presenti e ben consolidati nel nostro ordinamento civile e penale e nel testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Comprendiamo che la nota sia stata in qualche modo determinata da campagne a volte strumentali, ma è stato opportuno che uno dei principali enti pubblici preposti alla prevenzione abbia operato in questo senso”.

“Vogliamo però in questa occasione – aggiunge Dettori – ribadire come, invece, per quanto riguarda le tutele e le prestazioni previste per lavoratori e lavoratrici, siamo ancora di fronte a rilievi problematici e molto preoccupanti. Abbiamo letto con qualche sorpresa l’intervista rilasciata dal presidente dell’Inail, Franco Bettoni, nella quale si afferma che, per riconoscere l’infortunio in caso di contagio del virus Covid – 19, l’Inail richieda una documentazione molto precisa dell’occasione e della modalità del contagio.

Ciò a nostro avviso contraddice quanto affermato dallo stesso Istituto nella circolare 13, pubblicata qualche settimana fa, che assegnava il meccanismo di presunzione semplice (cioè un riconoscimento pressoché automatico) a lavoratori e lavoratrici dei settori cosiddetti “essenziali” che hanno continuato a fare il loro dovere (ad esempio in ospedale, nei supermercati, nella filiera agricola), e che nulla diceva però poi in merito a tutti i contagi nelle aziende derogate dai prefetti e nei settori non esplicitamente citati in quel documento”.

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