Mercoledì, 20 ottobre 2021 - ore 11.47

Cremona Pianeta Migranti. L’Europa costruisce nuovi muri per fermare i migranti.

Nuovi muri si alzano in Lituania, Grecia, Polonia, in aggiunta a quelli di Bulgaria, Turchia Croazia e Slovenia e altri ancora.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. L’Europa costruisce nuovi muri per fermare i migranti.

Cremona Pianeta Migranti. L’Europa costruisce nuovi muri per fermare i migranti.

La crisi afgana ha scatenato in Europa il timore di dover affrontare una nuova ondata migratoria come nel 2015, quando più di un milione di persone tentò di attraversare le frontiere passando per la Grecia.

Nuovi muri si alzano in Lituania, Grecia, Polonia, in aggiunta a quelli di Bulgaria, Turchia Croazia e Slovenia e altri ancora.

Da quando la crisi migratoria del 2015 ha messo in mostra le carenze strutturali della UE in materia di accoglienza, gli Stati membri hanno eretto sempre più ostacoli per impedire l’arrivo dei migranti dall’Africa, dal Medio Oriente e da altri paesi. Ormai, oltre 1000 chilometri di recinzioni di ferro, filo spinato o muri percorrono i confini europei e fanno sfigurare il muro messicano voluto dal presidente Trump. Altre barriere si stanno alzando molto velocemente, equipaggiate con le ultime tecnologie di sorveglianza.

In Grecia

Recentemente la Grecia ha completato 40 km di muro al confine con la Turchia, mentre la Polonia ne innalzerà altri 130 e la Lituania costruirà una barriera lunga 508 chilometri a confine con la Bielorussia. In Grecia si trovano più di 400 agenti di Frontex, (Agenzia europea di controllo delle frontiere) con diverse decine di veicoli, equipaggiati con videocamere termiche e cannoni sonori, otto motovedette e due palloni aerostatici dotati di telecamera di sorveglianza. A tutto questo vanno aggiunti 40 km di muro lungo il confine con la Turchia provvisto da radar per individuare i migranti.

La frontiera polacca.

La Polonia è l’ultimo paese europeo ad aver iniziato la costruzione di un muro anti-migranti sempre al confine con la Bielorussia. La recinzione sarà alta circa due metri e mezzo e lunga circa 130 km. Secondo il ministro della difesa polacco Mariusz Blaszczak verrà anche aumentata la presenza militare lungo il confine raggiungendo le 2000 unità militari impiegate.

In Lituania

A inizio agosto, il parlamento di Vilnius ha autorizzato la costruzione di 508 km di barriera che separerà definitivamente il paese dalla sua ex compagna sovietica: la Bielorussia.

Il muro dovrebbe essere completato entro la fine del 2022 nonostante le proteste delle organizzazioni umanitarie che, non a torto, ricordano che il presidente Lukashenko è già soggetto a sanzioni europee per le repressioni a danno dei dissidenti politici.

Il progetto lituano potrebbe anche ricevere finanziamenti europei dopo che i vari ministri

degli esteri UE hanno espresso solidarietà e approvazione verso la costruzione della nuova barriera.

Le altre barriere

Tra Bulgaria e Turchia esistono già circa 200 km di filo spinato, con torrette presidiate da militari e videocamere a infrarossi sensibili al calore. L’Ungheria ha già eretto più di 500 km di recinzione lungo il confine con Croazia e Serbia, mentre l’Austria ne ha costruita una di 3 km con la Slovenia che ne ha alzata un’altra di 200 con la Croazia. Altre recinzioni separano le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla e il porto di Calais in Francia.

I muri avanzano e retrocedono le norme dell’Unione Europea in materia di asilo che chiedono ai paesi di rispettare la volontà di un cittadino di un paese terzo che intende chiedere asilo in un paese dell’Unione. Riguardo a ciò si vedano l’art. 3 del regolamento di Schengen (n. 399 del 2016), la direttiva UE 32/2013/UE - cosidetta Direttiva procedure agli artt. 3 e 9 - nonché il regolamento n. 604 del 2016, denominato Dublino III - che all’art. 3 stabilisce che gli stati membri esaminano qualsiasi domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide sul territorio o alla frontiera dell’Unione e nelle zone di transito.

 

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