Lunedì, 15 luglio 2019 - ore 20.18

Il Sindaco Galimberti in chiusura di DiVersamente Uguali 2019

Nell'ultimo incontro si è ragionato sulle prospettive concrete che le persone disabili possono avere nel mercato del lavoro attuale

| Scritto da Redazione
Il Sindaco Galimberti in chiusura di DiVersamente Uguali 2019

L'11° edizione di "DiVersamente Uguali 2019 - Sport, Cultura, Disabilità" si è chiusa con un tema assai importante, ovvero il rapporto tra il nuovo mondo del lavoro e quella della disabilità.

I relatori hanno portato le loro esperienze: Benedetta Anselmi ha raccontato il progetto ThisAbility come un’esperienza itinerante di formazione, di incontro e di promozione delle abilità e delle competenze; Mirco Moreschi, responsabile del Servizio Inserimento Lavorativo Disabili della Provincia di Cremona ha elencato i risultati raggiunti in questi anni nel nostro territorio; Simona Maffini ha portato l’esperienza di Agropolis per l’inserimento di persone con disabilità; e infine Giulia Lazzari, che ha annunciato alcuni progetti in cantiere per il settore eventi e ristorazione di Palazzo Trecchi.

Tra il pubblico, anche il Sindaco Gianluca Galimberti, che dichiara: "Questo è un tema politicamente importante - nel senso che costruisce la polis, la città. Non si può parlare di disabilità se non si ha uno sguardo a 360 gradi sulla comunità.

Credo che di passi avanti ne siano stati fatti sicuramente, però le questioni irrisolte sono ancora molte. Sicuramente c'è una questione di fondo che è Quale lavoro? offerto da chi? Ma forse c'è ancora un problema a monte, che è riassumibile in due parole: mentalità e organizzazione. Se all’interno di un’organizzazione c’è una mentalità di riconoscimento delle abilità diverse come ricchezza e come opportunità, allora il percorso è facilitato; se questa mentalità, questa cultura – intesa come la capacità di coltivare il terreno della società – non c’è, questo percorso diventa più difficile. La seconda parola è organizzazione: quale organizzazione del lavoro? Qual è l'organizzazione del lavoro che ci permette di riconoscere quali sono le abilità, le competenze, le skills che servono per quel posto e per quell'obiettivo. Vale per tutti, ma certamente a maggior raggione vale per "l'inserimento" di persone con disabilità".

Conclude dicendo: "Non parliamo più di inserimento di persone con disabilità perchè questo fa pensare a qualche cosa che esiste, un corpo estreno che viene inserito all'interno. Forse bisognerebbe utilizzare anche un'altra terminologia: valorizzazione, cioè capire il valore di tutte le abilità - anche quelle che noi definiamo disabilità - perchè non esiste solo la capacità concreta di sviluppare un lavoro, pur importantissimo, ma c'è l'opportunità per l'organizzazione e anche per i colleghi di lavoro di crescere complessivamente nel momento in cui sono in contatto con abilità diverse dalle loro".

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