Forniti i dati su Servizio Tutela Minori.
Prossimamente, spazio al dialogo e al confronto
“ E’ stata fatta una fotografia e ci sono stati forniti una serie di dati puntuali che ci servono
da base per inquadrare il problema. Ma e’ solo il primo passo. Ora deve seguire un
spazio di dialogo e confronto aperto ai cittadini “.
Questo il commento dell’Assessore ai Servizi Sociali Maria Beretta a seguito del
forum sulla Tutela Minori che si è tenuto giovedì 14 Marzo nella sala dei Ricevimenti del
Comune di Crema.
A presentare il report sul Servizio Tutela Minori, Davide Vighi, direttore di Comunità
Sociale Cremasca
I casi in carico al Servizio tutela Minori sono 436, di cui 340 (il 78% ) di origine italiana,
96, ( il 22 %) stranieri, in prevalenza di nazionalità rumena.
Di questi 436,
297 (68%) riguardano minori che rimangono nella famiglia di origine ma sono monitorati
e assistiti a livello domiciliare;
79 (18%) sono affidati a strutture comunitarie,
60 (14%) sono in affido a nuclei famigliari.
Tra il 2011 e il 2012 si rileva un incremento dell’affido famigliare ed un conseguente lieve
calo dei collocamenti in Comunità.
Raddoppiano inoltre i casi riguardanti situazioni penali minorili; dai 16 del 2011 ai 29 del
2012.
Altro problema, già segnalato, è quello che riguarda i ragazzi in età pre- adolescenziale a
adolescenziale che allontanati faticano a trovare una famiglia che li accolga e che
rappresentano la maggior fascia di età tra i 436 totali. Sono infatti 111 quelli tra i 15 e i 18
anni che vengono allontanati dalle famiglie, seguiti dai 102 che hanno un’età compresa tra
i quattro e i sette anni. A seguire, 86, quelli di un’età compresa tra gli 11 e 14 anni, 74,
quelli fra gli 8 e i 10 anni.
All’interno del Distretto l’area più interessata dagli affidi è quella della città di Crema,
segue Pandino, Bagnolo, Soncino, Sergnano, Castelleone.
Questi, in sintesi, alcuni dei dati significativi emersi durante il Forum.
“ E’ stato un incontro proficuo - conclude l’assessore ai Servizi Sociali Maria Beretta -
ma più per addetti ai lavori. Non c’è stato tempo e spazio per un dibattito e confronto. Ecco
perché il prossimo incontro sarà dedicato a questo. Mancano famiglie affidatarie, Bisogna
far conoscere questi dati alla cittadinanza perché un sostegno vero ai minori si può avere
solo se si coinvlgono oltre che le strutture e le Comunità anche le famiglie e i cittadini “



