Mercoledì, 22 gennaio 2020 - ore 09.30

Cremona Taglio prestazioni sanitarie domiciliari. E’ una ingiustizia inaccettabile | A. Alloni

Alloni chiederà all’Assessore Regionale di intervenire sull’Asl di Cremona affinchè cambi l’ingiusta disposizione Ascolta l’intervista telefonica

| Scritto da Redazione
Cremona Taglio prestazioni sanitarie domiciliari. E’ una ingiustizia inaccettabile | A. Alloni

In questi giorni si è venuti a conoscenza che il Dott.Compagnoni, Direttore dell’ASL di Cremona, ha deciso di regolamentare l’accesso alla Assistenza Domiciliare Sanitaria introducendo criteri rigidissimi quali: invalidità totale in presenza di assegno  di accompagnamento e che il malato sia collegato a strumenti medicali. Questi tre criteri- a detta di Compagnoni- decisi per evitare abusi impediranno a moltissime persone . in gravi difficoltà, di ottenere ad esempio i prelievi a domicilio ecc. Agostino Alloni , nell’intervista telefonica, ritiene che tale decisione del Dott. Compagnoni sia una ingiustizia inaccettabile in quanto priva di alcuni diritti i malati che ne hanno bisogno. Su questa questione si è impegnato a presentare una interrogazione all’Assessore Regionale Lombardo della Sanità affinchè intervenga per far rimuovere questa rigida applicazione delle norme adottare dal Dott. Compagnoni.

Intervista Gian Carlo Storti

La dichiarazione di Agostino Alloni

PRELIEVI A DOMICILIO CANCELLATI: ALLONI (PD) REPLICA ALL’ASL “LOGICA INACCETTABILE, SE CI SONO FURBETTI È PERCHÉ NON HANNO VIGILATO”

Agostino Alloni non ci sta e respinge al mittente, il direttore generale dell’Asl di Cremona Gilberto Compagnoni, l’accusa di aver voluto strumentalizzare politicamente la cancellazione dei prelievi a domicilio per i pazienti con particolari problemi. Alla direzione dell’Asl non è piaciuta l’affermazione secondo cui si starebbero facendo risparmi sulla pelle dei più deboli, che Alloni però ribadisce. “Non ho strumentalizzato un bel nulla – attacca il consigliere regionale -, c’è una decisione che colpisce i più deboli e che chiedo di revocare. Cancellare un servizio perché pochi ne abusano risponde a una logica inaccettabile. Stiamo parlando di persone con patologie specifiche e con un codice apposito rilasciato dall’Asl su indicazione del medico curante. Se ci sono furbetti è perché l’Asl non ha fatto i dovuti controlli”. Alloni respinge al mittente anche l’affermazione secondo cui per i pazienti nulla sia cambiato. “Non è così, la platea di chi ha diritto al servizio è stata ridotta a una manciata di persone in condizioni davvero al limite, mentre per tutti gli altri le cose sono cambiate, eccome! Ho portato ad esempio un caso specifico di un anziano di quasi novant’anni che ora dovrà andare a fare i suoi prelievi quindicinali al laboratorio, ma potrei citarne altri. In alternativa ci si può affidare agli operatori privati, ovviamente a pagamento. Per una persona che ha bisogno di due o tre prelievi al mese, come sono i pazienti in terapia anticoagulante orale, la richiesta è di 15 euro ad uscita, per una spesa annua che può raggiungere i 500 euro. Ripeto, si sta risparmiando sulla pelle dei più deboli.”

 

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