Venerdì, 24 luglio 2026 - ore 10.25

L’Anpi: La pastasciuttata antifascista è tradizione cremasca e non solo di Gian Carlo Corada

Cinque mesi dopo la rappresaglia: i sette figli dei Cervi furono fucilati dai fascisti.

| Scritto da Redazione
L’Anpi: La pastasciuttata antifascista  è tradizione cremasca e non solo di Gian Carlo Corada

L’Anpi: «La pastasciuttata è tradizione cremacae non solo di Gian Carlo Corada

SPINO D’ADDA Gian Carlo Corada, presidente provinciale dell’Anpi ed ex presidente della Provincia e sindaco di Cremona, difende la pastasciuttata antifascista.

«È una ricorrenza che unisce, non divide. Nel Cremasco viene celebrata in molti Comuni» spiega lo storico e docente in pensione.

Corada si dice pronto anche a un confronto pubblico con il consigliere comunale spinese Nunzio Ruzzo. «Ognuno può avere la propria opinione sulla Resistenza, ma l’intento dei fratelli Cervi era chiaro e unitario» aggiunge. «Invitarono tutti, senza distinzioni politiche, per festeggiare quella che credevano fosse la fine della guerra e della dittatura».Era il 25 luglio 1943 a Campegine, in provincia di Reggio Emilia. Alla notizia della destituzione e dell’arresto di Benito Mussolini, la famiglia Cervi preparò e distribuì gratuitamente circa 380 chili di pasta condita con burro e formaggio. Un gesto di condivisione in un periodo di privazioni.

Cinque mesi dopo la rappresaglia: i sette figli dei Cervi furono fucilati dai fascisti.

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