Sabato, 20 luglio 2019 - ore 22.08

Cremona Intervento di Santo Canale di oggi in consiglio comunale sulla sicurezza nei locali di pubblico spettacolo.

Non vi è alcun dubbio che la tragedia di Corinaldo dello scorso 7 dicembre abbia riaperto con urgenza più che mai la questione della sicurezza nelle discoteche e nei locali di pubblico spettacolo.

| Scritto da Redazione
Cremona Intervento di Santo Canale  di oggi in consiglio comunale sulla sicurezza nei locali di pubblico spettacolo.

Cremona Intervento di Santo Canale  di oggi in consiglio comunale sulla sicurezza nei locali di pubblico spettacolo.

Non vi è alcun dubbio che la tragedia di Corinaldo dello scorso 7 dicembre abbia riaperto con urgenza più che mai la questione della sicurezza nelle discoteche e nei locali di pubblico spettacolo.

Tuttavia, l’interesse delle associazioni di categoria per tale questione, risale a molto più lontano.

In seguito alla sottoscrizione dell’Accordo Quadro nazionale del 21 giugno 2016 tra il Ministero dell’Interno e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore, di cui una presieduta a livello nazionale da un imprenditore che svolge la propria attività nel territorio cremonese, e l’attuazione in alcune provincie di Protocolli d’Intesa a livello locale, anche gli operatori di Cremona hanno mosso le proprie intenzioni in tal senso.

L’obiettivo era, ed è tutt’ora, quello di favorire una sempre più diffusa cultura della legalità, soprattutto da parte dei giovani che costituiscono la parte preponderante di frequentatori dei locali in questione.

L’obiettivo dell’Intesa è la promozione di un sistema avanzato di collaborazione tra le Forze dell’ordine e gli operatori del settore, al fine di prevenire situazioni di illegalità e comportamenti violenti all’interno o in prossimità dei citati locali.

Tutto ciò, nel primario interesse dei frequentatori la quale incolumità e sicurezza va in ogni modo tutelata, ma anche nell’interesse e a tutela degli operatori del settore che operano in presenza di una miriade di norme ma sprovvisti di un’ univoca disciplina in grado di individuare e definire in modo chiaro i confini dell’attività di pubblico spettacolo e i requisiti di professionalità richiesti agli imprenditori di questo settore.

Alla luce di quanto sopra, pare quindi evidente che anche gli operatori di Cremona sarebbero ben lieti di sottoscrivere il Protocollo Provinciale e tale iter ha avuto inizio nell’ottobre 2017 quando la Prefettura ha inviato una bozza di accordo alle associazioni di categoria le quali prontamente hanno risposto con le loro proposte d’integrazione e/o modifica e da allora sono in attesa di una convocazione, o quanto meno di un riscontro, da parte della Prefettura per la sottoscrizione dell’Accordo.

In maniera ancora più approfondita, a livello nazionale, in seguito al susseguirsi di tragedie degli ultimi anni (si pensi a Torino Piazza San Carlo per esempio), l’Associazione Nazionale di Categoria ASSOINTRATTENIMENTO, associazione nazionale che raggruppa gli imprenditori del pubblico spettacolo, ha addirittura chiesto udienza al Ministro Salvini per richiedere un intervento deciso e tempestivo al fine di:

1.definire disposizioni che prevedano un “Responsabile pubblico dell’evento” che si tiene nei luoghi aperti al pubblico, da individuare principalmente tra i vigili del fuoco, ovvero tra i membri delle forze dell’ordine o della polizia locale, che abbia la responsabilità di controllare e il potere di inibire l’ingresso in luoghi pubblici o aperti al pubblico oltre il numero previsto per la capienza consentita;

2.la creazione di un disciplina uniforme, efficace e di immediata applicazione, idonea a definire l’ambito dell’attività di pubblico spettacolo che, stante gli importanti interessi coinvolti, non può essere relegata all’improvvisazione ma richiede imprenditori qualificati che ben potrebbero essere riuniti e rappresentati in un apposito albo professionale nazionale;

3.prevedere disposizioni per consentire, pur nel rispetto della privacy, i controlli degli oggetti personali all’ingresso dei locali o degli eventi pubblici da parte degli addetti alla sicurezza.

Tale interesse a livello nazionale, si riflette negli associati a livello locale i quali evidenziano, tra le altre cose, dati preoccupanti su Cremona: il settore delle discoteche sta via via scomparendo, incontrando difficoltà nella gestione che non trovano appoggio nemmeno nelle forze dell’ordine, probabilmente perchè anch’esse ostaggio di una materia complessa e sfuggente, caratterizzata da più competenze funzionali attribuite a diverse pubbliche amministrazioni, cosi da rendere vano il seppur fattivo impegno nell’attività di controllo e di prevenzione.

Questo si traduce in una contrazione del settore ma, fate attenzione, solo a livello locale, il che spinge le giovani generazioni ad intraprendere lunghe tratte autostradali alla ricerca di locali degni di essere chiamati tali, aumentando la preoccupazioni dei genitori ed in generale i rischi derivanti da lunghi spostamenti notturni in macchina.

Ciò che servirebbe, sarebbe la stipula di questo Protocollo d’Intesa a livello provinciale, che fosse in grado di attribuire in modo chiaro obblighi e doveri di gestione degli operatori locali, ma anche obblighi e doveri di controllo e assistenza da parte delle forze dell’ordine, i quali congiuntamente fossero in grado di garantire lo svolgimento della regolare attività nelle discoteche, nella più totale sicurezza, prevedendo e promuovendo già a partire dagli istituti scolastici un sistema sanzionatorio per coloro che, recandosi nei luoghi di cui sopra, non rispettino le regole base di legalità e manifestino comportamenti violenti all’interno o in prossimità dei locali.

 

 

 

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