Mercoledì, 18 maggio 2022 - ore 04.24

Crema Ex carceri: riflettiamo sul futuro della struttura | Paolo Losco

Notizia di sabato è che tre, o forse quattro, persone si sono introdotte nelle ex carceri per cercare un alloggio provvisorio.

| Scritto da Redazione
Crema Ex carceri: riflettiamo sul futuro della struttura | Paolo Losco

Crema Ex carceri: i fatti facciano riflettere sul futuro della struttura e sul diritto all'abitare| Paolo Losco

 Notizia di sabato è che tre, o forse quattro, persone si sono introdotte nelle ex carceri per cercare un alloggio provvisorio. Si legge dall’articolo che “il rapido intervento delle forze dell’ordine ha risolto quello che poteva diventare un problema di ordine pubblico”.

 Per carità, il tempestivo intervento delle forze dell’ordine è sicuramente encomiabile, ma, al di là della facile ironia sul “mondo al contrario”, ovvero quello in cui delle persone forzano la porta delle ex carceri per entrarvi (e trovare solo un riparo) questa notizia dovrebbe far riflettere su almeno due aspetti.

 Il primo punto di riflessione: è ora che le ex carceri tornino alla collettività.

Dopo anni di aste andate a vuoto, è ora di sviluppare progettualità perché questo luogo torni a vivere, ad esempio come ostello, di proprietà pubblica ed una gestione affidata tramite bando, magari incentivando dei giovani che hanno voglia di mettersi in gioco per investire sul turismo di Crema.

 Un secondo punto, forse ancora più urgente: l’abitare è un diritto disatteso. Non possiamo continuare a girarci dall’altra parte.

Anche stamattina, durante un banchetto elettorale, tra le vie di Crema abbiamo notato alcune persone che hanno passato la notte in auto. L’emergenza abitativa è reale: ad ogni bando sono centinaia le richieste per alloggi popolari sul solo territorio di Crema, a fronte di pochissime unità assegnate.

 Il patrimonio in gestione ad ALER, oltre a non essere sufficiente, presenta - cosa ormai nota - numerosi problemi di gestione, manutenzione e degrado, ai quali non si è posto rimedio nonostante le possibilità concrete di accedere ai bonus edilizi: eppure in altre province la stessa ALER, grazie ai bonus ha migliorato il servizio, spesso con addirittura nuovi alloggi, aumentando anche il valore del patrimonio pubblico che gestisce.

 Ma un altro dato dovrebbe far riflettere: nella sola Crema si stima siano tra le 2000 e le 2500 le unità abitative ormai da anni sfitte, invendute, disabitate.

 Eppure si continua a costruire per un mercato immobiliare che è ormai accessibile ai pochi, e non certo a quelle moltissime persone che non hanno una casa, che hanno perso il lavoro e una casa rischiano di perderla, o anche a quelle che un lavoro lo hanno ma vivono sotto la soglia di povertà.

 Serve una forte riflessione sul tema dell’emergenza abitativa che è reale e che, oggi, deve trovare spazio tra le priorità di chiunque si ponga l’obiettivo di amministrare Crema nel futuro.

 Rigenerare l’esistente, sia per la salvaguardia del nostro patrimonio pubblico, sia per contrastare l’emergenza abitativa e garantire il diritto all’abitare, tutelando l’ambiente da nuovo cemento, che francamente negli ultimi anni è stato tanto, troppo, è l’unica strada per tornare ad una dimensione a misura d’uomo e verso una reale qualità della vita per la collettività.

 Paolo Losco, Candidato Sindaco Sinistra Unita per Crema

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