Venerdì, 19 luglio 2019 - ore 16.06

FLC-CGIL Il commento Paradosso scuola: i posti ci sono, i concorsi no di Claudio Riso

Siamo ormai all’emergenza, con enormi difficoltà non solo per reclutare i presidi, ma anche i docenti. E così ricomincerà il balletto dei precari che penalizza tutti, compresi gli studenti

| Scritto da Redazione
FLC-CGIL Il commento Paradosso scuola: i posti ci sono, i concorsi no  di Claudio Riso

FLC-CGIL Il commento Paradosso scuola: i posti ci sono, i concorsi no  di Claudio Riso

Siamo ormai all’emergenza, con enormi difficoltà non solo per reclutare i presidi, ma anche i docenti. E così ricomincerà il balletto dei precari che penalizza tutti, compresi gli studenti

È di questi giorni la notizia della sentenza del Tar del Lazio che ha annullato il concorso per dirigenti scolastici, bloccando quindi le assunzioni imminenti dei vincitori. Per la provincia di Modena significa che le 45 scuole che oggi non hanno un preside titolare rischiano di continuare a essere gestite con delle reggenze. In sostanza, i 45 presidi della provincia di Modena (ma forse anche qualcuno in meno a causa dei probabili pensionamenti) dovranno dividersi su tutti gli 89 istituti della provincia. Un lavoro enorme in condizioni “normali”, che rischia di diventare quasi impossibile se i pochi dirigenti superstiti dovranno affrontare le tante complicazioni che ci aspettano per il prossimo anno scolastico.

Situazione analoga è quella che riguarda i Dsga, cioè i Direttori dei servizi generali e amministrativi: sono coloro che costruiscono i bilanci delle scuole e poi li firmano, figure che hanno la responsabilità del funzionamento operativo e amministrativo e che coordinano il lavoro delle segreterie e di tutto il personale Ata. Anche qui da anni scontiamo una cronica mancanza di personale, surrogata da Dsga che si devono dividere su più sedi, una sulla quale hanno la titolarità e almeno un’altra con una reggenza. Poi ci sono i casi di scuole in cui il Dsga è un “facente funzione”, ossia un impiegato della segreteria incaricato di svolgerne le funzioni. È stato bandito un concorso, le prove sono iniziate, ma le procedure sono terribilmente a rilento e non ci sono speranze che per il prossimo settembre le operazioni siano concluse.

Sarà poi piuttosto complicata anche la situazione relativa al personale docente su tutti gli ordini di scuola. Nei giorni scorsi il ministro dell'Istruzione ha annunciato 58.627 posti per le immissioni in ruolo per il prossimo anno scolastico. Di questi, secondo le stime della Flc Cgil, circa 870 sarebbero destinati a Modena, ma altri posti potrebbero aggiungersi per effetto dei pensionamenti con quota 100. E questa di per sé sarebbe una buona notizia. La realtà dei fatti però è un po’ diversa. Sulla scuola dell’infanzia e su quella primaria pende ancora la vicenda dei diplomati magistrali i quali, secondo quanto è previsto dalla sentenza del Consiglio di Stato, saranno licenziati non appena diventeranno esecutive le sentenze di merito dei tribunali che ne prevedono il licenziamento. Senza la proroga del decreto dignità anche per l’anno scolastico 2019/20, quindi, nella scuola dell’infanzia e primaria si rischia di avere molte classi scoperte.

Per quanto riguarda invece le scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori), su un totale potenziale di 657 posti per le immissioni in ruolo, ben il 60 per cento non sarà coperto per assenza di personale nelle graduatorie. Per fare fronte a questa carenza il governo si è impegnato, attraverso una apposita intesa con i sindacati, a far partire i necessari concorsi. È evidente che per il prossimo settembre si dovrà ricorrere nuovamente a schiere di precari, danneggiando così la continuità didattica. È urgente quindi che l’esecutivo acceleri la realizzazione dei contenuti dell’intesa e avvii le procedure per i concorsi che si è impegnato a bandire: ci sono migliaia di giovani precari che aspettano e la situazione non è più tollerabile.

Gli stessi docenti precari, poi, rischiano di essere beffati nuovamente, e gli studenti penalizzati: se il Miur non chiarisce che le specializzazioni o le abilitazioni conseguite dai docenti in corso d’anno non determinano nuove graduatorie, i numerosissimi posti vacanti, su cui non si immetterà in ruolo perché le graduatorie sono vuote, sommati a tutti i posti in deroga sul sostegno (forse 650 circa) e agli spezzoni orari che andranno ai precari, rischiano di avere prima un supplente e poi un altro, riproponendo un assurdo balletto dei supplenti.

Sul sostegno continueremo ad avere un'alta percentuale di docenti non specializzati e a poco servirà il IV ciclo Tfa, sia perché i docenti acquisiranno il titolo nel corso del 2019/20, sia per l'esiguità complessiva dei posti messi a bando: 320 in tutta l’Emilia Romagna, appena 100 attivati per l’Unimore, a fronte di un bisogno di centinaia di studenti certificati.

Mentre l’agenda politica e il dibattito pubblico sono presi da temi e argomenti il più delle volte strumentali, quella delle scuola rappresenta una vera emergenza sulla quale l’attenzione ci sembra sia riservata solo agli addetti ai lavori, con aspetti anche paradossali come ad esempio quello che che riguarda sia i presidi che i docenti: ci sono i posti, ma mancano le forme di reclutamento attraverso cui poter assumere.

Claudio Riso è segretario Flc Cgil Modena

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