Un nuovo accordo per lo Stato e per le Regioni, con un testo che supera i precedenti del 2011, del 2012 e del 2016. La Conferenza Stato Regioni ha elaborato un quadro unitario e aggiornato per quanto riguarda sicurezza e formazione in tanti settori, come ad esempio il gambling.
Si discute, in particolare, dell’abolizione del fondo specificamente dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico e dell’Osservatorio nazionale istituito negli anni scorsi, una decisione che rappresenta una svolta significativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2025. Al loro posto è stato creato un unico fondo per tutte le forme di dipendenza, accompagnato da un osservatorio unitario. Una scelta, questa, che seppur motivata dall’intento di semplificare e rendere più efficiente la gestione delle risorse ha sollevato numerose critiche.
C’è il timore, secondo molti esperti, che senza una struttura dedicata al solo Gioco d’Azzardo Patologico si possa ridurre l’efficacia degli interventi e quindi generare un coordinamento inefficace e depotenziato tra istituzioni, operatori sanitari e realtà territoriali che da anni lavorano su questo fronte. L’idea di un fondo ad hoc per il GAP era infatti necessaria per rispondere alla specificità di questo disturbo, che presenta peculiarità cliniche e sociali.
Come si legge su Giochidislots, “da quest’anno le regioni italiane avranno a disposizione 94 milioni di euro l’anno, ripartiti attraverso un nuovo meccanismo: l’80% delle risorse sarà attribuito in base al numero di utenti trattati dai servizi pubblici per le dipendenze, come certificato dal Sistema informativo nazionale sulle dipendenze, mentre il restante 20% verrà distribuito in proporzione alle quote storiche ricevute nel 2024, seguendo una logica simile a quella del Fondo sanitario nazionale”. In questa maniera, sostengono fonti del Governo, ci sarà una maggiore aderenza ai bisogni reali dei territori e si andrà a premiare quelle regioni che hanno dimostrato maggiore capacità organizzativa e assistenziale. Anche qui, però, non mancano le perplessità: premiare le regioni più attrezzate e penalizzare quelle più fragili andrà a colpire inevitabilmente quei territori e quelle aree dove la domanda di servizi è più alta ma le strutture sono carenti.
Nonostante tutto, però, il testo di legge è andato avanti e ha ricevuto anche il parere positivo della Conferenza Stato-Regioni sia sul decreto riguardante i criteri di riparto del Fondo per il GAP relativo al 2024, sia su quello che definisce le modalità di distribuzione del nuovo Fondo per le dipendenze patologiche. Un parere che, sebbene non vincolante, rappresenta un segnale di collaborazione istituzionale. Ora la sfida è quella della fase operativa, in particolare della ripartizione dei fondi e dell’attuazione dei piani regionali. La sfida sarà quella dei territori, chiamati a elaborare strategie adeguate che sappiano guardare alla prevenzione e anche alla cura. Rientrano in questo campo le campagne di informazione degli utenti, di formazione per operatori sanitari e addetti ai lavori, potenziamento dei servizi pubblici e delle strutture convenzionate.
La sfida sarà quella delle Regioni, chiamate a non lasciare indietro nessuno.



