Giovedì, 04 giugno 2026 - ore 18.14

FALLIMENTO SO.G.I.S. DI SOSPIRO, PILONI (PD): ORA MASSIMO IMPEGNO PER LAVORATORI E TERRITORIO.

MA APRIRE RIFLESSIONE SU ACQUISIZIONI FONDI STRANIERI NOSTRE AZIENDE

| Scritto da Redazione
FALLIMENTO SO.G.I.S. DI SOSPIRO, PILONI (PD): ORA MASSIMO IMPEGNO PER LAVORATORI E TERRITORIO.

FALLIMENTO SO.G.I.S. DI SOSPIRO, PILONI (PD): “ORA MASSIMO IMPEGNO PER LAVORATORI E TERRITORIO. MA APRIRE RIFLESSIONE SU ACQUISIZIONI FONDI STRANIERI NOSTRE AZIENDE”

“La notizia del fallimento della So.G.I.S. di Sospiro rappresenta un epilogo purtroppo ormai annunciato, che chiude nel modo peggiore una vicenda che seguivamo da tempo e su cui, come Regione, eravamo intervenuti con l’attivazione di un tavolo di crisi” così interviene il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni che ha seguito la vicenda fin dai primi segnali di difficoltà di questa grande industria chimica.

“A nulla – aggiunge - è valso il lavoro messo in campo nei mesi scorsi, né la richiesta avanzata a gennaio né l’attivazione degli strumenti regionali e l’impegno degli uffici della Direzione generale Lavoro di Regione Lombardia, che ringrazio per l’attenzione e il lavoro svolto”.

“Oggi però non possiamo limitarci a registrare il fallimento – sottolinea Piloni -: è evidente una forte responsabilità della proprietà, che non è andata oltre le parole e non è stata in grado di garantire un percorso industriale credibile. A pagarne le conseguenze sono i lavoratori e le loro famiglie, oltre a un territorio che perde un’azienda storica e un presidio produttivo importante”.

“Ora – aggiunge il consigliere dem - Regione Lombardia deve attivare tutte le misure di sostegno previste per i lavoratori, a partire dagli ammortizzatori sociali e dagli strumenti per la ricollocazione, accompagnando concretamente chi oggi si trova senza prospettive”.

“Questa vicenda impone anche una riflessione più ampia sullo stato di salute del nostro tessuto produttivo e sul ruolo che i fondi e gli assetti proprietari internazionali stanno avendo sul territorio. È necessario aprire un confronto serio su questi processi, perché casi come questo non possono più essere affrontati solo in emergenza, quando il danno è ormai fatto” conclude Piloni.

Milano, 4 giugno 2026

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