Crescere, si sa, porta con sé oneri e onori. Porta responsabilità, autonomia, necessità di decisione. Lo sanno bene i ragazzi e le ragazze della Gen Z, quella di coloro che sono nati tra il 1997 e il 2012. Una generazione che adesso si affaccia al mondo del lavoro e soprattutto al mondo dell’economia e degli investimenti.
Secondo i dati della ricerca condotta da Nomisma e promossa da Esdebitami, dal titolo “Gen Z e consapevolezza finanziaria tra digitale, tecnologia e new economy”, il 17% dei giovani tra i 18 e i 25 anni fa investimenti 4 o 5 volte all’anno mentre il 10% investe con cadenza mensile. Numeri interessanti, che si uniscono però a questo dato: 1 persona su 4 ritiene di non saper valutare in modo corretto i rischi. Voglia di investire, ma poca capacità di orientarsi nel grande universo della finanza.
Ecco allora che può essere interessante capire come investire piccole somme in giovane età, guardando ai trend di mercato ma anche agli strumenti messi a disposizione degli investitori. Innanzitutto, come si legge su Moneyfarm, si deve partire da una costatazione: oggi è molto più facile investire rispetto al passato. Fino a qualche anno fa, infatti, l'industria finanziaria non offriva molte opzioni per chi voleva investire piccole cifre, dal momento che gli investimenti erano considerati servizi complessi e poco redditizi per gli intermediari. Eppure, negli ultimi anni la situazione è cambiata, anche grazie alla rivoluzione tecnologica che ha investito il settore finanziario, che ha permesso di ridurre in maniera significativa i costi e di semplificare l'operatività, permettendo anche a chi ha piccole somme di accedere facilmente ai mercati. Uno dei modi più interessanti di iniziare a investire è quello di guardare ai fondi di investimento passivi, o ETF, che permettono di ottenere un’ampia diversificazione, a costi molto bassi e con ottimi rendimenti.
Il primo passo per investire, però, è ovviamente risparmiare. Per iniziare infatti bastano piccole cifre, a partire da 1.000 o 5.000 euro, che possono diventare nel tempo la prima pietra di un progetto più ampio (l’acquisto di una casa, la creazione di un’attività, l’apertura di un fondo pensione o il riscatto della laurea). Risparmiare, infatti, è sempre più diffuso anche tra i giovani: l’87% dei ragazzi della Gen Z dichiara di mettere in atto azioni per risparmiare. Solo pochi, però, fanno fruttare quel risparmio. Chi ci riesce guarda soprattutto ai buoni postali con libretti e conti deposito oppure azioni e fondi comuni.
Un timido movimento, insomma, che può essere il primo segno di una nuova rivoluzione.



