Mercoledì, 21 ottobre 2020 - ore 23.33

Il dibattito tra Kamala Harris e Mike Pence

Secondo dibattito televisivo in vista del voto USA del 3 novembre. Il vicepresidente Mike Pence contro la sfidante Kamala Harris.

| Scritto da Redazione
Il dibattito tra Kamala Harris e Mike Pence

A pochi giorni dall’imbarazzante sfida televisiva tra Donald Trump e il suo sfidante Joe Biden, ieri sera negli Stati Uniti è andato in scena il secondo dibattito in vista delle elezioni presidenziali del 3 novembre. A scontrarsi, stavolta, sono stati il vicepresidente uscente Mike Pence e la candidata alla vicepresidenza scelta da Biden, la senatrice democratica Kamala Harris.

Dal palco della Kinsbury Hall della Utah University a Salt Lake City, è andato in scena un dibattito ben più civile del faccia a faccia tra Trump e Biden e i primi sondaggi dicono già che a trionfare è stata proprio Kamala Harris, che ha puntato tutto su qualcosa che i cittadini degli Stati Uniti, e del resto del Mondo, possono vedere quotidianamente coi propri occhi: la pessima gestione della pandemia da parte dell’amministrazione Trump.

La senatrice Harris ha puntato il dito direttamente contro Mike Pence e il Presidente Trump, accusandoli di aver deliberatamente sminuito la gravità della pandemia e facendo ben poco per evitare la morte di migliaia di persone (ad oggi sono 211.801 le vittime di COVID confermate in tutto il Paese):

Sapevano e hanno coperto. E per questo hanno perso il diritto alla rielezione.

Pence ha provato a ribattere, sottolineando che “sin dal primo giorno il presidente americano ha messo la salute dell’America al primo posto“:

Il presidente ha fatto quello che nessun altro presidente ha fatto, promuovendo la più grande mobilitazione dalla seconda guerra mondiale in termini sanitari.

È evidente, però, che così non è stato e lo dimostrano le numerose fake news che, pur risultato positivo al COVID-19 ed aver trascorso qualche giorno in ospedale, Trump sta continuando a diffondere ed alimentare.

Proprio a causa nelle numerose bugie fatte passare da Trump per verità, Harris ha precisato che se arriverà un vaccino, attenderà le indicazioni delle autorità sanitarie prima di sottoporsi alla procedura: “Se le autorità sanitarie, se il dottor Fauci e i dottori ci diranno che dobbiamo farlo, sarò la prima in fila per farlo. Ma se sarà Donald Trump a dirci che dobbiamo farlo, non lo farò“.

Harris ha accusato l’amministrazione Trump di star facendo tutto quello che in suo potere per screditare e limitare il voto via posta:

Trump sta cercando apertamente di impedire a persone di votare […] Se usiamo la nostra voce vinceremo e non permetteremo a nessuno di sovvertire la nostra democrazia con quello che Trump sta facendo. […] Noi crediamo nel popolo americano, nella democrazia e per questo voglio dire a tutti per favore votate, votate in anticipo. Abbiamo il potere di prendere nei prossimi 27 giorni una decisione su quella che sarà la direzione del Paese per i prossimi 4 anni.

Pence, però, ha portato avanti la linea del Presidente Trump, ribadendo che il voto per posta si presta ad enormi frodi elettorali, un fatto che è stato smentito a più riprese da numerosi fact checker indipendenti:

Penso che vinceremo le elezioni. Il presidente Trump ed io ci stiamo battendo ogni giorno per impedire che Joe Biden e Kamala Harris cambino le regole e creino un sistema universale di voto per posta che potrebbe creare un’enorme opportunità per frodi elettorali

148 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria

Kamala Harris: americana a tutti gli effetti e l'eleggibilità alla vice presidenza | Domenico Maceri, PhD,USA

Kamala Harris: americana a tutti gli effetti e l'eleggibilità alla vice presidenza | Domenico Maceri, PhD,USA

“Questo editoriale è stato usato da alcuni come strumento per perpetuare il razzismo e la xenofobia.” “Chiediamo scusa”. Così la direzione della sezione editoriali di Newsweek dopo la pubblicazione di un recente articolo di John Eastman, il quale metteva in dubbio l'eleggibilità di Kamala Harris a vice presidente degli Stati Uniti perché i suoi genitori non sono nati in America.