Giovedì, 10 settembre 2026 - ore 14.48

Da San Daniele PO Abbiamo perso le tradizione agricole di settembre

Ho nostalgia nel ricordare quelle vecchie tradizioni agricole settembrine, dove la vita, pur vissuta in povertà, era più serena dell'attuale.

| Scritto da Redazione
Da San Daniele PO Abbiamo perso le tradizione agricole di settembre

Abbiamo perso le tradizione agricole di settembre

Egregio direttore,sono legato da un profondo affetto alle tematiche del mondo agricolo

del lontano passato.

Provo emozioni nel ricordare le tradizioni agricole settembrine del lontano 1950, che purtroppo oggi il progresso ha cancellato. Settembre era il mese dedicato al lavoro del granoturco: dopo la semina, varie zappature, la collatura, la cimatura, la sfogliatura, il raccolto, la spannocchiatura, la trebbiatura, il grano steso sulle aie per essiccare e le prime polente con la farina novella. Ricordo alcuni specifici attrezzi che si adoperavano, con le parole dialettali: ‘La mesüura, furchet, cöorda, rastèl, cavagn, pàala de fèr e da lègn, telòon, miòt, mina, sèch, cràata, cargàa, strabucàa, descartusàa, bàter, stüdìi, palàa, insacàa, spàarter, purtàa in sulèer’. Lavori che coinvolgevano tante famiglie.

Era anche il mese della vendemmia per tanti agricoltori: la pigiatura coi piedi nudi, il mosto nelle

tine a fermentare; lavori contrassegnati da una curiosissima nomenclatura di attrezzi: ‘Benàsa, benasöol, süi, süla, büti, vasèl, brènti,lüura, lurèt, luròt, cusèta, cucòon,cav abà le’.

Ho nostalgia nel ricordare quelle vecchie tradizioni agricole settembrine, dove la vita, pur vissuta in povertà, era più serena dell'attuale.

In questo presente siamo frastornati da tante promesse che professano esclusive verità; questi semplici ricordi culturali agricoli, fatti di umanità, di armonia e di amicizia del passato, sono oggi più che mai vivi, da riscoprire.

Antonio Danesi

San Daniele Po

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