Enrico Fogliazza: il Comune di Cremona dedica una via al Partigiano Kiro
Virgilio: «Adesso tocca a noi trasmetterne la storia»
Cremona, 19 ottobre 2026 - Cremona ha una nuova via intitolata al partigiano Enrico Kiro Fogliazza. Questa mattina si è tenuta la cerimonia solenne a ridosso del parcheggio multipiano di via Dante, vicino alla stazione ferroviaria, dove è stato svelato il nuovo cartello stradale con la dicitura “via Enrico Fogliazza - Partigiano “Kiro” (1920 - 2013)”. La decisione è seguita al voto in Commissione Toponomastica dove la proposta era stata approvata a maggioranza il 16 ottobre 2025. La Giunta Comunale ha approvato l’intitolazione al fine di mantenere vivo il ricordo di una persona che si è distinta per il suo importante valore storico durante la Resistenza.
Erano presenti alla cerimonia il Sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, l’Assessore alla Cultura, Rodolfo Bona, il Presidente di ANPI Provincia di Cremona, Gian Carlo Corada, l’ex senatore Piergiorgio Bergonzi, la coordinatrice del Progetto Memoria, Ilde Bottoli, le autorità civili e militari e le figlie di Enrico Fogliazza, Rosalba e Ornella.
«Oggi Cremona dedica una strada a Enrico Fogliazza. Ricordiamo Kiro per quello che è stato: partigiano, comunista, sindacalista, rappresentante delle istituzioni. La sua storia appartiene al contributo che culture politiche diverse diedero alla Liberazione e alla nascita della Repubblica. L’antifascismo è il fondamento di quella conquista - dichiara il Sindaco Andrea Virgilio -. È attraverso quelle scelte che abbiamo ottenuto la possibilità di partecipare, di dissentire, di confrontarci liberamente. Anche la libertà di pensarla diversamente ha una storia, ed è nostro compito conoscerla e difenderla. Kiro ha dedicato tanto tempo a raccontare questa storia, soprattutto ai giovani. Parlava dei compagni, della paura, del pane condiviso, di chi non era tornato. C’è qualcosa di significativo in questo bisogno di raccontare. Dopo la dittatura e la guerra, tante persone avevano finalmente ripreso la parola. Sui treni, nelle piazze, nei luoghi di lavoro volevano condividere quello che avevano vissuto. Anche così un Paese ritrovava la libertà: ascoltando le vite dei suoi cittadini, riconoscendo che ciascuna meritava attenzione. Nella voce di Kiro quelle persone continuavano a esserci. Adesso tocca a noi trasmetterne la storia. Da oggi il suo nome entrerà nei percorsi quotidiani della città. Qualcuno, passando, chiederà chi fosse. Dovremo saper rispondere: raccontare da dove veniva, che cosa scelse, per chi si impegnò. Questa strada porta il nome di un uomo che ha dedicato la propria vita alla libertà e alla dignità degli altri. Per questo oggi Cremona gli dice grazie. E assume l’impegno di far conoscere la sua storia a chi verrà dopo di noi».
Enrico Kiro Fogliazza è nato a Castelleone il 22 marzo 1920, è stato parlamentare e presidente dell'ANPI provinciale di Cremona. Militante comunista dal 1941, prese parte alla Guerra di liberazione nelle file della Resistenza. Subito dopo l'8 settembre salì in montagna e, con un centinaio di giovani cremonesi, combatté in Valle di Susa come commissario politico della 17esima Brigata Garibaldi. Dopo la Liberazione fu, dal 1945 al 1947, segretario dell'ANPI di Cremona e poi, nella seconda e nella terza Legislatura (1953-1963), fu eletto deputato.
«La dedica di una via cittadina a Enrico "Kiro" Fogliazza a tredici anni dalla sua scomparsa assume un significato particolare perché in questo difficile passaggio storico ricorda ai cremonesi i valori in cui credeva e che hanno guidato la sua esistenza e il suo impegno: libertà, pace, giustizia sociale e concezione della politica come servizio a favore dei più deboli e degli oppressi - dichiara l’Assessore alla Cultura Rodolfo Bona -. Questi valori sono maturati negli anni in cui è stato protagonista della Resistenza come Comandante della 17ª Brigata Garibaldi “Felice Cima” operativa in Val di Susa – con il nome di battaglia “Kiro” e si sono consolidati nella sua successiva attività pubblica quando, nei secondi anni Quaranta ha guidato le lotte bracciantili nelle campagne cremonesi. Segretario provinciale della Confederterra CGIL, è stato poi eletto deputato al Parlamento italiano per il PCI dal 1953 al 1963, distinguendosi con numerosi interventi e progetti di legge, fra i quali la legge Zanibelli-Fogliazza del 1960 per la costruzione e l'assegnazione di abitazioni adeguate, igieniche e moderne ai braccianti, salariati e contadini, superando le precarie condizioni abitative dell'epoca nelle campagne. Figura centrale dell’antifascismo cremonese è stato segretario dell'ANPI di Cremona dal 1945 al 1947 e, più recentemente, presidente provinciale di questa associazione fino al 2011. Le sue origini contadine gli hanno fatto amare la sua terra anche attraverso l’impegno politico e ci hanno insegnato ad amarla e a coltivarne la memoria».
Nel corso della cerimonia è stato consegnato ad ANPI provinciale da Piergiorgio Bergonzi il ritratto di Amedeo Tonani, realizzato alcuni anni fa da uno studente del liceo Ghisleri come parte di un progetto attraverso cui le scuole hanno effettuato ricerche sui luoghi dei caduti cremonesi durante la Resistenza. Ilde Bottoli ha poi letto un messaggio della rappresentanza del Colle del Lys e, dopo lo svelamento del nuovo cartello stradale intitolato a Fogliazza, la cerimonia si è chiusa con i Canti de "I giorni cantati" guidati da Enrico Tavoni.
Gian Carlo Corada, presidente dell’ANPI Provinciale, ha ricordato così la figura di Fogliazza: «Nel dopoguerra è stato dirigente del Partito Comunista, parlamentare, assessore provinciale, presidente della CIA, esperto di agricoltura, Presidente provinciale dell’Anpi. Un'attività svolta per più di cinquant’anni con coerenza, rigore e sempre con una forte carica umana prima ancora che politica. È indubbio tuttavia che, per quanto importante sia stata l'attività svolta dal 1945 in poi, il centro della sua vita sia stato, come per tanti della sua generazione, il periodo che va dal giugno del 1944 alla Liberazione. Il periodo in cui è stato partigiano, anzi comandante partigiano. Nel momento in cui Cremona dedica una via al più rappresentativo dei suoi partigiani io mando un pensiero commosso ad uno dei miei migliori amici e collaboratori, suo figlio Deo, chiamato così proprio in onore di un partigiano caduto proprio al Col del Lys, mancato da alcuni anni ormai. Un caro saluto ai parenti di Kiro ed un invito, se posso, ai Cremonesi di non dimenticare mai il nostro passato, le sofferenze e l'impegno, il coraggio e la coerenza di persone come Enrico Fogliazza».
Dopo l’armistizio, avvenuto l’8 settembre 1943, molti soldati e giovani fecero la scelta di entrare nelle formazioni partigiane. Per Enrico fu una scelta difficile: lasciò, infatti, la moglie e la figlia Rosalba di venti mesi, cuore e famiglia, e scelse l’idea che presto si fece ideale. Si recò alla stazione e prese il treno per le valli piemontesi. Con lui c’erano altri ragazzi cremonesi che avevano fatto la medesima scelta ognuno all’insaputa degli altri. Subito vennero i disagi dovuti alla mancanza di adeguato abbigliamento, di un materasso o di un posto caldo in cui dormire. Il cibo era scarsissimo. Due settimane più tardi, i rastrellamenti operati da tedeschi e fascisti fecero 26 vittime tra i partigiani, alcuni dei quali torturati e poi massacrati. Una trentina i cremonesi che in seguito si fermarono a combattere; alcuni si ritirarono dalla lotta ed altri ancora andarono altrove.
L’idea per il mantenimento dei “ribelli” venne proprio a Kiro, che aveva rinunciato anche al proprio nome e cognome per non mettere nei guai la famiglia. Sequestrare capi di bestiame alla mandria del re a Venaria Reale, passarli ai contadini in cambio dei bovini meno floridi. Riso e grano vennero requisiti al Consorzio Agrario di Vercelli. Con quanto sopra si nutrirono i combattenti alla macchia e numerose famiglie sprovviste, spesso, del necessario. La popolazione, ben presto, divenne amica dei partigiani. Con una brillante operazione militare di accerchiamento vennero recuperate molte armi efficienti presso la fabbrica di aerei di corso Francia a Collegno. Al Colle del Lys, nel luglio del 1944, morirono 26 partigiani tra cui cinque cremonesi: Scala, Faleschini, Conca, Boccalini e Zaniboni. Il 23 marzo del 1945 morirono in combattimento, a Prà du Col, in Favella Val Susa, Deo Tonani, comandante cremonese della 17^ Brigata Garibaldi “Felice Cima”. Kiro Fogliazza è diventato uno dei simboli della Resistenza cremonese e piemontese. Di famiglia contadina, fu sindacalista e deputato al Parlamento dove fece 40 interventi e presentò 97 progetti di legge.





