Lunedì, 24 giugno 2019 - ore 15.15

Dopo i fatti di Parigi Ogni giorno c’è bisogno di pace, a Parigi come in Siria

Noi preferiamo le domande alle risposte, le orecchie attente alle bocche spalancate, le mani tese alle dita puntate, le porte aperte alle frontiere chiuse.

| Scritto da Redazione
Dopo i fatti di Parigi Ogni giorno c’è bisogno di pace, a Parigi come in Siria

Signor direttore, avanti. Si va avanti in ciò che si crede per ciò che si è. E noi al Circolo Arcipelago andiamo avanti. Anche quando è difficile, come in questi giorni. Per dimostrare che la strategia del terrore e dell’odio non può fermare le dinamiche quotidiane di chi ha come obiettivo la felicità. Nel nostro piccolo, senza urlare né sentenziare. Con i nostri corsi, i nostri concerti, le nostre feste, i nostri eventi. Parliamo di pace e diritti credendo sia l’unico punto di partenza per costruire un mondo migliore. Ogni giorno c’è bisogno di pace, a Parigi come in Siria, ieri come domani. La si costruisce in ogni gesto, insieme. Perché la pace ci riguarda tutti. Sempre. Ovunque. Senza tregua. Parlare di pace significa condannare tutte le ingiustizie sociali, anche quelle meno note, e desiderare il rispetto dei diritti di tutti, anche di chi non riusciamo a sentire. Il populismo, il ‘benaltrismo’, l’istigazione all’odio non ci appartengono e non ci interessano. Noi preferiamo le domande alle risposte, le orecchie attente alle bocche spalancate, le mani tese alle dita puntate, le porte aperte alle frontiere chiuse.

Circolo Arcipelago (Cremona)

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