Martedì, 21 luglio 2026 - ore 04.52

Cremona Campus Poli Intervista a Rita Gambirasio

Ciao Rita, complimenti per questo traguardo raggiunto!

| Scritto da Redazione
Cremona Campus Poli Intervista a Rita Gambirasio Cremona Campus Poli Intervista a Rita Gambirasio

Ciao Rita,

complimenti per questo traguardo raggiunto!

1. Stai per concludere brillantemente il Corso di Laurea Magistrale in Agricultural Engineering, quali sono le motivazioni che ti hanno portato a fare questa scelta?

Poco prima del termine del mio percorso di laurea triennale in ingegneria per l’ambiente e il territorio mi sono informata riguardo ai corsi di laurea magistrale offerti dal Politecnico di Milano e mi sono imbattuta nella scheda del corso di Agricultural Engineering che era stato istituito da pochi mesi. Non ero a conoscenza di questo corso e fin da subito ho preso in considerazione di iscrivermi per poter avvicinarmi al mondo dell’agrifood. Ho da sempre nutrito un interesse riguardo a questo settore e poter coniugare i miei studi in ingegneria con il mondo dell’agricoltura era per me una grande opportunità.  

2. Sei soddisfatta di questo corso di studi? Lo consiglieresti?

Sì, sono soddisfatta perché mi ha permesso di avvicinarmi al mondo dell’agricoltura, che mi ha sempre appassionato. Lo consiglierei a studenti motivati e pronti ad uscire dalla comfort zone, la figura dell’ingegnerie agrario ha ancora poca visibilità in Italia e chi decide di intraprendere questa strada deve essere pronto a mettersi in gioco per crearsi il proprio spazio.

3. C’è qualche esame che ti ha appassionato maggiormente e che ha segnato più di altri il tuo percorso formativo?

Gli esami che mi hanno appassionato maggiormente sono stati “Produzioni di origine vegetale” e “Biochimica”, due corsi del primo semestre del primo anno di corso tenuti da professori dell’Università Cattolica del dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari che mi hanno avvicinata al mondo degli agronomi permettendomi di acquisire conoscenze fondamentali per un professionista dell’agricoltura. Un altro esame che io reputo molto valido è “Smart irrigation climate adaptive tools for optimal water productivity” perché mi ha permesso di approfondire il macrotema dell’irrigazione nei sistemi agricoli tradizionali ed innovativi, focalizzandosi sulla scarsità delle risorse idriche e la loro corretta gestione.

4. Durante il tuo percorso di studi hai partecipato ad un programma di scambio internazionale, vuoi raccontarci dove sei stata e come mai hai scelto quella destinazione?

Ho partecipato al programma Erasmus per tesi presso l’università di Wageningen, in Olanda. L’università di Wageningen è nel ranking mondiale la prima università di Agricultural Sciences e poterla frequentare per sei mesi è stata per me un’opportunità di grande crescita.

Il mio progetto di tesi è stato svolto nell’ambito di un progetto europeo, MINAGRIS, che si occupa dello studio di micro- e nano-plastiche nei suoli agricoli. In particolare la mia tesi si è focalizzata sulla presenza di microplastiche in suoli soggetti all’erosione del vento.

Al momento della mia candidatura per il programma Erasmus (Aprile 2023), Wageningen era l’unica destinazione attiva per svolgere la tesi all’estero, mentre ora è stata aggiunta l’università di Uppsala, Svezia come altra destinazione. Questo dimostra che il Politecnico di Milano e coloro che gestiscono il corso di studi sono molti attenti alla mobilità e data la recente nascita del corso di studi c’è ancora un ampio margine di crescita a livello di opportunità di scambio internazionale.

5. Ritieni che l’aver partecipato a questa attività abbia portato un valore aggiunto alla tua esperienza universitaria?

Indubbiamente sì. Dal lato accademico ho potuto consolidare le mie competenze e acquisire molteplici skills pratiche tramite il lavoro in campo e in laboratorio. Devo ringraziare i docenti e ricercatori che ho avuto la possibilità di conoscere durante la mia permanenza e che mi hanno saputo trasmettere una parte delle loro conoscenze.

Dal lato personale e umano è stato arricchente vivere in un paese come l’Olanda, molto organizzato e con un ottimo equilibrio tra vita personale e lavorativa. Inoltre, Wageningen è una realtà adatta a chi nutre una passione per la sostenibilità e l’agricoltura in quanto si trova nella campagna olandese, nella quale la natura viene protetta il più possibile. 

6. Che progetti hai per il tuo futuro?

Il mio progetto è quello di mettere a disposizione del settore agrifood le mie competenze per poter superare le sfide legate all’aumento della popolazione e alla scarsità delle risorse.

Non escludo di rimanere nel settore della ricerca nell’ambito delle microplastiche, in quanto questo tema è molto attuale e ancora poco studiato.

7. Ti salutiamo chiedendoti se dovessi descrivere questo percorso universitario con 3 aggettivi, quali sceglieresti e perché?

Gli aggettivi che sceglierei sono sfidante perché è un percorso nel quale ognuno, a prescindere dal proprio background, può mettersi in gioco nello studiare discipline nuove rispetto alla propria formazione di primo livello.  Pionieristico perché è stata la prima laurea magistrale in ingegneria agraria in Italia, un ramo destinato a crescere ma al momento ancora troppo poco considerato. Eterogeneo perché nei due anni si affrontano svariate materie che spaziano dall’analisi dei dati, all’anatomia animale fino alla gestione degli scarti delle coltivazioni, con l’obiettivo di formare professionisti con una visione completa del settore.

Grazie e ancora congratulazioni! In bocca al lupo per la tua carriera futura!

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