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(CR) Nuovi arrivi in Pinacoteca: Giuseppe Diotti e Enrico Scuri

Accanto al bozzetto del Diotti è esposto il Ritratto di Rosalia Guidi di Bagno di Enrico Scuri (Bergamo, 1806 — Bergamo, 1884)

| Scritto da Redazione
(CR) Nuovi arrivi in Pinacoteca: Giuseppe Diotti e Enrico Scuri

(CR) Nuovi arrivi in Pinacoteca: Giuseppe Diotti e Enrico Scuri

Cremona, 12 settembre 2025 - Dal 20 settembre al 19 ottobre 2025 il Museo Civico “Ala Ponzone” presenta al pubblico due nuove opere, che sono entrate a far parte di recente delle collezioni, in un’esposizione che crea un ideale arco tra il primo e l’ultimo protagonista del neoclassicismo lombardo: Giuseppe Diotti ed Enrico Scuri.

Il percorso si apre con lo splendido bozzetto Il bacio di Giuda (olio su tela, 1839-40) del grande quadro che il pittore Giuseppe Diotti (Casalmaggiore, 1779 — Casalmaggiore, 1846) realizzò tra il 1838 e il 1840 per l’imperatore Ferdinando I, destinato alla Regia Imperial Galleria di Vienna. L’opera, proveniente dalla collezione del pittore Pietro Ronzoni, è stata riconosciuta dagli studi più recenti come uno dei bozzetti preparatori più importanti del celebre dipinto viennese. Grazie a una donazione, il Museo di Cremona può oggi presentarlo al pubblico, arricchendo la conoscenza della produzione di Diotti.

Accanto al bozzetto del Diotti è esposto il Ritratto di Rosalia Guidi di Bagno di Enrico Scuri (Bergamo, 1806 — Bergamo, 1884), eseguito ex cadavere nel 1847 e da subito replicato. La versione in mostra, a lungo ritenuta dispersa e recentemente riemersa sul mercato antiquario, è stata donata alla Pinacoteca dall’Associazione Amici del Museo “Ala Ponzone”. Il dipinto, espressione di un rigore formale tipico del purismo scuriano, unisce all’intento memoriale un’intensa forza evocativa.

Con questa esposizione, che sarà inaugurata venerdì 19 settembre alle ore 17:30, il Museo Civico Ala Ponzone offre al pubblico l’occasione di ammirare due opere che, provenendo da contesti diversi, arricchiscono il patrimonio della città e tracciano un ponte ideale tra due epoche della pittura lombarda. Un ricordo speciale e il più sentito ringraziamento va allo studioso e maestro che a questi argomenti, ancora fino a pochi decenni fa negletti e rimossi, ha dedicato studio e passione infiniti, Renzo Mangili, che al Museo ha donato il frutto maturo delle sue ricerche, fino all'ultima mostra dell'anno scorso, Piccio su carta. L'ingresso alla mostra è gratuito sino a domenica 21 settembre in occasione del Weekend della Rete dell’800 Lombardo, poi rientra nel percorso museale.



Per informazioni:

Museo Civico Ala Ponzone

via Ugolani Dati, 4 - Cremona – tel. 0372 407770

museoalaponzone.biglietteria@comune.cremona.it

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Giuseppe Diotti (Casalmaggiore, 1779 — Casalmaggiore, 1846)

Il bacio di Giuda olio su tela, 1839-40 Si tratta di uno splendido bozzetto del grande quadro realizzato tra il 1838 e il 1840 su commissione dell'imperatore Ferdinando I nell'ambito di una campagna di acquisti per la Regia Imperial Galleria di Vienna volta a documentare l'attività artistica del Lombardo-Veneto. Visitando l'Accademia Carrara il 19 settembre 1848, l'imperatore, ricevuto dal conte Guglielmo Lochis, aveva ammirato i capolavori ivi conservati e aveva commissionato un dipinto al direttore Giuseppe Diotti lasciandogli libertà di scelta per quanto atteneva al soggetto. Nell'aprile del 1839 Diotti scriveva all'amico cremonese Giovanni Germani di avere già eseguito diversi studi, che sarebbero stati a lui destinati, e un bozzetto da presentare a Milano al Governatore Franz von Hartig che già prima del 6 giugno lo aveva positivamente giudicato. Il quadro era in lavorazione nel febbraio-marzo del 1840 e venne terminato per la fine dell'anno. A febbraio del 1841 approda a Milano dove viene valutato 15.000 svanziche e in aprile viene esposto a Brera. Dalla Vita del Diotti scritta dal Germani (1865) si apprende che egli stesso possedeva un “bozzettino a tocchi” del quadro e che un altro “bozzetto molto finito” del dipinto di Vienna si trovava allora a Bergamo presso il pittore Pietro Ronzoni. Secondo quanto precisato da Renzo Mangili, il dipinto ora donato al Museo di Cremona sarebbe proprio il bozzetto appartenuto al Ronzoni

Enrico Scuri (Bergamo, 1806 — Bergamo, 1884)

Ritratto della marchesa Rosalia Cavalcabò olio su tela, 85 x 69 cm - 1847 Il ritratto mostra l'effigie di Rosalia Guidi di Bagno, figlia del nobile mantovano marchese Ferdinando Carlo Guidi di Bagno (1776 — 1845) e di Bianca Luzzago (1790-1868). Rosalia, di cui non si conosce la data di nascita, andò sposa al marchese Agostino Cavalcabò (1811-1889) e morì giovane nel 1847, lasciando il marito di trentasei anni e due figlie, una nata nel 1844 e l'altra nel 1845. Secondo le memorie della figlia del pittore, Selene, il ritratto della nobildonna, eseguito ex cadavere, fu pagato trenta zecchini e venne subito replicato. Il ritratto rivela un rigore quasi metafisico, che è caratteristico dell'algido purismo scuriano, anche se qui fortemente condizionato dalla scaduta fisicità del modello. Mentre il prototipo si conserva tuttora a palazzo Cavalcabò a Cremona, della replica, verosimilmente destinata in memoriam ai marchesi Guidi, se ne erano perse le tracce; tanto che la monografia scuriana di Renzo Mangili del 2002 recensiva il titolo sulla base della testimonianza di Selene Scuri relegando l'opera nel novero di quelle disperse. Riemersa di recente nel mercato antiquario, è stata ora donata alla Pinacoteca “Ala Ponzone” dagli Amici del Museo di Cremona.

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Nuovi arrivi in Pinacoteca: Giuseppe Diotti e Enrico Scuri

19 Settembre 2025 17:30 - 19:00
Cremona

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