Sabato, 10 aprile 2021 - ore 16.28

Gli statali perdono 200 euro al mese

| Scritto da Redazione
Gli statali perdono 200 euro al mese

Stipendi statali,lo stop agli aumenti ha fatto perdere 200 euro al mese
La denuncia è della Cgil: dal 2010 ai dipendenti pubblici sono stati sottratti circa 3mila euro lordi.
Ed altri 600 circa si perderanno nel 2013. Inoltre, se il blocco fosse confermato nel 2014
sfumerebbero ulteriori 500 euro. Ci sono poi blocco del turn over e calo del personale. La scuola
sinora ha ridotto i danni mantenendo gli scatti fino al 2011, ma pagando di tasca propria.
Sta assumendo proporzioni più che visibili lo stop agli aumenti stipendiali imposto negli ultimi tre anni ai
dipendenti statali. Il 12 maggio Michele Gentile, responsabile settori pubblici Cgil, ha reso pubblico uno
studio realizzato dal sindacato Confederale: ebbene, a partire dal 2010 i dipendenti pubblici hanno perso in
tre anni nel complesso circa 3mila euro lordi. Ed altri 600 circa si perderanno nel 2013. Inoltre, se il blocco
fosse confermato nel 2014 sfumerebbero ulteriori 500 euro.
In termini mensili, a regime le retribuzioni, sempre secondo il sindacalista della Cgil, perderanno a fine 2013
in termini reali (a causa del mancato adeguamento rispetto all'inflazione in questi anni) circa 200 euro. In
particolare, tra il 2010 e il 2012 le retribuzioni dei “travet” non hanno recuperato l'8,1% di aumento dei
prezzi che si è registrato nel periodo (insieme allo scarto tra inflazione programmata e reale che c'é stato nel
biennio precedente). La stima per il costo del lavoro tra il 2011 e il 2014 è di un calo di sette miliardi con il
passaggio da 169 a 162 miliardi.
"E' ora - dice Gentile - di dare forti segnali di discontinuità nelle politiche relative al lavoro pubblico. Parlare
di semplificazione e di snellimento delle pubbliche amministrazioni senza affrontare e rimuovere
contemporaneamente i gravi effetti distorsivi delle politiche sin qui seguite verso il lavoro pubblico, significa
non voler occuparsi veramente di riforma".
Ma i dipendenti pubblici non hanno affrontato solo un sacrificio in termine di buste paga reali più leggere.
Nel periodo, gli statali hanno fatto i conti anche con il blocco del turn over e quindi con il calo del personale
(ne sa qualcosa la scuola). Tra il 2007 e il 2011, secondo i dati del Conto annuale della Ragioneria generale
dello Stato i dipendenti pubblici sono diminuiti di 150.000 unità (da 3,43 milioni a 3,28 milioni) con un -4,3%.
Ma la diminuzione dovrebbe essere ancora più consistente negli anni successivi con una stima della Cgil di
400.000 lavoratori pubblici in meno tra il 2007 e il 2014.
Resta irrisolto inoltre il problema del precariato con circa 200.000 tra contratti a termine, lsu, interinali e
collaborazioni nel complesso delle amministrazioni.
"Chiediamo al Governo - dice Gentile - di congelare il decreto con il quale si proroga il blocco della
contrattazione nazionale al 2014 e di riaprire su questo tema un confronto con i sindacati per far ripartire la
stagione contrattuale. Chiediamo misure urgenti sul precariato nelle pubbliche amministrazioni che
impediscano la perdita del lavoro alla scadenza dei contratti ; nuove e mirate politiche di assunzione nelle
amministrazioni con le quali affrontare anche il problema dei tanti giovani vincitori di concorsi pubblici che
ancora non hanno lavoro; la riapertura di una stagione contrattuale nella quale affrontare il problema delle
retribuzioni e di progetti mirati di nuova qualità del lavoro e misure che favoriscano i processi di riforma
garantendo il lavoro".
E la scuola? Certo, è un discorso a parte. Anche se numericamente limitati, i concorsi ci sono stati. E pure gli
scatti automatici, pur tra tante difficoltà e trovando parte dei fondi all’interno dello stesso comparto, alla
fine sono arrivati (quelli del 2010 e di recente per il 2011). Pure per docenti e Ata, comunque, le buste paga
si sono “alleggerite”: il mancato rinnovo del contratto e il ritarda di attuazione degli stessi aumenti
stipendiali automatici cominciano a farsi sentire. Quel che preoccupa è che la situazione di stallo potrebbe
protrarsi: il Consiglio di Stato, tranne che per lo stop all’indennità di vacanza contrattuale, ha già dato il suo
via libera. Ora si attende il parere delle Camere. E poi la decisione finale sarà, comunque, del Governo Letta.
Non è escluso che la “palla” verrà girata agli stessi Ministeri: se vorranno evitare il blocco stipendiale,
dovranno arrangiarsi da soli sottraendo risorse in seno allo stesso comparto. La Scuola è già abituata: l’anno
scorso sono saltati i fondi destinati al merito, quest’anno il 25% del Miglioramento dell’offerta formativa.
Probabilmente sarebbe il male minore: gli scatti stipendiali sono un incentivo importante e bloccarli

fonte: 

FLC CGILCREMONA 

 

CON DIRITTO DI AFFISSIONE ALL’ALBO SINDACALE

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