Signor direttore, leggo nelle cronache cittadine la notizia del totale smantellamento soprattutto in centro storico, del bifilare dell’ex filobus: era proprio necessario? Prima di ‘ripulire il cielo’ o di combattere ‘l’inquinamento visivo’ non era meglio ripulire la città da quelle vergognose scritte e murales che delinquenti ci hanno consegnato e che degradano ulteriormente la già sporca, insicura e squallida Cremona attuale? Devo constatare che coloro che governavano la città nel 1940 (quando venne istituito il trasporto pubblico filoviario) erano culturalmente e politicamente dei giganti rispetto ai ragazzotti improvvisati delle attuali amministrazioni: innovativi e lungimiranti all’epoca con mezzi ecologici che ora, alla faccia di demagogici ‘ambientalisti’, vengono alienati così come ogni sogno di futura riconsiderazione del sistema elettrico... Che bella che era la Cremona delle cartoline in bianco e nero, c’era ancora una città elegante e vivibile, certamente più dinamica e i filobus (magari i mitici Menarini) percorrevano le due linee trasportando i cittadini assai meglio del caos attuale. Non erano altri tempi, erano altre persone, più preparate, più coraggiose, più lungimiranti, più affezionate al loro territorio. Lorenzo Grandi (Cremona)
Cremona Meglio pulire i muri che togliere la rete aerea dei filobus
Che bella che era la Cremona delle cartoline in bianco e nero, c’era ancora una città elegante e vivibile, certamente più dinamica e i filobus (magari i mitici Menarini) percorrevano le due linee trasportando i cittadini assai meglio del caos attuale

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