Saluto con favore l’approvazione della nuova legge che regola l’insediamento dei luoghi di culto. Non nascondo che personalmente avrei preferito misure più restrittive in merito ad un tema, quello della concessione degli spazi religiosi oggi molto sentito in numerosi comuni del territorio regionale.
Non solo Milano e Cantù come le cronache ci raccontano ma anche a Crema, città della provincia di Cremona, che ho l’onore di rappresentare in consiglio regionale, il dibattito in merito alla costituzione di un nuovo luogo di culto è infuocato e anima con tutte le sue contraddizioni il tessuto sociale cittadino.
La giunta comunale, guidata dal sindaco PD, intende imporre l’istituzione di un nuovo luogo di culto nonostante la ferma e decisa opposizione dei cittadini cremaschi.
Una opposizione che trova le sue ragioni nei difficile rapporto tra una amministrazione che nega il confronto con i suoi cittadini e che a sorpresa dietro le pressioni di una sinistra buonista e accecata dal garantismo intende proporre una integrazione forzata attraverso un passo, quello della costruzione di una moschea, che non era previsto da alcun programma elettorale.
Sono quasi 6 mila le firme raccolte a Crema contro il progetto per il nuovo luogo di culto, un grido di allarme, una richiesta di tutele che nessuno può sminuire o pensare di snobbare.
I cremaschi non sono razzisti, nessuno di coloro che ha votato a favore di questo provvedimento lo è. Coloro che hanno apposto la propria firma per fermare il progetto o che a gran voce hanno aderito ai tanti comitati che si sono costituiti nei vari comuni della Lombardia chiedono risposte e tutele in merito a sicurezza, viabilità, integrazione. Non è abbastanza rispondere che la Costituzione garantisce il diritto di culto. La Costituzione prevede ANCHE una intesa tra Stato e Confessione religiosa (Costituzione articolo 8 comma 3)
E allora davanti a un sinistra che si ostina all’arte del garantismo spinto agitando la Costituzione, ben venga questa proposta di legge che risponde in modo preciso alle richieste dei lombardi.
Non è nostra intenzione limitare la professione religiosa di chi non è cattolico.
La nostra intenzione è dare risposte alle richieste dei cittadini e questa legge stabilendo criteri importanti quali una presenza "diffusa, organizzata e consistente" a livello nazionale ed "un significativo insediamento" in ambito comunale, una specifica convenzione urbanistica tra comunità religiosa e comune, la dotazione di parcheggi ampi e videocamere di sicurezza e soprattutto prevedendo il rispetto della Costituzione – nella sua totalità e non solo i pezzi che fanno comodo- intende andare in questa direzione.
Non è il momento del muro contro muro. E’ il momento della responsabilità, di regole chiare e precise a cui tutti indipendentemente dal proprio credo religioso devono attenersi.
Federico Lena, Consigliere Regionale Lega Nord ( Cremona)



