Egregio direttore, faccio seguito ad una mia lettera pubblicata nel luglio scorso a proposito dei ritardi e delle pessime condizioni di viaggio patiti in quel mese sui treni delle 6.55 per Milano e soprattutto delle 18.20 per Cremona (ricordiamo le temperature di 40 gradi sulle carrozze, viaggi effettuati in piedi e condizionatori a doccia sui passeggeri). Ho quantificato che i pendolari da e per Milano, che come me hanno viaggiato nei 23 giorni lavorativi del mese di luglio, hanno accumulato la bellezza di 540 minuti di ritardo, pari a 9 ore della nostra vita regalate a Trenord. Dico regalate perché oggi ho scoperto che per il mese di luglio alla tratta Milano-Cremona-Mantova viene assegnata una percentuale di ritardi pari al 4,5% e pertanto nessun bonus del 30% sul prezzo dell’abbonamento ci verrà riconosciuto. Sono veramente sconcertata. La vergogna non ha mai fine. Gli epiteti che ho sulla punta della lingua li trattengo a stento. Non ci sono parole per descrivere la maniera in cui lor signori si prendono gioco di coloro che usufruiscono dei mezzi per recarsi al lavoro. Quante belle parole se intervistati in tv, quanta autocelebrazione sull’efficienza dei trasporti in Lombardia da parte di questo o quel presidente di regione, di questo o quell’assessore ai trasporti, di questo o quell’ad di Trenord, di questo e quel politicante locale, ma alla fine dei nostri treni non gliene importa niente a nessuno e noi dovremo continuare a pagare. Pagare abbonamenti e pagare in tempo perso (ho passato il 20% di tempo in più sui quei treni a luglio). Domani stesso scriverò a Trenord una lettera in cui quantificherò giorno per giorno i tempi di percorrenza effettivamente impiegati. La risposta sarà che la percentuale viene calcolata sulla totalità dei treni da e per il capoluogo lombardo e non solo su quelli dei quali io ho usufruito. Peccato che non credo nemmeno per un attimo che tutti gli altri treni siano sempre stati in orario. Tutto finirà in niente di fatto... Un giorno sì ed uno pure continueranno gli articoli di denuncia sul vostro sempre puntuale quotidiano e avanti così. In fondo mi dico sempre: ritieniti fortunata, un lavoro ce l’hai e anche nella grande Milano! (...)
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