Mercoledì, 16 ottobre 2019 - ore 08.44

Cremona Fiere Quei semi di lino che ‘fanno dimagrire’ il latte

Alle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona giornata di approfondimenti sul mondo lattiero: dal CREA una ricerca che dimostra come una alimentazione animale con semi di lino migliori in modo significativo le caratteristiche nutrizionali del latte

| Scritto da Redazione
Cremona Fiere Quei semi di lino che ‘fanno dimagrire’ il latte

Cremona Fiere Quei semi di lino che ‘fanno dimagrire’ il latte

Alle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona giornata di approfondimenti sul mondo lattiero: dal CREA una ricerca che dimostra come una alimentazione animale con semi di lino migliori in modo significativo le caratteristiche nutrizionali del latte

Focus anche sul contrasto all'antibiotico resistenza. Borrello (Ministero della Salute): «Nuovi strumenti di contrasto con la ricetta elettronica obbligatoria sul controllo dell'utilizzo dei farmaci in allevamento»

Un latte due volte più ricco di Omega 3, gli acidi grassi dalle proprietà benefiche per la salute umana, può essere ottenuto integrando la tradizionale dieta bovina con semi di lino. È il risultato della ricerca presentata oggi alle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona dal CREA – Zootecnia e Acquacoltura nel corso di una giornata che a più riprese si è occupata di latte, tecnologie del latte e aggiornamento tecnico-scientifico sull'allevamento.

Il CREA da alcuni anni studia la possibilità di aggiungere alla razione alimentare bovina semi di lino col risultato di incrementare il contenuto di acidi grassi Omega 3, come è noto molto positivi per la salute, così come l'acido grasso CLA linoleico coniugato, che studi recenti dimostrano essere positivo per la salute. «Il latte e il grasso del latte, quindi il burro – ha spiegato Giovanna Contarini, dirigente di ricerca presso CREA - sono spesso demonizzati per il loro contenuto di colesterolo e acidi grassi saturi. Questa è opinione diffusa, ma quello che si è già realizzato in alcune realtà e che ora si vuole far sapere è che una modifica dell'alimentazione degli animali, con l'introduzione nella dieta di semi di lino ad alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, può migliorare la composizione del grasso di latte. Si tratta infatti di una tipologia di  grassi considerati in senso positivo per la salute umana rispetto a quelli saturi».

Secondo Contarini, poi, sulla frazione lipidica del latte si è sempre ragionato in modo parziale, parlando genericamente di "acidi grassi":«Di grassi saturi ne esistono da molto corti a molto lunghi, diciamo da 4 a 18 atomi di carbonio – spiega -. Il grasso di latte, il burro, è l'unico fra tutti i grassi che contengono acidi grassi saturi, ad averne di così corti, e cioè da 4, 6, 8 atomi. Questi, dal punto dell'alimentazione umana, si comportano da insaturi, perché non si depositano sulle arterie come accade invece per alcuni grassi vegetali come cocco e palma o i grassi idrogenati, tutti più lunghi. Stesso discorso per il colesterolo: per gli adulti giusto limitarsi se ci sono problemi di quel tipo, ma se parliamo di bambini, la presenza di colesterolo è importante per il corretto sviluppo ormonale. Anche per le vitamine il latte è assolutamente completo».

ANTIMICROBICO RESISTENZA: LA RICETTA ELETTRONICA NELLA STRATEGIA DEL MINISTERO. A Cremona si è fatto il punto anche sul problema dell'antibiotico resistenza, argomento che coinvolge non solo i veterinari, ma anche tutti gli operatori del mondo dell'allevamento, i medici e i consumatori. «Come Ministero della Salute – ha dichiarato Silvio Borrello, direttore generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari - stiamo preparando un piano di contrasto. Nel campo veterinario parliamo di sistemi di biosicurezza e di controllo delle malattie animali che vanno a incidere sulla diminuzione del consumo del farmaco e quindi anche degli antibiotici. Con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia e l'Università di Parma abbiamo allestito un sistema per il rilevamento di dati sia d'allevamento che di macello. Tali dati riguardano garanzie per la biosicurezza, ma soprattutto il consumo dei farmaci stessi. La ricetta elettronica in ambito d'allevamento, obbligatoria dal prossimo anno, contribuirà senz'altro a un maggiore contrasto del fenomeno attraverso il controllo del consumo effettivo dei farmaci».

 

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