Mercoledì, 21 ottobre 2026 - ore 17.01

Cremona Campus Poli Intervista a Pietro Callandrone

Ciao Pietro, complimenti per questo importante traguardo e per il percorso che hai costruito in questi anni!

| Scritto da Redazione
Cremona Campus Poli Intervista a Pietro Callandrone

Ciao Pietro,

complimenti per questo importante traguardo e per il percorso che hai costruito in questi anni!



1. Arrivato da Grinzane Cavour (CN) per frequentare la Laurea Triennale in Ingegneria Informatica al Campus di Cremona, hai poi scelto di proseguire con la Laurea Magistrale in Music and Acoustic Engineering: che cosa ti ha portato verso questo nuovo percorso?

La musica è sempre stata una costante nella mia vita. Fin da piccolo sono stato circondato da numerosi strumenti, passando dal violino alla batteria, e negli ultimi anni mi sono avvicinato sempre di più alla produzione musicale e al sound design. Durante la triennale mi sono quindi reso conto che avrei voluto proseguire in un ambito che mi permettesse di unire la formazione ingegneristica a questa passione che mi ha sempre accompagnato. Music and Acoustic Engineering mi è sembrato il percorso più naturale possibile per mettere insieme questi due mondi, approfondendo non solo il lato creativo della musica, ma anche quello tecnologico e scientifico che sta dietro al suono.

2. Il passaggio da Ingegneria Informatica a Music and Acoustic Engineering ti ha portato a esplorare temi nuovi, ma in continuità con il percorso precedente: quali competenze della triennale ti sono state più utili?

La programmazione e, più in generale, il modo di ragionare che si sviluppa durante un percorso di ingegneria. Avere già delle basi solide dal punto di vista matematico e informatico mi ha aiutato molto quando ho iniziato ad affrontare argomenti come l'elaborazione dei segnali audio, il deep learning e lo sviluppo software applicato al suono. Credo che la triennale mi abbia dato soprattutto un metodo per affrontare problemi nuovi in maniera strutturata.

3. Music and Acoustic Engineering mette in dialogo tecnologia, suono e creatività: c’è un interesse personale o un’esperienza che ti ha avvicinato in modo particolare a questo ambito?

Sicuramente la produzione musicale e il sound design. Mi ha sempre affascinato l’idea di unire la creatività alla consapevolezza tecnica di quello che succede quando si lavora su un suono, invece di limitarmi a sperimentare finché qualcosa funziona. Secondo me avere una conoscenza più approfondita di come funzionano i segnali ti permette anche di avere un approccio diverso e di avere molte più possibilità dal punto di vista creativo.

4. C’è un insegnamento, un progetto o un momento del tuo percorso in Music and Acoustic Engineering che ricordi con particolare piacere e che senti abbia contribuito alla tua crescita?

Un progetto che ricordo con particolare piacere è sicuramente il primo plugin che ho sviluppato insieme ai miei compagni durante un progetto di gruppo, HandGranulator, un plugin di sintesi granulare che permetteva di controllare e modificare il suono attraverso i movimenti della mano rilevati da una webcam. Era la prima volta che costruivo un plugin da zero e vedere qualcosa prendere forma poco alla volta, fino a diventare uno strumento vero e proprio che potevamo usare, è stata una bella soddisfazione e mi ha fatto capire quanto mi piacesse questo tipo di lavoro.

5. Il percorso universitario è fatto anche di relazioni: quanto hanno contato le amicizie nate durante questi anni nel rendere più ricca la tua esperienza a Cremona?

Hanno contato moltissimo. Durante la triennale a Cremona ho conosciuto persone con cui sono nate amicizie molto forti, che sono continuate anche negli anni successivi. Anche quando durante la magistrale mi sono spostato a Milano per seguire le lezioni, sono tornato molto spesso a Cremona proprio grazie ai rapporti che avevo costruito. Sicuramente le persone che ho conosciuto sono una delle parti più importanti che porterò con me di questa esperienza universitaria.

6. La tua tesi affronta la separazione dei suoni cardiaci e respiratori registrati insieme, un tema che può avere applicazioni anche nella telemedicina. Puoi raccontarci, in parole semplici, qual è stato l’obiettivo del tuo lavoro?

L'obiettivo della mia tesi è stato sviluppare un sistema in grado di partire da una registrazione in cui il suono del cuore e quello della respirazione sono sovrapposti e separarli automaticamente in due segnali distinti. Il problema è interessante perché questi suoni vengono normalmente registrati contemporaneamente con uno stetoscopio e possono interferire tra loro. Riuscire a ottenere segnali più puliti e specifici per ciascuna sorgente può rendere più efficace la successiva analisi dei segnali cardiorespiratori e, ad esempio, aiutare a riconoscere in modo più tempestivo eventuali anomalie o patologie cardiache.

Mi piacerebbe lavorare principalmente nello sviluppo audio, per esempio occupandomi di plugin o di tecnologie legate al mondo della musica, perché è sicuramente l’ambito in cui riesco a unire meglio la parte tecnica a quella creativa. Allo stesso tempo mi interessa molto anche il settore biomedicale legato all’audio, per esempio lavorare in aziende che sviluppano tecnologie per l’udito e per le persone con problemi di hearing loss. In entrambi i casi mi piacerebbe lavorare in un ambito in cui quello che ho studiato possa avere un’applicazione concreta.

8. Se dovessi descrivere il tuo percorso universitario al Campus di Cremona con tre aggettivi, quali sceglieresti e perché?

Direi accogliente, perché mi sono sentito a casa sia per l’ambiente che per le persone che ho conosciuto; intenso, perché è stato un percorso che ha richiesto tanto studio e impegno, ma che mi ha dato anche molte soddisfazioni; e prezioso, perché oltre a quello che ho imparato mi ha lasciato tante esperienze e rapporti che porterò con me anche dopo l’università.

Grazie e ancora congratulazioni! In bocca al lupo per la tua carriera futura!

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