Martedì, 19 ottobre 2021 - ore 06.48

GUSSOLA Già nel 1986 operava per la salvaguardia PATRIMONIO NATURALISTICO |Gerelli Sante

GUSSOLA, ERA L’ANNO 1986 sul giornalino ciclostilato del Comune si parlava in modo consistete di ecologia e del nostro territorio.

| Scritto da Redazione
GUSSOLA Già nel 1986 operava per la salvaguardia PATRIMONIO NATURALISTICO |Gerelli Sante

GUSSOLA Già nel 1986 operava per la salvaguardia PATRIMONIO NATURALISTICO |Gerelli Sante

Egregio Direttore

GUSSOLA, ERA L’ANNO  1986 sul giornalino ciclostilato del Comune si parlava in modo consistete di ecologia e del nostro territorio.

UNA RICERCA SUL NOSTRO TERRITORIO PER STABILIRE LE PROPOSTE DI SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO NATURALISTICO DI GUSSOLA.

In un momento in cui parecchie amministrazioni Comunali assieme ad ambientalisti locali pongono dei problemi soprattutto sulla nostra Golena ( la golena Casalasca).

-che cosa prevede la legge n.431 del 8-8-1985, meglio nota come legge Galasso?

Questa legge “sottopone parti del nostro territorio a vincolo paesaggistico e, fatto importante, richiede alla Regione la definizione dei piani paesistici di valorizzazione oltre che di tutela”.

-entro il 31-12-1986, la Regione deve predisporre “piani” in modo da indicare modi e forme di uso del territorio.

-il piano deve interessare tutto il territorio, sia  ”zone naturali” che “artificiali” ( aree agricole, aree urbanizzate)-mirando alla salvaguardia delle zone “ ecologicamente pregiate”.

-GUSSOLA ha un grosso patrimonio da salvare, valorizzare, far fruire al pubblico. Qui ci sono ancora degli “episodi” e dei “monumenti naturali” che hanno un grande valore storico. Sono le ultime vestigia della Padania nei secoli passati. In che cosa consiste questo patrimonio?

1) BOSCO CEDUO-mi riferisco alla lunga striscia boschiva che corre fra la strada ALZAIA (  oggi  quasi tutta arata) e il fiume Po.

Cos’è il Bosco Ceduo? Sono le piante che raggiunta una certa fase di sviluppo, vengono tagliate rasente terra, o a poca altezza, cosi che si riproducono da sé rigettando polloni delle ceppaie tagliate.

2) LANCHE-le “lanche” sono raccolte d’acqua aperte sul fiume o comunque collegate con il Po. La loro utilità mi sembra fuori discussione: sono casse naturali di espansione del fiume , quando questo è in piena.

Gussola è ricca di lanche. Ricordiamo quella della CARTIERA (circa 1km. di lunghezza); quella del “PENNELLO” (circa 1 km.); il LANCONE aperto sul Po (circa 1,500 km..) che comprende anche il territorio di MARTIGNANA PO. Di questo LANCONE si potrebbe fare  “ UN’OASI DI RIFUGIO” per gli uccelli di passo. Ossia  per i migratori. Ripristinare le loro rotte, creando loro spazi adeguati.

3) BUDRI- Raccolta d’acqua chiuse. Gussola ne conta 9, cosi denominati: VECCHIO, NUOVO, NETTA, CHIAPPE, COPPINI, VAIA (BIDEN), CA’ DI LOCH, (sulla destra per la strada Provinciale  per Torricella del Pizzo) FORCHE. In media vanno dai 100 a 200 mq. .

- la vegetazione di “lanche “e “ budri ” è ricca: ricordiamo il CANNICCIO di palude (serviva per le “ARELLE” dei bachi da seta); la CARICE; la CARICE BIANCA che usavano per fare le cordicelle per legare i provoloni, le splendide NINFEE BIANCHE e GIALLE; la TIFA (al MASAGATT); la LENTICCHIA D’ACQUA; IL campanellino estivo; l’IRIS GIALLO, ecc.

-gravitano intorno ai budri e lanche numerose essenze legnose: GACCIA; PIOPPI nostrani (ultimi esemplari) dopo l’invasione del tipo industriale.

Ce ne sono ancora alcuni splendidi esemplari nel limitare EST dell’isola S.GIORGIO; ROBINIE, infestantissime il cui fiore a grappolo è profumatissimo; IL SALICE BIANCO; IL BIANCOSPINO; IL SAMBUCO; IL PRUNO SELVATICO; ecc. Senza presunzione cito solo le piante che conosco.

4) LE LANCHE , I BUDRI, nel loro insieme e con la dislocazione in GOLENA , cioè in rapporto più o meno diretto con il PO, costituiscono la “ZONA UMIDA” che, con le sue caratteristiche intrinseche, da luogo a un ECO-SISTEMA.

- e in questo eco-sistema, con le sue leggi naturali fondate sull’equilibrio della specie, vivono, si riproducono, muoiono, una ricchissima gamma di insetti e animali (compreso l’uomo) che ne caratterizzano la VITA BIOLOGICA.

Ne ricordiamo alcuni:

  1. INSETTI ACQUATICI: ODONATI o LIBELLULE;
  2. ITTIOFAUNA : PERSICI,PESCI GATTO, TINCHE,LUCCI,ANGUILLE,CARPE,PERSICO TROTA (il boccalone),

PERSICO SOLE (il dannoso e fastidioso pesce regina),SCARDOLE , ecc.

  1. ANFIBI: IL tritone punteggiato (NON SE NE VEDONO Più); è SCOMPARSA ANCHE LA COMUNE salamandra, il rospo comune (Bufo, Bufo); di cui ricordiamo la sua grande utilità come cacciatore di insetti. IN Germania – ci ricorda il Prof. Riccardo GROPPALI – taluni agricoltori li allevano in apposite vasche per utilizzarli alla caccia agli insetti; la RANA ROSSA; la RANA VERDE; la RAGANELLA del color verde smeraldo.
  2. I RETTILI: la BISCIA D’ACQUA dal collare ( NATRIX-NATRIX); la NATRICE TASSELLATA ( che la si cambia per la vipera); la TARTARUGA PALUSTRE; il BIACCO( che raggiunge i 2 metri di lunghezza - comunemente noto come LANSA ); il RAMARRO della famiglia dei SAURI.
  3. L’AVIFAUNA: ricca è la gamma dell’avifauna che vive nella “ zona umida”.

-GALLINELLA D’ACQUA –(numerose);

-qualche FOLAGA (ormai rare);

-il TARABUSO e il TARABUSINO ( qualche esemplare);

-lo SMERGO (numeroso)

“Dai campi circostanti trovano rifugio tra la vegetazione presso l’acqua, passere MATTUGIE, vari FRINGUELLI e VERDONI e, raramente GAZZE e ALLOCCHI” ; il cibo di questo rapace notturno, spedie in diminuzione in gran parte d’Italia, è costituito per il 60% da roditori dannosi alle coltivazioni”.

-altri uccelli si fermano presso i budri o le lanche per nidificare.

-durante il “passo” sostano gli ANTIDITI. Quindi le  “zone umide” hanno valore internazionale.

Ricordiamo il GERMANO REALE, le ALZAVOLE, le MARZAIOLE, il MORETTONE, ecc.

-BECCACCE E BECCACCINI- qualche esemplare di CHIURLO.

  1. F) I RAPACI: ALBANELLA MINORE – FALCO DI PALUDE – NIBBIO BRUNO, ( rapaci in continua preoccupante diminuzione.
  2. G) MAMMIFERI – LONTRA (scomparsa), TASSO – qualche esemplare, FAINE e DONNOLE numerose,

             RICCIO – TOPORAGNI – PIPISTRELLI. In costante diminuzione per le modificazioni subite dal loro habitad e in parte perché intossicati dai veleni impiegati in agricoltura.

        5) ALBERI: in questo “eco sistema” abbiamo ancora alcune macchie o “scampoli” boschivi da salvare;

  1. a) LA FASCIA FRA IL Po e l’Isola S. Giorgio con pioppo BIANCO e NERO originario della Padania;
  2. b) il saliceto fra la strada ALZAIA e il Po;
  3. c) un pezzo di Isola S. Giorgio, su cui si è dato fuoco con lo scopo di metterla a coltura agricola;
  4. d) il parco della cascina CARTIERA;
  5. e) viale delle robinie;
  6. f) strisce di QUERCE ed altre essenze ( es. Olmi)
  7. g) sparsi qua e là : QUERCE , OLMI, NOCI, PLATANI, ACERI, BIANCOSPINO, SAMBUCO.

6) RIASSUMENDO:

A- Grande patrimonio storico. Perché sono gli ultimi simboli di una situazione fisica – morfologica – antropica del passato: il Po, la foresta, il territorio dei secoli andati;

  1. b) Grande patrimonio naturalistico che fa parte della nostra vita: il BOSCO come produttore di ossigeno

      L’ACQUA come termoregolatore del clima; GLI ANIMALI  come equilibrio biologico; I PRODOTTI come ricchezza a cui attingere con giusta misura.

-Dire all’Amministrazione Provinciale e tramite essa alla Regione: noi abbiamo questo patrimonio. Lo vogliamo riconosciuto come “zona di particolare rilevanza ambientale”. Giusto come prevede la LEGGE REGIONALE SUI PARCHI. Si studi la zona e, nell’ambito dei “piani paesaggistici” (legge 431 – DELL’8/8/85), si provveda alla sua salvaguardia.

-Di là dell’argine c’è una fonte della nostra vita. STOP al degrado. SI alla salvaguardia e alla valorizzazione. La STRADA CHE IL COMUNE SI ACCINGE A REALIZZARE, Può  essere un veicolo per una oculata fruizione sociale di questo PATRIMONIO NATURALISTICO.

ERA L’ANNO  1986

Gerelli Sante , Gussola

 

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