Giovedì, 24 settembre 2020 - ore 13.34

Furbetti del bonus, Crimi e Di Maio: ''Deputati rinuncino alla privacy. I nomi devono essere resi pubblici''

''Non vivo di politica perché non voglio e non potrei''

| Scritto da Redazione
Furbetti del bonus, Crimi e Di Maio: ''Deputati rinuncino alla privacy. I nomi devono essere resi pubblici''

È caccia ai furbetti del bonus dopo le rivelazioni della Repubblica che, sulla base delle segnalazioni dell'INPS, ha fatto sapere che cinque deputati hanno usufruito del bonus riservato ai liberi professionisti per l'emergenza coronavirus, nonostante, grazie al loro lauto stipendio da parlamentari, non ne avrebbero bisogno. Ora si sa che tra i cinque ci sono tre leghisti, un deputato di Italia Viva e uno del MoVimento 5 Stelle. Proprio i pentastellati sono i più impegnati nella ricerca dei nomi dei cinque "furbetti" e chiedono apertamente che i deputati rinuncino alla loro privacy ed escano allo scoperto.

Il capo politico del M5S Vito Crimi ha detto:

"Se non dovesse palesarsi spontaneamente chi ha richiesto il bonus, chiederò a tutti i nostri parlamentari di sottoscrivere una dichiarazione per autorizzare l'Inps a fornire i dati di chi ha usufruito del bonus. Un fatto così grave non può passare senza conseguenze. Spero che tutti i partiti si muovano nella stessa direzione, lo dobbiamo a chi sta soffrendo le dure conseguenze di questa pandemia"

E subito ha incassato il sostegno del suo predecessore, l'attuale ministro dell'Interno Luigi Di Maio, che oggi ha scritto un lungo post su Facebook:

"Dalla lettura dei giornali di questa mattina emerge un quadro sconcertante. Oltre ai 5 deputati furbetti, ci sarebbero altri 2000 politici tra amministratori locali e regionali in tutta Italia ad aver fatto richiesta del bonus partita Iva destinato ai liberi professionisti in difficoltà per l’emergenza Covid.

Siamo davanti a fatti di una gravità assoluta.

I nomi devono essere resi pubblici. Gli italiani hanno il diritto di sapere chi ha tradito la loro fiducia. Questa gente non deve più avere l’occasione di rivestire una carica pubblica. Deve essere allontanata dallo Stato, deve essere punita.

Hanno remato contro il Paese nel momento più difficile. Hanno offeso la nostra bandiera, hanno offeso la memoria di chi non ce l’ha fatta. Hanno macchiato il nome dell’Italia nel mondo ed è giusto che paghino. Non possono e non devono passarla liscia"

Guardando in casa propria Di Maio spiega:

"Tra i 5 deputati leggo che ci sarebbe anche un esponente dei 5 Stelle. Non mi importa da quale forza politica provengano, so soltanto che questi 5 deputati non possono più rappresentare le istituzioni.

Così come hanno avuto il coraggio di prendersi un bonus di 600 euro guadagnando uno stipendio di 13mila euro netti al mese, adesso abbiano il coraggio di uscire allo scoperto. Abbiano il coraggio di mostrarsi agli italiani.

Sono pronto ad aderire all’idea lanciata da Vito Crimi sulla rinuncia alla privacy così da autorizzare l’INPS a pubblicare i nomi. Facciano lo stesso tutti i parlamentari di ogni forza politica. Il mio è un appello rivolto a tutti i leader dei partiti: chiedano ai loro eletti di rinunciare alla privacy e permettano all’INPS di rendere pubblici i nomi di questi approfittatori.

E nessuno pensi di scaricare proprie colpe su altri, mettendo di mezzo ad esempio i commercialisti per salvarsi.

È il momento di scegliere da che parte stare. Se dalla parte degli italiani o della casta. Noi abbiamo già scelto.

Mi aspetto un coro unanime: questa gente deve andare a casa. Questa gente è il male dell’Italia e, se vogliamo davvero voltare pagina, va combattuta con tutte le nostre forze"

Ricordiamo che anche il Presidente della Camera Roberto Fico ha chiesto immediatamente ai deputati coinvolti in questa vicenda di uscire allo scoperto, scusarsi e restituire i soldi.

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