Caro direttore, dopo le farneticanti accuse del signor Lupi, delegato rsu della sigla autonoma USB nell’azienda speciale comunale Cremona solidale, ci vediamo costretti a rimarcare la differenza tra le scriventi organizzazioni sindacali e il sunnominato delegato. Il fatto evidenziato si riferisce all’errata applicazione, da parte dell’amministrazione,della norma contrattuale del recupero delle festività infrasettimanali, per il personale turnista con contratto sanità pubblica. Non per un accordo illecito risultato di scelte sindacali. Errata applicazione che solo ilpersonale direttamente interessato poteva notare, poiché noi non abbiamo preso in appalto la gestione della turnistica, dei cartellini o delle buste paga della citata Cremona solidale. Per un caso nessuno è venuto a chiedere, a noi o ai nostri delegati, se fosse corretto il fatto che queste festività non fossero più fatte recuperare, anche perché contemporaneamente si era aperta la diatriba sulla richiesta di riconoscere al personale assunto con contratto Enti Locali, lo stesso diritto, atteso che a loro non viene concesso. Questa singolare situazione ha probabilmente indotto gli interessati a credersi accomunati nell’ingiustizia. Cosa diversa per i responsabili dell’amministrazione che, per errore, hanno applicato a tutto il personale indistintamente l’interpretazione negativa che doveva rimanere circoscritta ad una parte del personale, quello con contratto Enti Locali.
Premesso che anche per FPCGIL, FPCISL e UILFPL il personale degli Enti Locali ha diritto al recupero e che una causa pilota, fatta in Lombardia, ha avuto un verdetto positivo sia in primo che in secondo grado e che continuiamoachiederloin tuttiiluoghidilavoro dove opera personale turnista, il caso portato agli onori della cronaca dal signor Lupi merita la stessa risposta che gli è stata data nell’ultima assemblea: ma perché non l’hai detto prima, visto che hai affermato di saperlo da tempo e che sei un rsu da qualche anno e un dipendente dell’azienda? Il primo ad avere avuto notizia del problema, neppure due giorni prima dell’as se mblea è stato il collega Castellone della UIL FPL che, in prima battuta, non ha creduto alla segnalazione, poiché sembrava impossibile che l’amministrazione avesse preso una simile cantonata, la mattina stessa dell’assemblea, che solo per caso ha coinciso con il passaggio alla nuova direzione, ha appurato la veridicità dell’informazione presso l’ufficio di gestione del personale.
Condivisa tra noi l’informazione abbiamo deciso, dopo averlo divulgato ai lavoratori in assemblea, di chiedere al nuovo direttore, in un colloquio congiunto con il presidente, di ovviare all’errore chiedendo, nel contempo, che venissero effettuati i conteggi necessari per stabilire l’entità del dovuto e l’i n d i v iduazione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati. I fatti, per come si sono verificati, confermano che esistono due modi diversi di fare sindacato a Cremona Solidale: il nostro, che si basa sul costante confronto, a volte aspro, con la controparte e sulla risoluzione dei problemi e quello del signor Lupi e della sigla che rappresenta in azienda, che mira ad utilizzare ogni strumento utile per creare conflitto e dare lavoro agli avvocati. Per contro dobbiamo confermareche ad oggi l’amministrazione di Cremona Solidale non sì è distinta nella contrattazione, totalmente ingessata. Al nuovo direttore e al consiglio di amministrazione abbiamo chiesto un cambiamento di gestione che recuperi, oltre a quei pochi diritti che ancora rimangono alle lavoratrici ed ai lavoratori del Pubblico Impiego, un clima aziendale che è andato deteriorandosi, tra turni sbagliati e presenze nei reparti al limite della gestibilità,destinando unpo’dirisorse alpersonale, attesalarecente dichiarazionediunavanzo di gestione. I dipendenti hanno già espresso il mandato per aprire lo stato di agitazione se anche questo mese si chiude senza un riscontro da parte dell’amministrazione.
S. Negri (FP CGIL), F. Mazzullo (FP CISL), M. Castellone (UILFPL)



