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Elezioni, Mirabelli (PD): con le europee si gioca la possibilità per l'Europa di esistere

Sulle amministrative dovremo misurare il Centrosinistra

| Scritto da Redazione
Elezioni, Mirabelli (PD): con le europee si gioca la possibilità per l'Europa di esistere

Milano, 23 marzo 2019 – “Abbiamo di fronte due appuntamenti fondamentali che sono le elezioni europee e le elezioni amministrative. Con le elezioni europee si gioca la possibilità per l’Europa di esistere. Si gioca la possibilità che, in questo Continente, ci siano le condizioni per non diventare una colonia delle grandi superpotenze mondiali, perché solo un’Europa unita può reggere il confronto con la Russia, con la Cina o con gli Stati Uniti. Non è un caso se Russia e Stati Uniti vedono un punto di riferimento essenziale in M5S, nella Lega e nelle forze che vogliono indebolire l’Unione Europea.

La partita si gioca tra chi vuole un’Europa più forte – che però deve cambiare, deve diventare l’Europa dei cittadini - e chi invece vuole distruggere l’Europa, pensando che ogni piccola nazione dentro al mondo globalizzato, di fronte ai colossi mondiali possa reggere e si possa andare avanti ogni Stato per sé. Per quanto riguarda le elezioni amministrative, il ragionamento sulle alleanze larghe è indispensabile, lo chiedono i nostri candidati sindaci per mettersi nelle condizioni per poter vincere e proprio sulle amministrative dovremo misurare il centrosinistra”. Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD, intervenendo all’incontro “La nuova rotta del PD” nel quartiere di Niguarda a Milano.

“Oggi - ha spiegato Mirabelli - siamo di fronte ad un nuovo bipolarismo, in cui noi siamo una parte e dobbiamo essere il punto di riferimento di questa parte. Questo nuovo bipolarismo si gioca su alcune questioni, la prima della quali è quella democratica. Lega e M5S hanno un’idea della democrazia per cui vengono svuotate tutte le istituzioni di garanzia, in cui il Parlamento viene presentato come un inutile orpello ai cittadini e in cui tutto si esaurisce nel rapporto diretto tra leader e popolo e tutto ciò che c’è in mezzo è un danno e va o non fatto lavorare o denigrato, che sia il Presidente della Repubblica, la magistratura, il Parlamento, i giornalisti. Tutto ciò che mette in discussione il rapporto diretto tra il leader e il popolo dà fastidio e va scardinato.

Questo è un elemento fondamentale per la democrazia. Questo è un modello che oggi troviamo già in Europa: Ungheria, Polonia, Russia, con cui dialoga Salvini, praticano questa idea. C’è poi il tema di rilanciare una battaglia di valori su temi e diritti che consideravamo acquisiti e che, in pochissimo tempo, Lega e M5S sono riusciti a mettere in discussione. Pensiamo al convegno di Verona sulla famiglia tutto giocato sul ritornare indietro, sul rimettere in discussione le conquiste delle donne, del diritto di famiglia. Oppure pensiamo al modo in cui stiamo trattando gli immigrati o a come il Governo sta trattando il tema delle Unioni Civili e dei diritti degli omosessuali. Questo, quindi, diventa un altro campo in cui segnare l’alternativa. Inoltre, ci dobbiamo distinguere da Lega e M5S anche quando facciamo opposizione: loro usano i problemi mentre noi dobbiamo essere quelli che raccontano come bisogna risolverli. M5S e Lega hanno costruito tutto sulla percezione dei problemi e non sulla realtà e penso che su questo dobbiamo qualificarci, segnare una differenza e costruire l’alternativa alle forze di Governo, che sono assolutamente dannose per il Paese”.

Rispetto alla discussione interna al PD e alla possibile nuova linea politica, Mirabelli ha chiarito: “Non penso che si possa dire che oggi la società italiana abbia percepito le Primarie e l’esito che ne è scaturito come un tornare al passato. Le Primarie dicono che c’è una forte domanda di partecipazione - che si era già manifestata in molte mobilitazioni di questi mesi - contro il Governo giallo-verde e per difendere valori e diritti che vengono messi in discussione da Lega e M5S. La novità è che le Primarie, con quel milione e mezzo di persone che sono andate a votare, indicano che quella partecipazione ha trovato un punto di riferimento nel PD e questa per noi deve essere una grande responsabilità a concentrarci su come possiamo rappresentare questa domanda, come la valorizziamo e su come costruiamo l’alternativa a Lega e M5S. Inoltre, mi pare che sia evidente che sia stato percepito che non vogliamo fare da soli ma vogliamo costruire un campo largo, inclusivo, cercando di riunire tutte le forze che oggi possono essere soggetti di un’alternativa.

Con le Primarie, con la discussione che abbiamo fatto, siamo riusciti a ribaltare una percezione che c’era di noi e ora stiamo riuscendo a presentare un Partito Democratico che mette al centro le persone con i loro problemi e la loro vita quotidiana. Non penso che il PD abbia governato male negli anni scorsi, non dobbiamo abiurare niente e non è neanche vero che non ci siamo occupati della vita delle persone ma la percezione che c’è stata di noi non è stata questa. La percezione che c’è stata di noi era che la vita delle persone venisse dopo altre compatibilità economiche. Oggi, finalmente, stiamo ribaltando questa percezione e siamo in una fase in cui possiamo guardare il bicchiere mezzo pieno”.

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