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Donne a Cremona: Statistiche al Femminile 2013.

| Scritto da Redazione
Donne a Cremona: Statistiche al Femminile 2013.

PRESENTATO L'ANNUARIO STATISTICO 2013. Donne a Cremona: Statistiche al Femminile, un'analisi della presenza delle donne sul nostro territorio, nella convinzione che questi dati possano essere utili per supportare politiche pubbliche in grado di orientarsi sempre più verso il perseguimento dell'uguaglianza di genere. E' questo l'aspetto che caratterizza l'Annuario Statico 2013 della città di Cremona. La pubblicazione è stata presentata questa mattina, nella Sala Quadri di Palazzo Comunale. Dopo il saluto del sindaco Oreste Perri, è intervenuta l'assessore ai Servizi Statistici Maria Vittoria Ceraso. Hanno preso quindi la parola Enrico Fabrizi, dell’Università Cattolica di Piacenza, che ha illustrato i dati salienti dell’annuario statistico 2013, e Gigliola Reboani, giornalista de La Vita Cattolica, sulla figura di Lucia Zani (presente anch'essa all'iniziativa) sui ricordi di un’esperienza di vita al femminile a Cremona.  L’incontro si è concluso con l’inaugurazione della mostra allestita nella Sala Alabardieri di Palazzo Comunale dall’Atelier d’arte delle strutture riabilitative UOP 29 dell’Azienda Istituti Ospedalieri di Cremona che ha realizzato le immagini della copertina e dell’introduzione ai vari capitoli dell’annuario.

“L'Annuario è alla sua decima edizione ma il tempo non è passato invano perché di anno in anno il volume è cresciuto arricchendosi di informazioni, grafici e approfondimenti che lo hanno reso sempre più accessibile nella lettura e nella comprensione, diventato uno strumento di conoscenza della nostra città utile anche ai cittadini” così ha esordito l'assessore Maria Vittoria Ceraso che ha spiegato il motivo di una sezione sulle donne realizzata con il sostegno ed il contributo della collega Jane Alquati, assessore alle Pari Opportunità: “Il ruolo delle donne, come protagoniste e oggetto di molti mutamenti, è stato particolarmente rilevante in tutti i settori della vita individuale e collettiva e ha messo in luce come non sia più possibile una lettura per così dire neutra del mondo che ci circonda e come l'equità di genere è anche e soprattutto uno strumento strategico per lo sviluppo e la crescita economica dell'intera società. Proprio per questo la parità di genere è stata individuata come uno dei cinque valori fondanti dell'Unione Europea ed è sancita nel sistema degli otto obiettivi del millennio che i Paesi ONU si sono solennemente impegnati a raggiungere entro il 2015”.

 

A fronte di questo da più parti è stata pertanto avvertita l'esigenza di sviluppo e perfezionamento di buoni metodi per la misura dell'equità di genere da cui è derivato il rapido evolvere negli ultimi venti anni di un campo di studi e di rilevazioni ad hoc, denominato statistica di genere. Questo termine è quello comunemente utilizzato a livello internazionale per indicare l'attitudine della ricerca statistica nel suo complesso ad assumere il genere come variabile essenziale alla comprensione dei fenomeni sociali. Con tale espressione si indica dunque un complesso di criteri, tali da integrare la variabile del genere nelle metodologie utilizzate per la rilevazione, elaborazione e presentazione delle informazioni statistiche.

“Le statistiche di genere – ha quindi aggiunto l'assessore Ceraso - non sono solo statistiche disaggregate secondo il sesso, ma debbono rispondere ad una qualità complessiva dell'informazione statistica, basata sulla sensibilità alle questioni di genere. Ciò significa che la ricerca statistica deve tener conto delle questioni che incidono in modo differenziato sulla situazione di donne e uomini, con particolare riferimento alla divisione dei ruoli, all'accesso alle risorse materiali e culturali, all'accesso ai servizi, ai fattori di vulnerabilità sociale. Le statistiche di genere oltre a favorire la conoscenza di dati disarticolati uomo/donna necessari per impostare in modo corretto le politiche generali e di settore, secondo la metodologia che viene definita valutazione di impatto di genere, permette anche di poter effettuare una corretta valutazione dell'impatto delle normative sulle politiche di pari opportunità. Quindi le statistiche di genere come strumento per fotografare la realtà anche nella quotidianità dell'operare delle donne e in conseguenza per attivare uno spostamento di prospettiva nelle azioni politiche”.

 

“Credo che anche a livello locale la disponibilità di statistiche di genere è non solo condizione indispensabile per leggere e comprendere in modo adeguato la natura e la portata delle tendenze che cambiano la vita delle donne e di tutti i cittadini del territorio, ma è anche lo strumento di conoscenza funzionale e di supporto ai decisori e agli attori preposti allo sviluppo locale. Si parla sempre più spesso di open data. Personalmente ritengo che siano una  grande opportunità di trasparenza per la pubblica amministrazione, ma i dati aggregati senza distinzione di genere rischiano spesso di diventare inutili”, ha sottolineato quindi l'assessore Ceraso, facendo un esempio: “Sapere se il numero degli occupati a Cremona è una certa percentuale ha un senso, ma sapere quale percentuale degli occupati è donna, offre, ovviamente, ulteriori informazioni che possono essere utili per definire le politiche di riferimento. Quindi open data, sì, ma i dati devono essere raccolti e strutturati con specifici indicatori di genere che potranno essere analizzati e interpretati con un'attenzione specifica a questa dimensione. Ciò faciliterebbe la messa a punto di servizi e applicazioni rivolte in particolare alle donne”.

La disponibilità di statistiche di genere è importante perché consente, da un lato, di evidenziare disuguaglianze e, dall'altro, di rendere visibili le donne ed il loro apporto all'economia ed alla società.  “Infatti, il contenuto del capitolo Donne a Cremona: statistiche al femminile non è, ne ha la pretesa di essere un punto di arrivo; vuole essere uno strumento utile e un tentativo di sintesi ragionata, uno stimolo per gli attori preposti ad adeguare le rilevazioni, la produzione, e la diffusione delle statistiche di genere in tutti gli ambiti. Si tratta di una fotografia di un compendio delle attuali disponibilità, ma soprattutto, come dicevo, una sollecitazione a cercare di colmare le lacune informative che si sono evidenziate durante la ricerca e la raccolta dei dati”, ha inoltre rimarcato l'assessore prima di commentare i dati raccolti, elaborati e disaggregati per sesso in relazione alle tematiche maggiormente significative, esprimendo l'auspicio che questo susciti una riflessione su quanto Cremona possa guadagnare ogni volta che si dimostra capaci di includere le donne nei processi di innovazione e partecipazione urbana.

Nella popolazione del comune di Cremona le donne sono in maggioranza: 38067 (il 52.8%) contro 34070 uomini (47.8%). Ogni 1000 bambini che nascono 515 sono maschi e 485 femmine; la speranza di vita delle donne è tuttavia più elevata. Le famiglie numerose sono rare, anche all’interno di quelle di struttura “tradizionale”. Le famiglie mono-parentali sono in crescita (21.6% di quelle composte da genitori e qui riportate). Nelle famiglie mono-parentali il genitore è nella maggior parte dei casi la madre. A Cremona risiedono 10153 stranieri, 5119, il 50.4%, sono donne. Queste le comunità (femminili) più numerose: Romania, Albania, Marocco, Costa'Avorio, Cina e Serbia. Le comunità immigrati con forte prevalenza femminile: Ucraina (2.8 donne per ogni uomo), Moldova (4.6), Russia (5.6), Perù (2.1). In equilibrio le famiglie 'ricongiunte': Romania (1.1), Albania (0.9), Marocco (0.9), Costa d’Avorio (1.03), Cina (0.85). La prevalenza maschile riguarda l'Egitto (0.3 donne per ogni uomo) ed  ilSenegal (0.3).

 

Analizzando il rapporto tra donna e salute, emerge che il numero di assistite dall’ASL è in crescita per la maggior parte delle patologie, in particolare per quelle associate all’invecchiamento. In contrazione solo gli assistiti per malattie apparato digerente. Situazione analoga anche per gli uomini, ma numeri più bassi. Effetto della prevalenza femminile, specialmente nelle classi d’età più avanzate. Nelle cause di morte delle donne  fascia di età tra i 30 e i 59 anni dominano i tumori, seguiti a grande distanza da malattie cardio-vascolari ed eventi traumatici. Tra gli uomini i tumori sono sempre la causa più frequente, ma le malattie cardiovascolari sono molto più frequenti e così le morte legate ad eventi traumatici. Dai 60 anni in poi le malattie cardiovascolari tendono ad essere la causa di morte dominante, specialmente per le più anziane. Situazione simile ma non uguale per gli uomini, in cui il peso delle morti legate a particolari forme di tumore rimane ancora elevato.

 

Per quanto riguarda il lavoro e l'impresa, la partecipazione al mercato del lavoro delle Cremonesi (provincia) è più elevata della media nazionale e in media con la regione, ma al di sotto dell’obiettivo fissato dall'Unione Europea. Il trend crescente è stato interrotto dalla crisi. Esiste ancora un differenziale di genere nei tassi di disoccupazione (dati provinciali)

Ma la crisi ha fatto crescere la disoccupazione anche per gli uomini. A fine 2012, nel Comune di Cremona erano attive 1253 imprese femminili, il 21.9% del totale. Si concentrano soprattutto nel settore dei Servizi e in particolare nel commercio. Le donne rappresentano il 43% dei lavoratori dipendenti, ma solo il 25% dei quadri e il 12% dei dirigenti.

Vengono considerati i dipendenti comunali con “carichi di cura”: ossia coloro che vivono in famiglia con figli minori di 16 anni e/o di altri familiari bisognosi di assistenza. La flessibilità è gradita da tutti; ma il ricorso a tempo parziale e ai concedi parentali è molto più frequente tra le donne.

Parlando delle nostre città si parla sempre più spesso di smart city.  La domanda è: esiste la smart city in ottica di genere? Una smart city inclusiva? Il concetto di smart city è strettamente legato al concetto di cittadinanza digitale: ma l'aspetto tecnologico deve coniugarsi con l'aspetto umano. Partendo da questo, l'assessore Ceraso ha sostenuto che “le città del futuro vanno ripensate con un focus sulla persona, nella sua unicità: fondamentale considerare le tematiche di genere, per affermare un modello in cui lo sviluppo sostenibile sia alla portata di tutti e ciascuno possa offrire il suo contributo. Il punto di partenza è che la realizzazione di città più intelligenti, ridisegnate sotto l'impulso delle tecnologie, non può prescindere dalla considerazione dei bisogni delle donne.  La lente di genere deve essere assunta per affrontare le trasformazioni smart dei contesti urbani. Basti pensare ai modelli di mobilità, all'uso dei trasporti, alla sicurezza urbana, e all'approccio verso il risparmio energetico e le tematiche ambientali: sono tutti ambiti nei quali molte ricerche hanno dimostrato che esistono importanti differenze di genere nei comportamenti e nei bisogni”.

“Le donne vogliono esserci da protagoniste in una partita decisiva per le politiche sull'innovazione come quella per le Smart City. La dimensione inclusiva e di genere di questi processi non può essere tralasciata, altrimenti l'innovazione tecnologica rischierà di essere lontana dai bisogni e dalla realtà e dunque fallimentare. Le statistiche di genere possono essere la base per un nuovo approccio alla progettazione delle città del futuro, così da rimettere al centro degli ecosistemi urbani la complessa rete e le dinamiche delle relazioni umane, facendo ritrovare al ruolo femminile il suo posto”, ha concluso il suo intervento l'assessore.

E dopo le statistiche, i grafici ed i numeri per la presentazione dell'Annuario 2013 si è ritenuto  interessante portare anche la storia di una donna protagonista nel nostro territorio, che ha saputo dare un contributo al femminile in tanti ambiti della vita della nostra città, dalla scuola, al sociale , alla politica: Lucia Zani. Per  raccontare,  attraverso chi l'ha conosciuta leggendo i suoi libri, la sua esperienza di donna a Cremona, è intervenuta la  giornalista de La Vita Cattolica Gigliola Reboani: “Lucia Zani è una donna dalle tante primavere, che non si maschera dietro il vezzo di non palesare la sua età. Lo scrive ben chiaro nel suo primo libro Passato remoto... ma non troppo: «... io nacqui in via Castello l’8 marzo 1928, nella casa contrassegnata dal numero 10», oggi il civico 8 di via Garibotti. ... 8 marzo: la Festa della Donna. Una data di nascita che suona profetica, visto che siamo qui a parlare di Lei, proprio perché donna rappresentativa di una città, Cremona, per cui si è spesa, dapprima in silenzio, con discrezione e spirito di servizio, per tanti anni: come insegnante, che ha formato e forgiato generazioni di studenti, meglio di studentesse, che l’hanno stimata e amata (ricordiamo, però, anche che Lucia è autrice del testo “La scienza dell’educazione - Storia della Pedagogia per le scuole magistrali e gli istituti tecnici femminili” edito da Fabbri Editori); poi come cattolica volontaria in “Mani Tese”, associazione di volontariato cui diede il suo fattivo contributo con grande impegno per alcuni lustri”. Quindi, Lucia Zani si è svelata agli occhi di tanti: è stata una donna prestata alla politica, un ruolo che l’ha vista attiva, negli anni successivi all’insegnamento, con coraggio e determinazione, nelle fila della Democrazia Cristiana, prima nel consiglio del suo quartiere, poi in Consiglio comunale, prima Giunta Bodini, adempiendo ai suoi doveri morali e sociali con coscienzioso senso di responsabilità”.

Lucia Zani, come ha spiegato Gigliora Reboani, ha un altro grande merito: quello di aver raccolto i suoi ricordi e di aver raccontato la sua vita per non disperderne la traccia, condividendo il suo passato – ricco di episodi, visi, aneddoti, fatti domestici e momenti storici vissuti in prima persona con i lettori, prima del settimanale La Vita Cattolica (con cui collabora da anni), poi con quelli dei suoi due volumi: Passato remoto... ma non troppo, che racconta dalla sua nascita fino alla maturità classica, e Per non dimenticare, in cui narra di sé stessa e delle persone con cui ha condiviso parte del suo cammino umano, professionale, solidale, politico, dagli anni dell’Università Cattolica a Milano in avanti.

Infine, Lucia Zani, rispondendo alle domande della giornalista, ha citato alcuni dei suoi “ricordi” con grande lucità e sobrietà:   l’epoca in cui il grembiule a scuola era d’obbligo, un modo però per evitare che in qualche modo si vedessero le differenze sociali dall'abbigliamento; di quando si cucinavano in casa le frittelle e le lattughe a Carnevale, delle tate di una volta, così diverse dalla baby sitter di oggi, della bertolina – ossia della sbrisolona – che si mangiava a metà Quaresima... Dei corsi e ricorsi storici che interessano

ogni aspetto della vita – sociale, culturale, politica – di una piccola città come la nostra. Lucia Zani ha concluso dicendo di avere qualche rimpianto, ma uno soprattutto: che la città abbia perso,  negli ultimi 60 anni, quelle caratteristiche architettoniche che un tempo la rendevano più attraente.

“Sia nella versione cartacea che in quella che sarà disponibile sul sito web del Comune – ha detto infine il sindaco Oreste Perri salutando tutti i presenti -  questa pubblicazione rappresenta un viaggio in cifre per scoprire la città e raccoglie, in maniera ragionata e completa, una nutrita serie di dati particolareggiati sul territorio comunale: demografia, sanità, istruzione, ambiente, economia, sicurezza e pubblica amministrazione. In una società in continua e rapida trasformazione, poter disporre di dati aggiornati e capaci di spaziare sull'insieme dei fenomeni sociali e territoriali, rappresenta una necessità fondamentale sia per lo sviluppo delle politiche locali, che per le scelte delle politiche di concertazione tra istituzioni e forze economiche sociali. Da qui l’utilità di uno strumento come l’Annuario Statistico che, in sostanza, traccia un ritratto a tutto tondo della nostra città e della sua evoluzione sociale ed economica più recente”.

“L'Annuario – ha aggiunto il sindaco - è stato realizzato con scrupolo e cura dall'Ufficio Statistica del Comune in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e con il supporto dell'Ufficio Pari Opportunità del Comune di Cremona per il capitolo delle statistiche al femminile. A loro porgo un sentito ringraziamento per il lavoro svolto, ringraziamento che estendo a tutti gli enti, le associazioni, gli organi dello Stato, le Forze dell’Ordine e gli uffici comunali, che hanno fornito i dati necessari per realizzare questa pubblicazione. Un plauso sincero va all'Atelier d’arte delle strutture riabilitative UOP 29 dell’Azienda Istituti Ospitalieri di Cremona, che ha realizzato le belle immagini della copertina e dell'introduzione ai vari capitoli”.

Ufficio Stampa Comune di Cremona

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tel. 0372 407019 - fax 0372 407039

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Comunicato stampa del 30 novembre 2013

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