Domenica, 23 gennaio 2022 - ore 16.40

Eccesso di debito, crescono del 64% in Lombardia le richieste d’aiuto di imprese

I dati della Camera Arbitrale di Milano

| Scritto da Redazione
Eccesso di debito, crescono del 64% in  Lombardia le richieste d’aiuto di imprese

Eccesso di debito, crescono del 64% in  Lombardia le richieste d’aiuto di imprese

I dati della Camera Arbitrale di Milano

 Nel 2021 sono aumentate del 64%, rispetto ai dati dell’anno precedente, le domande depositate in Camera Arbitrale di Milano da parte di imprese, ex imprenditori e cittadini che hanno avviato la procedura di gestione della crisi perché eccessivamente indebitati. Erano 123 le istanze depositate nel 2020; 192 è il numero di quelle depositate nel 2021.

 Milano (19% del totale delle istanze), Monza (16%), Pavia (13%), Busto Arsizio (13%) e Como (12%) sono le province maggiormente interessate dal fenomeno delle crisi da sovraindebitamento. L’intera analisi riguarda tutte le province lombarde tranne Bergamo, Brescia e Mantova.

 Debitori totalmente incapienti. Su 192 domande, 21 sono le richieste di esdebitazione del debitore totalmente incapiente, ovvero colui che non ha nulla da offrire. Le istanze del debitore incapiente rappresentano l’11% del totale (n.b. non è possibile fare un confronto con i dati dell’anno precedente perché la legge sull’esdebitazione del debitore incapiente è entrata in vigore a fine 2020).

 I soggetti delle procedure: su 192 domande depositate nel 2021, il 65% di chi presenta la domanda è un consumatore (in totale n.125) e nel 35% dei casi si tratta di imprese, ex imprenditori e ditte individuali (in totale 67 attività imprenditoriali).

 Fonte: dati del Servizio OCC (l’Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione del patrimonio) della Camera Arbitrale di Milano, che gestisce le istanze per conto delle Camere di commercio di Como-Lecco, Cremona, Milano Monza Brianza Lodi, Pavia, Sondrio, Varese. L’OCC della Camera Arbitrale di Milano si occupa dal 2016 delle crisi da eccesso di debito del consumatore, della impresa minore (sotto soglia fallimentare) e di realtà specifiche come l’impresa agricola, la start up o le associazioni professionali. L’OCC, ente terzo, imparziale, indipendente, è iscritto al n. 80 del Registro degli Organismi tenuto dal Ministero della Giustizia.

 “I dati delle istanze di chi si rivolge alla Camera Arbitrale di Milano per chiedere un aiuto nella gestione delle crisi da eccesso di debito – ha dichiarato Rinaldo Sali, Vicedirettore della Camera Arbitrale di Milano e Responsabile del Servizio OCC della Camera Arbitrale di Milano- evidenziano una condizione di perdurante difficoltà economica di famiglie e imprese di diverse province lombarde. Iniziata già prima del Covid, la situazione di difficoltà persiste. Aumentano i casi di difficoltà evidente e di totale incapienza, ossia i casi di chi non ha alcuna utilità da offrire ai creditori. Il servizio dell’OCC, Organismo di gestione delle crisi da sovraindebitamento svolge una funzione economica e sociale: può, ad esempio, aiutare il piccolo imprenditore (non fallibile) a risollevarsi e a tracciare insieme al gestore una possibile via d’uscita per far ripartire la propria attività”.

 Totale istanze divise per procedure in numeri assoluti e in percentuale

 (Fonte: Camera Arbitrale di Milano, 29 dicembre 2021. Legenda: ARD = Accordo di ristrutturazione; PC = piano del consumatore; LP= Liquidazione del patrimonio; EDI = Esdebitazione del debitore incapiente)

 Le procedure più utilizzate. Su 192 istanze la procedura maggiormente utilizzata è quella della Liquidazione del patrimonio utilizzata nel 51,5% dei casi, segue il Piano del consumatore con il 23% dei casi, l’Accordo di ristrutturazione scelto nel 14,6% dei casi e l’Esdebitazione del debitore totalmente incapiente procedura utilizzata nell’11% dei casi.

 Tendenza: domande del debitore totalmente incapiente presentate mese per mese

 NB: non deve trarre in inganno il fatto che non siano state presentate istanze da esdebitazione dell’incapiente da ottobre 2021 ad oggi, in quanto prima di indirizzare l’istanza alla procedura dell’esdebitazione c’è una fase istruttoria in cui il Gestore decide quale procedura intraprendere per una specifica istanza.

 Profilo del debitore incapiente: dei 21 debitori totalmente incapienti, la maggior parte, il 62%, è composta da consumatori (13 persone in totale) e per il restante 38% si tratta di ex imprenditori (8 in numeri assoluti).

 Area geografica: ripartizione delle domande in Lombardia suddivise per il criterio del Tribunale di competenza

 Milano (19%), Monza (16%), Pavia (13%), Busto Arsizio (13%) e Como (12%) sono le province maggiormente interessate dal fenomeno delle crisi da sovraindebitamento, secondo la ripartizione delle istanze suddivise per il criterio della competenza del Tribunale chiamato all’omologa della pratica.

 Area geografica con focus debitore incapiente: Milano, Monza e Busto Arsizio sono le province maggiormente interessate dal fenomeno del debitore totalmente incapiente, secondo il criterio della competenza del Tribunale chiamato all’omologa della pratica.

 Approfondimento

 Chi può accedere per legge al sovraindebitamento: il consumatore; l’imprenditore agricolo; la cd. start up innovativa; l’ex imprenditore; lo studio professionale; tutte le altre (piccole) imprese non fallibili (che, cioè, stanno sotto la cd. “soglia fallimentare”). Per la maggior parte le domande provengono da debitori civili (consumatori indebitati), piccoli imprenditori o ex imprenditori insolventi.

 Tempi medi. 300 giorni in media dalla domanda di gestione fino alla conclusione della pratica (cioè al deposito del piano o dell’accordo in Tribunale perché sia omologato dal giudice).

 Come funziona. Il debitore presenta una proposta per il rientro del debito o per la liquidazione del patrimonio. Il gestore della crisi (l’esperto) nominato dall’OCC analizza la situazione debitoria e la attesta in una relazione. Il Tribunale, su istanza del debitore, può omologare la proposta oppure rigettare l’istanza.

 Quattro tipi di procedura. L’Accordo di ristrutturazione, riguarda il piccolo imprenditore o l’ex imprenditore e la proposta di accordo deve essere accettata dalla maggioranza dei creditori; il Piano del consumatore: è la proposta del debitore-consumatore (dunque non professionista) e non ha bisogno dell’assenso dei creditori per essere omologata dal giudice; la Liquidazione del patrimonio, quando il giudice nomina un liquidatore per destinare ai creditori le disponibilità e i beni del debitore, al netto di quelli essenziali per vivere. Si assiste, negli anni, a un incremento di questo tipo di procedura; l’Esdebitazione del debitore totalmente incapiente: è riservata alle persone che al momento attuale non hanno a disposizione nulla da offrire ai creditori, la procedura resta aperta per 4 anni durante i quali la sfera economica del soggetto liberato dai debiti viene mon

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